Da oggi le persone che non hanno risposto saranno richiamate

Indagine sierologica, a Corato solo il 13,5% ha partecipato al test

96 le persone scelte nella nostra città. Con 63 di loro la Croce Rossa non è riuscita a parlare. 15 hanno rifiutato

Attualità
Corato lunedì 08 giugno 2020
di La Redazione
Lo staff della Croce Rossa di Molfetta con i dottori del centro analisi Corvasce&Ferrante durante i test
Lo staff della Croce Rossa di Molfetta con i dottori del centro analisi Corvasce&Ferrante durante i test © n.c.

Sono stati solo 13 i coratini che si sono sottoposti all'indagine sierologica indetta dal Ministero della Salute e dall'Istat in collaborazione con la Croce Rossa. Tra venerdì e sabato sono stati effettuati i prelievi nel centro di analisi privato Corvasce & Ferrante che ha messo a disposizione il laboratorio per i test. Come dicevamo, 13 in tutto, pari al 13.5%. Un numero molto basso, inferiore alla percentuale nazionale, ma che va analizzato.

Sono 96 le persone inserite nella lista coratina fornita dall'Istat, poi contattate dalla sezione molfettese della Croce Rossa. Di queste: 22 non avevano numeri di telefono attivi, 41 non hanno risposto, 15 hanno rifiutato e 4 non sono state computate per altri motivi. Dei 14 che hanno confermato la propria presenza un selezionato non si è presentato.

Il numero più significativo è quello delle 41 persone che non hanno risposto alla chiamata, probabilmente insospettite dallo 06.5510 usato dalla Croce Rossa, simile a molti numeri utilizzati dai call center. «Da oggi ricominceremo a chiamare - spiega Giovanni Spagnoletta, presidente della Croce Rossa molfettese - magari utilizzando un numero locale per poter arrivare a più persone». Come chiarito da un volontario, le persone che non hanno risposto sono state contattate più volte. A fronte di 96 numeri a disposizione, sono state effettuate centinaia di telefonate.

E chi ha rifiutato invece? «Alcuni hanno interrotto subito la chiamata - racconta Spagnoletta - perché credevano si trattasse di un call center, altri hanno affrontato il questionario preliminare che poniamo prima di chiedere la disponibilità al test e hanno declinato».

L'indagine di sieroprevalenza ha lo scopo di capire quanto il virus sia circolato in relazione a fasce d'età e attività svolta. Viene effettuato un prelievo del sangue che, conservato in frigo a 4 gradi, viene portato al Policlinico e di lì finisce allo Spallanzani. L'esito viene comunicato all'Istat in forma anonima e recapitato in busta chiusa alla persona che si è sottoposta al test. Se c'è il sospetto di un'infezione ancora in corso viene informato il paziente e viene eseguito un tampone.

La percentuale di chi accetta di prendere parte all'indagine in Italia è piuttosto bassa. Nella nostra zona la media è del 20%. Può bastare per avere un quadro esaustivo? «L'obiettivo era raggiungere 20.000 test in Puglia - precisa Spagnoletta - ma siamo molto al di sotto. Da domani (oggi ndr) quelli che non siamo riusciti a raggiungere telefonicamente saranno richiamati. Abbiamo segnalato all'Istat la bassa percentuale di partecipazione ma non sappiamo se ci forniranno altri numeri. Ricordo che è inutile proporsi spontaneamente, l'obiettivo dell'indagine non è quello di fare test a tappeto».

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I commenti degli utenti
  • Marco ha scritto il 08 giugno 2020 alle 23:33 :

    Grande improvvisazione in questa campagna, si scaricano sui cittadini "renitenti" palesi carenze organizzative. Rispondi a Marco

  • Flora Strippoli ha scritto il 08 giugno 2020 alle 14:07 :

    Credo sarebbe meglio CHIEDERE chi vuole aderire, un po come per le donazioni. Moltissima gente dona sangue ma molto probabilmente se si facessero telefonate random per cercare donatori ol risultato sarebbe negativo... Aprite una sorta di bando di adesione e troverete certamente tantissima gente disposta a sottoporsi al test, me per prima... Rispondi a Flora Strippoli

    Franco Bufi ha scritto il 08 giugno 2020 alle 19:22 :

    Un test basato sulle adesioni volontarie violerebbe la significatività statistica del test. Inoltre, immagino che la sieropositività non implichi la positività al virus Rispondi a Franco Bufi

  • carlo mazzilli ha scritto il 08 giugno 2020 alle 12:35 :

    se non so cosa succede dopo...col cappero che mi sottopongo!!! se per caso esco positivo, che devo fare ? bloccare tuto famiglia e lavoro? per quanto tempo? perchè non si è chiari? Rispondi a carlo mazzilli

    Robby ha scritto il 09 giugno 2020 alle 08:34 :

    Non ho parole, davanti a questa locuzione, non si può che restare basiti Rispondi a Robby

    Antonio ha scritto il 08 giugno 2020 alle 19:01 :

    Bravo, così se tu fossi positivo, non lo sapresti e vivresti più tranquillo (per poco) Rispondi a Antonio

  • Maria P. ha scritto il 08 giugno 2020 alle 11:25 :

    Viene "fatto il tampone"? Anche se sei asintomatico? E com'è poi questo tampone? Obbligatorio o no? La gente non si fida perché è tutto ambiguo. Rispondi a Maria P.

  • FELICE SCARCELLI ha scritto il 08 giugno 2020 alle 11:07 :

    IO SAREI DISPOSTO A FARE IL TEST, MA NESSUNO CI HA CONTATTATO Rispondi a FELICE SCARCELLI

  • Falco m ha scritto il 08 giugno 2020 alle 09:30 :

    Chedde alte mo , dei quaratini dare una goccia di sangue gratuitamente ? Rispondi a Falco m

  • Consiglia varesano ha scritto il 08 giugno 2020 alle 09:01 :

    Come fare Rispondi a Consiglia varesano

  • Franco ha scritto il 08 giugno 2020 alle 08:39 :

    È normale che la gente si rifiuti, nulla si sa su quello che succede dopo e se i contagiati vengano messi in quarantena da soli o con tutta la famiglia e per quanto tempo. Ci potrebbero essere falsi positivi o contagiati asintomatici che non sono più infetti. Come sarebbero trattati? I rifiuti sono la conseguenza della cattiva comunicazione. Rispondi a Franco

  • Robby ha scritto il 08 giugno 2020 alle 06:26 :

    Che vergogna e ignoranza, chi ha paura di rispondere, chi rifiuta, ma il senso civico dov'è finito?? Senza parole Rispondi a Robby

    M.g ha scritto il 08 giugno 2020 alle 11:02 :

    Una buona dose di ignoranza c'è di sicuro......però capisco la gente che non ha risposto pensando che fossero i soliti scocciatori e mbroglioni dei call center!...dei quali davvero non se ne può più! Rispondi a M.g

  • M.g ha scritto il 08 giugno 2020 alle 05:17 :

    Peccato ..noi che speravano di essere chiamati...in quanto oltre ad essere soggetti a rischio abbiamo lavorato anche se con le vite precauzioni. .niente! Rispondi a M.g

    fc ha scritto il 08 giugno 2020 alle 07:14 :

    Sono più gli articoli dedicati all'indagine sierologica che i pazienti sottoposti. Pubblicità. Rispondi a fc