Grazie all’attiva collaborazione con l’Hate Fighers Network

“Livin' Life”​, da Corato un video contro l'odio realizzato da 30 giovani stranieri

L’associazione Beyond Borders ha ospitato 30 giovani provenienti da Argentina, Bulgaria, Croazia, Ghana, Grecia, Macedonia del Nord e Serbia, che hanno partecipato al “Training Course”, un corso del programma Erasmus+

Attualità
Corato sabato 18 gennaio 2020
di La Redazione
“Livin' Life”​, da Corato un video contro l'odio realizzato 30 giovani di vari Paesi del mondo
“Livin' Life”​, da Corato un video contro l'odio realizzato 30 giovani di vari Paesi del mondo © Beyond Borders

Fondata a Corato a luglio 2014, l’associazione Beyond Borders opera da ormai 6 anni sul panorama pugliese e internazionale organizzando attività per i giovani e incentrandosi sulla partecipazione al programma Erasmus+. L’obiettivo principale è la mobilità dei giovani attraverso il programma Erasmus+ e promuovere l’educazione non formale e l’apprendimento interculturale, i diritti umani, la cittadinanza attiva.

Grazie all’attiva collaborazione con l’Hate Fighers Network, dal 7 al 13 gennaio l’associazione Beyond Borders ha ospitato a Corato 30 giovani provenienti da Argentina, Bulgaria, Croazia, Ghana, Grecia, Macedonia del Nord e Serbia, che hanno partecipato al “Training Course”, un vero e proprio corso di formazione finanziato dal programma Erasmus+ della Commissione Europea.

“Power to Change” è il nome del progetto, che fa parte di un disegno più grande promosso e sviluppato dall’Hate Fighters Network e che prevede la collaborazione con organizzazioni giovanili da tutto il mondo. Questo programma prevede diversi incontri internazionali e locali e si pone come obiettivo la sensibilizzazione dei giovani sulla campagna contro l’odio, il pregiudizio e qualsiasi forma di discriminazione, tematiche che si riscontrano nella vita reale ma soprattutto online.

Il Training è iniziato con attività di team building, che hanno permesso ai giovani partecipanti stranieri di rompere il ghiaccio e di iniziare a conoscersi, ponendo così le basi per il lavoro che si è svolto nei giorni successivi. Infatti, dopo varie presentazioni e workshop sul tema, giochi di ruolo ed esercizi di sensibilizzazione emotiva e di sviluppo empatico, sono stati svolti i laboratori creativi per consolidare le conoscenze apprese.

Tramite il supporto dei trainer, i partecipanti hanno imparato la coreografia della canzone “Stop Hate Speech”, canzone ufficiale dell’Hate Fighters Network; hanno creato una campagna di sensibilizzazione contro l’odio attraverso metodi creativi quali fotografia e video, e hanno ideato, scritto ed interpretato un brano dal titolo “Livin' Life”, il cui videoclip è disponibile su Youtube e su tutti i canali social dell’Hate Fighters Network. La città di Corato è stata protagonista nei prodotti realizzati dai partecipanti per le loro campagne, offrendo un romantico sfondo per il videoclip musicale, le fotografie ed i video. Inoltre, tutti i partecipanti hanno avuto l’opportunità di condividere, seppure in parte, la storia, la cultura e la gastronomia del proprio paese durante la serata interculturale.

«È stata un’esperienza di crescita per tutti, ma anche un’occasione per 30 giovani stranieri di conoscere la cultura locale e le tradizioni del nostro territorio» commentano gli organizzatori. «Il progetto è stato un successo e ci auguriamo che iniziative di questo genere possano diffondersi al fine di educare i giovani ad essere cittadini del mondo consapevoli e proattivi».

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I commenti degli utenti
  • Gina Micettina ha scritto il 18 gennaio 2020 alle 06:58 :

    Bellissimo! Bravi bravi!!! Rispondi a Gina Micettina

  • salvatore di gennaro ha scritto il 18 gennaio 2020 alle 05:02 :

    Alla base della formazione degli Stati vi è stata la consapevolezza della "unicità" del popolo di ognuno di essi e il desiderio di tutelare tale diversità da influenze esterne, creando dei confini, difesi (quasi) sempre strenuamente. Con il cosmopolitismo che coinvolge le coscienze di alcune nazioni e quelle specialmente dei giovani, più sensibili al grido di "siamo tutti abitanti dello stesso mondo", per poi, diventati adulti, dimenticarsene del tutto, ha ancora senso parlare di patriottismo, di difesa della cultura, delle tradizioni, dell'idioma? Io sono per l'abolizione dei confini, ma non secondo il concetto di moda, per il quale gli Stati devono sempre esistere, ma solo come comodi supporti logistici: io auspico il baratto, la vita agreste, la capacità di sopravvivenza... Rispondi a salvatore di gennaro