La lettera di denuncia

Da 40 anni l'Oriani attende una sede all'altezza: «Succursale inagibile»

Le aule suppletive individuate nella sede dell’ex convento dei Padri Redentoristi,​ sono inagibili

Attualità
Corato lunedì 23 novembre 2020
di La Redazione
Dal convento al terrazzo, ecco il vecchio liceo
Dal convento al terrazzo, ecco il vecchio liceo © CoratoLive.it

Sono passati quarant'anni dal terremoto dell'Irpinia che danneggiò irrimediabilmente la vecchia sede del liceo classico "Oriani". Da allora è ospitato "provvisoriamente" nella struttura di via Santa Faustina Kowalska e, nel tempo, ha dovuto affrontare il problema delle carenze di aule. Criticità che si è ripresentata ancora in questi giorni. Le aule suppletive individuate nella sede dell’ex convento dei Padri Redentoristi, sono infatti inagibili.

Dall'istituto arriva quindi una lettera - pubblicata integralmente di seguito - sa cui emerge il grido d'aiuto, affinché il glorioso Oriani possa avere la "casa" che si merita.

«Era la sera del 23 novembre del 1980. Quarant’anni oggi, di domenica, alle ore 19.34. Un terremoto di inattesa e inaudita potenza rendeva inagibile e sottraeva per sempre al Liceo la sua sede storica in corso Garibaldi, in cui si è formata buona parte della classe dirigente della nostra comunità. La storia secolare del Liceo non è stata più la stessa.

Ospitato in via “provvisoria” presso un edificio progettato ed edificato per ospitare una scuola dell’infanzia, da otto lustri attende di uscire dall’emergenza, vive nella vana speranza di una ricostruzione, di ricevere una dotazione logistica degna del suo nome e della sua storia, un luogo fisico in cui la città possa tornare a riconoscersi, un punto di riferimento culturale, in grado di ospitare un’istituzione scolastica proiettata nel futuro, tesa ad assicurare ai suoi alunni le migliori opportunità di formazione, in condizioni degne della sua complessa offerta formativa, in grado di promuovere eventi culturali, di consentire l’allestimento di una sala di lettura per la sua preziosa biblioteca, dotata di migliaia di testi, anche antichi, tuttora disposti in modo precario, in attesa perenne di trasloco, e di un archivio degno di questo nome, dove sia possibile consultare le carte ingiallite dei primi decenni del secolo scorso e tracciare la storia dei suoi alunni più e meno famosi, in grado di disporre di strutture idonee per l’esercizio fisico al coperto e non, da mettere a disposizione anche delle società sportive di Corato.

In uno Stato che con le sue leggi e disposizioni ha aggiornato con mille attenzioni le garanzie che l’edilizia scolastica deve assicurare ad ogni comunità scolastica, il Liceo “Oriani” deve accontentarsi di una sede per molti aspetti provvisoria e inidonea rispetto alle sue esigenze, allineate con una scuola che si dibatte con tutte le energie per essere al passo con i tempi.

La crescita esponenziale delle iscrizioni, la capacità costante di mettere in campo ogni sforzo nella pianificazione di Progetti PON, POR e FESR che consentissero di intercettare risorse europee per arricchire la dotazione di laboratori e tecnologie per il glorioso istituto coratino e l’accoglienza di studenti provenienti da altri comuni della Provincia di Bari e della BAT, se da un lato, nell’ultimo ventennio, hanno fornito una conferma ed una evidenza dell’eccellenza raggiunta nella qualità dell’offerta formativa assicurata alla sua utenza, ormai triplicata, hanno moltiplicato i problemi logistici e hanno reso sempre più precaria la condizione in cui il servizio viene erogato.

Dal 2006 alla struttura di via Santa Faustina Kowalska, si è aggiunto il plesso di San Gerardo, in via Castel del Monte, anch’esso con grandi limiti, ma prossimo alla sede centrale, tale da consentire il trasferimento dei docenti da un edificio scolastico all’altro per assicurare l’attività didattica, nonché il trasferimento temporaneo delle classi per usufruire dei laboratori e delle strutture ginniche presenti presso la centrale. Per la locazione di tale struttura l'ente proprietario, la Città Metropolitana, ha investito somme cospicue ogni anno, nell’ordine di diverse decine di migliaia di euro.

A causa di copiose infiltrazioni di acqua pluviale dal tetto, per motivi di sicurezza, le classi da novembre 2019 sono state “ricoverate” presso la sede centrale per tutta la durata dell’anno scolastico 2019/2020, con grave insulto alla funzionalità dei laboratori, provvisoriamente utilizzati come ordinarie aule di lezione e danno formativo all’utenza, almeno fino al 4 marzo 2020, quando l’intervenuta emergenza legata alla pandemia tuttora in corso ha costretto la scuola ad attivare la didattica a distanza.

Con enorme travaglio e impegno da parte del dirigente scolastico, supportato dal consiglio d’istituto, nell’estate 2020, in prossimità della ripresa delle lezioni, l’ente locatario e la Città Metropolitana hanno rinnovato il contratto di locazione, trasferendo temporaneamente le aule al pianoterra dello stabile di Via Castel del Monte, sede dell’ex convento dei Padri Redentoristi, con un significativo impegno finanziario da parte della comunità scolastica per il ripristino della funzionalità dei locali assegnati, da tempo inutilizzati, la sanificazione degli ambienti, il trasferimento delle suppellettili scolastiche e delle dotazioni tecnologiche e infine per il cablaggio delle aule.

Non erano stati fatti i conti con la maledizione del mese di novembre. Novembre 1980, novembre 2019, novembre 2020. Giorni fa è giunta una missiva dell’ente locatario che comunicava al dirigente scolastico del Liceo l’assoluta inagibilità della struttura di Via Castel del Monte, da poco messa a disposizione.

Una rinnovata emergenza colpisce il Liceo Oriani. L’ente proprietario del Liceo, la Città Metropolitana, allertata, sta cercando una nuova sede per ospitare le classi della succursale. Sarebbe encomiabile l’impegno, se rispondesse alla ricerca di soluzioni idonee, all’altezza delle esigenze dell’offerta formativa del Liceo e della comunità scolastica e se non si trattasse di soluzioni poco praticabili, distanti dalla sede centrale e in grado di mettere in seria difficoltà gli alunni, le famiglie e il personale docente interessato.

A fronte di tutto questo la comunità dell’Oriani-Tandoi chiede alla classe politica di avere coraggio, di osare abbandonare le strade “dissestate”, fin qui percorse. Chiede, con la stretta collaborazione dell’ente locale, che presto venga progettato e realizzato un edificio scolastico nuovo, all’altezza dei tempi, una sede per l’Istituto “Oriani-Tandoi”, conglobando anche le esigenze mai soddisfatte dell’Istituto professionale “L.Tandoi”, con dotazioni logistiche allineate con le esigenze di un’edilizia scolastica del terzo millennio, con aule spaziose, ambienti idonei per ospitare i laboratori, spazi interni ed esterni efficienti e rispettosi delle norme di sicurezza, un auditorium in grado di accogliere tutti gli studenti frequentanti e di rendere attuabili eventi culturali, una biblioteca, un teatro, uffici di segreteria e un archivio degni di questo nome.

Chiede il rispetto dovuto ad un polo di formazione di eccellenza, come confermato dalle rilevazioni periodiche dell’invalsi e dalla recente e pregresse indagini di Eduscopio. Chiede alla città di Corato e alla sua classe dirigente di affiancare l’istituto nelle sue legittime attese».

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I commenti degli utenti
  • Filippina Caputo ha scritto il 24 novembre 2020 alle 13:43 :

    Il "MIO" Liceo, il "NOSTRO" Liceo con tutti i suoi ricordi. Il preside Mastromauro e le sue sfuriate per i voti insufficienti in pagella, la mitica signorina Capano che durante la ricreazione controllava (invano!) che noi ragazze non ci affacciassimo alle finestre e tutti i docenti. Prime fra tutti, almeno per me, Aida Mastrapasqua di Scienze e Giacinta Tedone per Matematica e Fisica. Due donne accomunate dalla volontà di difendere l’importanza delle materie scientifiche in un istituto prevalentemente teorico-letterario. Grazie a loro mi sono laureata in Fisica e ho trascorso oltre quaranta anni nella ricerca scientifica. Non vi dimenticherò mai. Rispondi a Filippina Caputo

    Luisa Varesano ha scritto il 25 novembre 2020 alle 11:32 :

    Gentile dott.ssa Caputo, ricordo ancora un Suo intervento presso il Liceo, verso la metà degli anni '70, dietro invito della grande prof.ssa Giacinta Tedone Sassi, quando Lei lavorava, se non erro, all'Osservatorio di Frascati. Non ricordo più il contenuto del Suo discorso : sono passati tanti anni, ma all' epoca, da alunna che apriva gli occhi sul mondo, quell'incontro fu di grande ispirazione. Rispondi a Luisa Varesano

  • carlo mazzilli ha scritto il 24 novembre 2020 alle 12:50 :

    ma come? il vecchio liceo non è utilizzabile? eppure dall'esterno sembra rimesso a nuovo, tutto pulito, tutto ripitturato! e come mai non è utilizzabile? COME MAI??? COOOOMEEEE MAAAAAAIIII??? ... una vergogna assoluta. Rispondi a carlo mazzilli

  • Antonio m ha scritto il 24 novembre 2020 alle 04:20 :

    Se fino ad ora non hanno fatto nulla credo proprio che in questo momento il liceo sarà l'ultima delle priorità. Rispondi a Antonio m

    Maria ha scritto il 24 novembre 2020 alle 13:29 :

    Invece a me sembra che questo sia il momento più giusto : durante la pandemia si è capita l'importanza della scuola (eterna cenerentola della politica italiana) e della sua funzione educativa e culturale. Credo sia anche chiaro il danno che negli scorsi anni i tagli hanno fatto (oltre alla sanità). Quindi l'attenzione che questo governo sta alla suola e più in generale alla formazione va incanalata anche nell'edilizia scolastica. Rispondi a Maria

  • M.D ha scritto il 23 novembre 2020 alle 22:05 :

    Ricordo bene quella sera del terremoto. ..e ricordo bene il vecchio liceo nei giorni dopo l'evento e negli anni ...successivi....tristemente vuoto!Questa è una macchia della politica coratina....in 40 anni non sono stati capaci di far costruire una nuova struttura. ..destinata al liceo. ..e neanche di dare vita per altre attività al vecchio e glorioso liceo! Rispondi a M.D