Usura: arrestati 10 coratini e sequestrati beni per 14 milioni di euro. Tutti i dettagli

Secondo le forze dell'ordine, che hanno sequestrato beni per oltre 14 milioni di euro, i soggetti coinvolti prestavano denaro con tassi fino al 270%.

Cronaca
Corato giovedì 12 aprile 2007
di La Redazione
Un'immagine della conferenza stampa
Un'immagine della conferenza stampa © CoratoLive.it

Un'importante operazione denominata "Fenerator", dal latino "usuraio", è stata condotta questa notte nella città di Corato in materia di usura.

Il Gruppo Investigazione sulla Criminalità Organizzata del Comando Provinciale di Bari ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 persone, di cui 6 in carcere e 4 ai domiciliari ed al provvedimento di sequestro di beni per un valore complessivo di circa 14 milioni di euro emessi dal G.I.P. di Trani, nella persona della dott. Roberto Oliveri del Castillo, su richiesta del Sost. Proc. dott.ssa Carla Spagnuolo della Procura di Trani.

Nella stessa operazione i finanzieri hanno provveduto a notificare anche una misura cautelare personale interdittiva della sospensione dell’ufficio direttivo per la durata di due mesi nei confronti di un direttore di filiale di Istituto di Credito.

Le indagini, iniziate nel giugno 2006, hanno tratto origine da una denuncia per fatti di usura presentata da un imprenditore di Corato.

Le attività investigative svolte hanno consentito di riscontrare le dichiarazioni della vittima e di ricostruire le operazioni finanziarie, garantite con la stipula di preliminari di vendita di beni dell’imprenditore, nelle quali L.S. di 35 anni (sorvegliato speciale di P.S.) e D.B.E. di 48 anni hanno applicato tassi di interesse compresi tra il 21% ed il 400% annui.

Inoltre, attraverso le intercettazioni telefoniche e gli accertamenti bancari su numerosissimi conti correnti degli indagati, è stato possibile appurare che nella città di Corato era operativa una organizzazione per delinquere dedita alla abusiva concessione di prestiti di denaro a favore di numerosi imprenditori in serie difficoltà economiche e finanziarie.

A capo della presunta organizzazione vi era un noto imprenditore cittadino nel settore delle ceramiche, F.D. di 34 anni, tuttora latitante che, per mezzo degli altri appartenenti, tra cui 2 donne destinatarie di custodie cautelari ai domiciliari, sviluppava disponibilità finanziarie poi concesse in prestito pari a quelle di una filiale di istituto di credito.

Infatti durante le attività di perquisizione sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro probatorio titoli ed effetti cambiari relativi alle attività delittuose oggetto di contestazione pari a circa 5 milioni di euro.

Questi tutti i soggetti coinvolti:

Trasferiti in carcere:
 
F.D. imprenditore nel settore delle ceramiche di 34 anni (tuttora latitante)
G.F. commerciante di 37 anni
M.L. imprenditore edilizio di 41 anni
L.A. pregiudicato di 43 anni
D.E. commerciante di 48 anni
L.S. pregiudicato di 35 anni


Agli arresti domiciliari:

S.V. commerciante di 50 anni
T.C. commerciante di 36 anni
F.L. commerciante di 47 anni
L.L. 22 anni 

Misura cautelare personale interdittiva della sospensione dell'ufficio direttivo:

A.L. direttore di una filiale di banca coratina ma trasferito durante le indagini

Per quanto attiene il modus operandi dell’organizzazione è strato riscontrato che le ingenti disponibilità finanziarie erano ottenute da F.D. facendosi emettere dagli altri compartecipi e/o dalle vittime effetti cambiari, con scadenze variabili tra i 18 e 24 mesi, che presentava allo sconto commerciale in banca per ottenere immediata liquidità.

Le disponibilità ottenute venivano utilizzate sia per effettuare investimenti in immobili che per erogare nuovi finanziamenti o prestiti. Tali attività si verificavano con la compiacenza di un responsabile di filiale di istituto di credito (che risponde del reato di riciclaggio)che autorizzava personalmente l’effettuazione delle operazioni omettendo volontariamente di segnalarle all’Ufficio Italiano Cambi ai sensi della normativa Antiriciclaggio.

F.D. si è inoltre reso responsabile di 5 episodi di prestito di denaro con l’applicazione di tassi di interesse usurari compresi tra il 19% ed il 170% concessi a favore di imprenditori in gravi difficoltà finanziarie e personali.

Inoltre, per quanto riguarda uno dei personaggi raggiunto da ordinanza in carcere è stato accertato che lo stesso, sottoposto a misura di prevenzione della sorveglianza speciale di p.s. con obbligo di soggiorno, pur risultando formalmente nullatenente, era di fatto titolare di 9 immobili, 2 appartamenti, 4 locali , 1 terreno, 5 autoveicoli ed una collezione di orologi ( tra cui Rolex Daytona e Marg con bracciale in Oro massiccio) intestate fittiziamente ai propri familiari per evitare che tutto il patrimonio, nel tempo accumulato, fosse sottoposto a sequestro ai sensi della normativa antimafia.

Per tali ragioni l’arrestato risponde anche della violazione dell’art. 12 quinquies della Legge 356/92 che prevede la reclusione fino a 6 anni.

Nei confronti di 6 destinatari di custodia cautelare, su disposizione del magistrato titolare dell’indagine, i finanzieri del Gico hanno proceduto ad effettuare indagini economico patrimoniali che hanno consentito di rilevare che li stessi, a fronte di redditi dichiarati appena sufficienti a garantire il sostentamento quotidiano, avevano accumulato un patrimonio per un valore complessivo di 14 milioni di euro, composto da 15 appartamenti, 2 lussuose ville, 15 locali e box, 10 appezzamenti di terreno, 9 autoveicoli, quote societarie di 5 imprese, disponibilità finanziarie ed oggetti di valore per circa 4,5 milioni di euro tutto sottoposto a sequestro ai sensi della normativa antimafia.

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