Marina Mastromauro presenterà il progetto "Ripartiamo dalla pasta"

"Oltre le sbarre", il Rotary parla della attuale condizione carceraria

M​artedì 3 dicembre alle 20 nel salone parrocchiale della Chiesa del Sacro Cuore

Attualità
Corato sabato 30 novembre 2019
di La Redazione
"Oltre le sbarre", il Rotary parla della attuale condizione carceraria © n.c.

Martedì 3 dicembre alle 20 nel salone parrocchiale della Chiesa del Sacro Cuore a Corato, i Rotary Club di Corato, Bisceglie, Bitonto Terre dell’Olio e Molfetta organizzano un convegno sulla attuale situazione carceraria dal titolo “Oltre le sbarre”.

La serata, che sarà moderata dalla giornalista Micaela Ferrara, vedrà tra i relatori: Claudio Sarzotti, docente di filosofia del diritto dell’Università di Torino ed esperto di diritto penitenziario che illustrerà i cambiamenti nella legislazione carceraria italiana dopo la riforma penitenziaria del 1975; Tommaso Minervini, attuale sindaco di Molfetta, educatore professionale specializzato ed esperto di giustizia ripartiva, che alla luce della sua esperienza presenterà le problematiche delle strutture carcerarie pugliesi; Giuseppe Altomare, direttore della Casa Circondariale di Trani, che parlerà del funzionamento delle sezioni carcerarie maschile e femminile, da lui dirette, offrendo un focus sulle diverse iniziative e programmi che mirano al miglioramento della vita dei detenuti.

Durante l'incontro, verranno presentati alcuni progetti che vedono coinvolti alcuni istituti penitenziari della regione. Interverranno, infatti, Marina Mastromauro (amministratore delegato di Pasta Granoro) che presenterà il progetto "Ripartiamo dalla pasta" svolto nel carcere di Trani e don Vito Martinelli che illustrerà un nuovo progetto dal titolo "Liberi tra le pagine".

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I commenti degli utenti
  • teresa de meo ha scritto il 01 dicembre 2019 alle 04:21 :

    Che ben vengano questi convegni dove si parla di progetti e strategie da adottare per chi ha avuto un passato burrascoso, ma da esperienze vissute come responsabile dello sportello accoglienza detenuti da un punto di vista lavorativo devo affermare che le difficoltà di inserimento sono alquamto difficili, nessuno ti apre la porta e così che sfiduciato il detenuto ritorna a delinquere perchè emarginato dalla società. Per loro non c'è nessun futuro se non tornare nel loro ghetto di appartenenza dove delinguere è del tutto normale routine. Riflettiamo......... Rispondi a teresa de meo

  • salvatore di gennaro ha scritto il 30 novembre 2019 alle 12:59 :

    Ecco un altro argomento assai dibattuto e controverso: quello dei carcerati. Vengono trattati male o bene, è giusto che mangino e bevano a spese nostre, cosa faranno, una volta usciti, la prigionia li redime o li peggiora? Io credo che nessuno abbia la totale colpa nel delinquere: o si nasce già predisposti, o si è vittime d'influenze esterne. Oltretutto la filosofia di vita attuale (crollo dei valori etici) non aiuta di certo a migliorare. La pigrizia o le circostanze ormai perse nel voler cercare di cambiare, non aiutano sicuramente il riscatto di chi è diventato ormai padrone del concetto, secondo il quale l'onestà e il comportamento corretto sono solamente delle doti da "fessi". Rispondi a salvatore di gennaro