Tullo ha elaborato il progetto Smartmews insieme alla professoressa Gilda Cinnella, direttore della Struttura complessa di anestesia e rianimazione del Policlinico Riuniti di Foggia

Monitoraggio predittivo per pazienti Covid: il progetto è del medico coratino Livio Tullo

«Ho assistito i pazienti Covid fin dall’inizio dell’epidemia - spiega il dottor Tullo a CoratoLive.it - e questo sistema oltre ad essere utile ora potrà servire per la gestione di altre malattie»

Attualità
Corato lunedì 25 maggio 2020
di La Redazione
Il dottor Livio Tullo
Il dottor Livio Tullo © n.c.

Monitorare i pazienti da remoto e intervenire tempestivamente in caso di peggioramento del quadro clinico. Per dirla in breve, è a questo che serve il sistema Smartmews: ad averlo elaborato è stato il medico Livio Tullo, insieme alla professoressa Gilda Cinnella, direttore della Struttura complessa di anestesia e rianimazione del Policlinico Riuniti di Foggia.

Laureato in medicina e poi specializzato, prima in anestesia e rianimazione e poi in cardiologia, Tullo lavora da vent’anni nel campo dei trapianti d’organo in cardiochirurgia in diversi centri italiani e - come anestesista - in altre chirurgie generali e specialistiche. Dal 2013 è responsabile della Struttura semplice di terapia intensiva Policlinico Riuniti di Foggia.

«Ho assistito i pazienti Covid fin dall’inizio dell’epidemia - spiega a CoratoLive.it - e insieme alla mia direttrice, la dottoressa Cinnella, ho contribuito a redigere il testo del progetto “Smartmews” e ad organizzarne la realizzazione pratica, ancora in corso tra le altre cose».

In cosa consiste esattamente il progetto?
«È un progetto che nasce dall’esigenza di poter monitorare da remoto numerosi pazienti contagiati dal Covid 19, sia che si trovino in ospedale sia che stiano a casa in quarantena. L’obiettivo è cogliere in anticipo, precocemente, eventuali variazioni dei parametri vitali, prima che il loro aggravamento diventi irreversibile; questo darebbe al personale medico la possibilità di intervenire tempestivamente e con terapie idonee. I parametri verranno registrati di continuo nell’arco delle 24 ore e inviati tempestivamente ad una centrale operativa presidiata da specialisti del settore. Questa tipologia di servizio nasce oggi, in funzione dell’emergenza Covid, ma in futuro potrebbe rivelarsi utile anche per contrastare altri tipi di malattie».

Al Policlinico Riuniti di Foggia il sistema Smartmews sarà costituito da singoli moduli paziente interconnessi ad un’unica piattaforma server per l’accentramento e la gestione dei dati acquisiti. La stazione di monitoraggio sarà ubicata nella Struttura di Cardiologia e confluirà nella Control room della telecardiologia che effettuerà il controllo in continuo dei pazienti monitorati; gli score di severità che superano la soglia di criticità saranno inviati presso la Struttura di Rianimazione presenziata dal team di risposta rapida. Il "modello" potrà ovviamente essere replicato altrove.

Come legge la situazione attuale dei contagi?
«Adesso siamo in una fase in cui l’andamento dei contagi è in regressione ma è presto per pensare di poter dire che la battaglia è vinta. La popolazione, almeno nella prima fase, ha seguito in maniera responsabile le indicazioni del Governo ed i relativi obblighi; c’è stato un atteggiamento di vera attenzione rispetto a ciò che poteva facilitare il contagio. Successivamente, è sotto gli occhi di tutti, l’attenzione è calata.

Di sicuro c’è una componente psicologica: la gente, confinata a casa per quasi tre mesi, oggi magari pensa che la malattia sia completamente sconfitta. Purtroppo noi sappiamo che così non è. Fare delle previsioni è prematuro, non sappiamo come possa evolvere la situazione dei contagi. Aumenteranno? In quale misura? Con quale gravità?

Di fatto possiamo dire che il problema più grande durante questa pandemia è stato il ricorso alle cure di numerosissime persone in tempi estremamente brevi: il sistema sanitario ha avuto difficoltà enorme a fronteggiare questa ondata di richiesta di terapie. Le regioni del sud Italia hanno in qualche modo “tratto vantaggio” dall’esperienza delle regioni del nord. Dal punto di vista sanitario non è stato per nulla semplice convertire interi reparti per contrastare la prima ondata di contagi di una malattia che ha mostrato anche tempi molto lunghi per una sua risoluzione e quindi un aumento dei ricoverati che cresceva a dismisura.

Non sento di esprimere un commento rispetto alle scelte politiche del Governo, di certo non era una situazione facile da gestire. Una cosa sento di poter dire: credo che sarebbe stato utile uno sforzo maggiore nel potenziare l’uso dei tamponi, incrementando il personale addetto alla sua esecuzione ma anche aumentando la disponibilità di macchinari necessari per la loro processazione».

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I commenti degli utenti
  • pinocchietto ha scritto il 25 maggio 2020 alle 09:25 :

    Coratini eccellenti...e che tanto fanno onore alla nostra città...complimenti vivissimi dottore !! Rispondi a pinocchietto