Droga a Corato: parlano i centri di recupero

A completare il quadro sul consumo di sostanze stupefacenti a Corato le "Comunità Oasi2" e "Girasoli", insieme al Ser.t. (servizio per le tossicodipendenze) di Ruvo.

Attualità
Corato venerdì 17 ottobre 2008
di La Redazione*
© Getty Images

Parlando di dipendenze patologiche, dopo i numeri forniti dalle forze dell'ordine non si può non ascoltare chi sul nostro territorio opera da anni offrendo servizi di cura, riabilitazione e reinserimento per i tossicodipendenti.

A completare il quadro sul consumo di sostanze stupefacenti a Corato sono Viviana Caputo responsabile terapeutica della "Comunità Oasi2", Nicola Marolla coordinatore della comunità "Girasoli" e Vincenzo Leone responsabile del Ser.t. (servizio per le tossicodipendenze) di Ruvo di Puglia.

La comunità "Girasoli" è un centro semiresidenziale, gestita in collaborazione con l'Oasi2, ed opera dal lunedì al venerdì.

«In questa struttura - spiega Nicola Marolla - il recupero avviene tramite una presa in carico del soggetto tossicodipendente o con problemi d’alcool che presuppone un’analisi della domanda per poi individuare un progetto individualizzato.

Offriamo servizi di rete sul territorio - continua - collaborando con le strutture terapeutiche dei dintorni, con il Ser.t. e con il centro notturno di Terlizzi ed anche con i servizi sociali e con lo sportello SESAMO di Andria che si occupa del reinserimento nel campo di lavoro che può anche trasformarsi in una vera e propria assunzione a tempo indeterminato».

La Comunità Oasi2 ospita invece «soggetti che hanno avuto a che fare con sostanze di diverso tipo e che sono spesso affetti da problemi psichiatrici ad esse connessi», come spiega Viviana Caputo.

Quando il percorso di cura è concluso, si avvia il soggetto verso l’autonomia, sostenendo il reinserimento socio-lavorativo; questo è possibile anche grazie ad un’operazione di ricerca attiva sul territorio che punta a trovare lavoro a tempo determinato in alcune aziende di Corato e paesi limitrofi, con il contributo delle borse lavoro».

La funzione del Ser.t. è invece quella di prendere in carico, gestire e svolgere programmi terapeutici finalizzati alla disintossicazione di sostanze stupefacenti e favorire il reinserimento sociale e lavorativo.

«I dati - spiega Vincenzo Leone - arrivano dalla Prefettura e dai Servizi Sociali, l’U.E.P.E. di Bari. Ma a differenza di quanto accadeva negli anni precedenti in cui la chiamata per il breve programma terapeutico era a discrezione del servizio,ora,a causa di alcune modifiche legislative che hanno portato alla parificazione tra le varie sostanze, al Ser.t spetta convocare tutti i nominativi che riceve.

A seconda di quello che il caso presenta, il Ser.t. agisce con programmi terapeutici, farmacoterapia specifica sostitutiva, colloqui medico psichiatrici e psicoterapici. A conclusione del ciclo terapeutico invia alla prefettura una relazione conclusiva».

Dalle parole dei tre risulta che la sostanza più diffusa sul nostro territorio è la cocaina.

«Dagli esami tossicologici - continua Leone - emerge come il consumo, rispetto agli anni precedenti, si sia spostato sull’uso di cocaina e di anfetaminici. L’eroina invece è per lo più usata in combinazione con la cocaina, il cosidetto “speedball”: infatti la cocaina agisce da stimolante aumentando il battito cardiaco, l’eroina da depressivo, rallentandolo.

Rilevanti anche i dati relativi all’uso di cannabis, che, per quanto sia sottovalutata come dipendenza, crea seri problemi».


Non esiste una categoria di persone che corre un maggiore rischio, anche se tra i fruitori di Ser.t. e Comunità, il numero dei minorenni è in aumento rispetto agli anni precedenti.

In linea di massima sono diversi i fattori che possono determinare l’abuso e la dipendenza da sostanze: da un lato ci sono fattori esterni, quali le offerte del contesto sociale, i mass media, le mode, dall’altro, fattori psicologici, quali disturbo della personalità, disturbo schizofrenico, disturbo depressivo, disturbo fobico.

In altri casi invece subentra l’ipotesi auto-terapica: il soggetto affetto da disturbi della personalità antisociale trova nell’utilizzo di alcool e di sostanze stupefacenti in grande quantità, la possibilità di sbloccarsi nei rapporti sociali e di mantenere il controllo dei suoi pensieri.

È diffusa nel nostro paese la necessità da parte dei tossicodipendenti di rivolgersi a tali strutture, come fa notare ancora Nicola Marolla.

«La struttura mediamente ospita dieci persone al giorno dei quali quasi la totalità è coratina. Nel corso dell’ultimo anno abbiamo compiuto all’incirca quaranta interventi a vario titolo anche perché i ragazzi a volte si rivolgono al centro per varie cause e problematiche.

I coratini sono la maggioranza non solo perché la sede è in questo paese ma anche perché, trattandosi anche di gente che non ha fissa dimora, sfruttano servizi come docce, mensa e lavanderia».

Essendo la Tossicodipendenza una patologia cronica recidiva, «non è facile ottenere una condizione drug-free, pertanto puntiamo almeno alla riduzione del danno per mezzo dell’uso di sostanze prescritte (ad esempio il metadone, ndr), di terapie farmacologiche e sull’eliminazione della devianza.

Un aspetto molto importante è costituito dalla totale assenza di un approccio aggressivo: la nostra attività mette al centro la persona ed i suoi bisogni, per mezzo di lavori individualizzati».

«Le ricadute - conclude Viviana Caputo - sono da mettere in conto, e possono presentarsi quando il soggetto si trova ad affrontare situazioni difficili, frustrazioni, quando viene meno una rete di protezione fuori dalla Comunità terapeutica, o quando ci sono difficoltà nel reinserimento sociale».

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*Valentina De Palma, Pierluigi Diaferia, Flavia Ferrante, Elisa Patruno

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I commenti degli utenti
  • maruto ha scritto il 21 ottobre 2008 alle 15:17 :

    viviamo in un sistema votato al collasso basato sulla autodistruzione del pianeta in nome del libero mercato,sul sopruso e l'arrivismo , la guerra e la morte. in questo contesto tutti gli appelli, i forum e i seminari e le pubblicità progresso non servono a niente.i giovani capiscono e come ma sotto sotto sentono che c'e' puzza di perbenismo. la marjuana fa male?devi vedere come fa bene quello che esce dal tubo di scappamento della mia macchina. Rispondi a maruto

  • whiteblack ha scritto il 17 ottobre 2008 alle 20:30 :

    AIUTIAMOLI a capire..... Magari partendo dalle scuole.... Organizzando dei forum... Con dei validi Relatori che inducano a capire il Problema... e il valore della VITA!!! Rispondi a whiteblack

  • serena65 ha scritto il 17 ottobre 2008 alle 17:11 :

    ignoto100..ha letto che il numero dei minorenni che fanno uso di sostanze è in aumento? La gente facoltosa di una certa età è pienamente consapevole....i ragazzi sono il nostro futuro, tutte le attenzioni sono rivolte a loro...aiutiamoli a capire che la vita è un bene prezioso e che ci sono mille altri modi per renderla più bella da vivere. Rispondi a serena65

  • ignoto100 ha scritto il 17 ottobre 2008 alle 15:50 :

    ma xchè nn si fa altro che parlare del problema della droga riguardante i giovani, nn si parla della droga in generale dato che come tutti sanno a corato molta gente facoltosa di una certa età ne fa uso? Rispondi a ignoto100

  • luis71 ha scritto il 17 ottobre 2008 alle 15:39 :

    ... segue ... In bocca al lupo a queste associazioni di volontariato, perché ne hanno veramente bisogo !!! I casi di ricadute, infatti, sono la quasi normalità !! Il "caso", invece è che questa gente ne venga fuori definitivamnte. Mediatiamo genitori.... meditiamo Rispondi a luis71

  • luis71 ha scritto il 17 ottobre 2008 alle 15:39 :

    "Rilevanti anche i dati relativi all’uso di cannabis, che, per quanto sia sottovalutata come dipendenza, crea seri problemi"... ... questo dico a coloro checommentando la notizia dei venti giovani intorno ad uno spinello cercavano giustificazioni asserendo che la cannabis non crea danni e dipendenza sparand a zero sull'operato delle forze dello'ordine !!!! ... continua ... Rispondi a luis71