La replica

Stop al secco nei centri di raccolta, ecco i chiarimenti dell'Asipu

L'azienda risponde alla lettera aperta di un cittadino pubblicata questa mattina su CoratoLive.it in merito al divieto di conferire il secco residuo nei centri comunali di raccolta rifiuti di via Mangilli e via Castel del Monte

Attualità
Corato sabato 23 novembre 2019
di La Redazione
Il centro di raccolta rifiuti Asipu di via Castel del monte
Il centro di raccolta rifiuti Asipu di via Castel del monte © CoratoLive.it

Arriva a stretto giro la risposta dell'Asipu - firmata da ufficio di presidenza e direzione - alla lettera aperta di un cittadino pubblicata questa mattina su CoratoLive.it in merito al divieto di conferire il secco residuo nei centri comunali di raccolta rifiuti di via Mangilli e via Castel del Monte a partire dal 1° dicembre.

«L’incremento delle quantità di secco residuo, con i conseguenti maggiori oneri a carico di tutti gli utenti paganti, ci ha imposto di adottare un sistema di gestione controllato» afferma l'azienda che poi offre alcune precisazioni sull'argomento: «presso i centri comunali di raccolta tutti gli utenti possono conferire tutte le frazioni differenziate, a meno del secco residuo. Le utenze ubicate fuori perimetro di raccolta, previo accreditamento presso gli uffici ASIPU, potranno beneficiare di un servizio pubblico di raccolta del secco residuo, potendo accedere liberamente ai centri di raccolta per tutte le frazioni differenziate. Al fine di valutare al meglio le esigenze degli utenti ubicati fuori perimetro di raccolta sarà distribuito un questionario per rilevare alcuni elementi essenziali del servizio (fasce orarie, giorni, ecc.)».

La risposta dell'Asipu.

«Gentilissimo dottor Piccarreta, riteniamo indispensabile fornire alcuni chiarimenti e delucidazioni.

In primis è doveroso evidenziare che ASIPU è tenuta ad operare e opera nel rispetto delle leggi nazionali e regionali e della relativa pianificazione e regolamentazione in materia. Ciò detto i centri comunali di raccolta sono concepiti dal legislatore come sistemi complementari e ausiliari per incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti, a meno dei rifiuti indifferenziati.

Nell’ambito dell’organizzazione del servizio pubblico, ASIPU raccoglie il secco residuo giornalmente (costituito dai tessili sanitari, ovvero i pannolini). Tuttavia tale organizzazione, che viene svolta mediante il sistema satellite-centralina, riguarda e può riguardare esclusivamente l’organizzazione interna di ASIPU e non può essere estesa ai cittadini. Come correttamente è stato scritto, finora abbiamo tollerato conferimenti “sporadici”, ma quando essi si sono incrementati a dismisura e sono divenuti occasione per disfarsi dei rifiuti anche indifferenziati, abbiamo dovuto porre un freno sia per ragioni normative che per le ragioni ulteriori che andremo a esplicitare. Si sappia sin d’ora che da gennaio a ottobre il secco residuo prodotto si è incrementato di oltre 250 tonnellate.

Per ovvie ragioni di sintesi nella comunicazione abbiamo omesso tutti i riferimenti normativi dai quali si può facilmente desumere quanto sosteniamo. È comunque questa un’occasione per puntualizzare che per pianificazione regionale e di ambito, la raccolta differenziata porta a porta resta il sistema primario di raccolta. Altre modalità, ripetiamo, svolgono funzione complementare. Noi gestori siamo esecutori di quanto la regione pianifica.

Tornando al messaggio diffuso, crediamo di aver fornito corrette informazioni:

  • Stop ai conferimenti presso i centri comunali di raccolta. Il sistema di raccolta domiciliare in porta a porta resta ovviamente attivo come sempre. Per coloro che si trovano in zone non servite dal sistema porta a porta sono stati pianificati sistemi alternativi e, soprattutto, di gestione dei conferimenti al fine di porre in essere azioni di contenimento.
  • Le esigenze degli utenti saranno prese in considerazione. Dunque l’attenzione è riservata a coloro che manifestano esigenze di servizio che troveranno risposta adeguata.

Non si è affermato che non si raccoglierà il secco residuo nelle modalità esistenti, tant’è che, come detto, è già pianificato un servizio dedicato per le utenze che si trovano fuori dal perimetro di servizio. Ripetiamo, l’incremento delle quantità di secco residuo, con i conseguenti maggiori oneri a carico di tutti gli utenti paganti, ci ha imposto di adottare un sistema di gestione controllato.

La missiva diffusa ci consente comunque di anticipare quanto avremmo comunicato nella settimana a venire.

Ecco le puntualizzazioni relative all’argomento:

  • Presso i centri comunali di raccolta tutti gli utenti possono conferire tutte le frazioni differenziate, a meno del secco residuo.
  • Le utenze ubicate fuori perimetro di raccolta, previo accreditamento presso gli uffici ASIPU, potranno beneficiare di un servizio pubblico di raccolta del secco residuo, potendo accedere liberamente ai centri di raccolta per tutte le frazioni differenziate.
  • Al fine di valutare al meglio le esigenze degli utenti ubicati fuori perimetro di raccolta sarà distribuito un questionario per rilevare alcuni elementi essenziali del servizio (fasce orarie, giorni, ecc.).

È doveroso, sotto il profilo istituzionale, evidenziare che qualunque questione che riguardi i giusti diritti dei cittadini e una politica “rifiuti zero” ci troverà consenzienti. Ma azioni che possano favorire un incremento della produzione di rifiuti o del secco residuo ci troverà sempre pronti ad adottare soluzioni di contenimento. Chi opera nel nostro settore sa bene che solo in tempi recenti il sistema impiantistico regionale inizia a respirare per quanto riguarda gli impianti di trattamento del secco residuo e questo è stato possibile perché tanti comuni come i nostri hanno avviato la raccolta porta a porta.

Vorrà condividere con noi l’esperienza diretta maturata e verificata con la quale si dimostra che, con un’attenta selezione, il secco residuo prodotto settimanalmente nelle nostre case ha il volume e il peso di un pallone da calcio! Parliamo quindi di quantità limitate e di una frazione merceologica che, con un’attenta selezione, non emana cattivi odori.

Riguardo poi allo “spettacolo indecente delle buste davanti ai portoni” i cittadini ben sanno bene come la modalità di conferimento regolamentare è rappresentata dall’esposizione del mastello antirandagismo. ASIPU ha distribuito e continua a distribuire mastelli agli utenti. Tuttavia noi siamo gestori del servizio e siamo tenuti a prelevare sempre e comunque i rifiuti. Per tale situazione è necessario programmare una massiccia azione di controllo congiuntamente alla Polizia Locale con uno sforzo organizzativo non di poco conto. In tal senso ci trova concordi, ma la raccolta porta a porta resta il sistema primario.

Concludiamo evidenziando che la città di Corato si distingue sempre in positivo, grazie ai suoi cittadini, giacché i risultati della raccolta differenziata sono di eccellenza a livello regionale. Tuttavia va anche precisato che alcuni standard di servizio sono anche elevati, con i relativi costi a carico di tutti. Si valuti, ad esempio, che la carta dei servizi regionali prevede l’apertura dei centri di raccolta per 30 ore settimanali (minimo). Ebbene, nel nostro comune ne abbiamo due che garantiscono oltre 70 ore di apertura settimanale ciascuno. Comprenderà bene, e comprenderanno altrettanto bene tutti i cittadini, che i relativi costi si incrementano notevolmente. Anche in tal senso sono previste azioni di valutazione delle fasce orarie di apertura in relazione ai livelli di frequentazione al fine di razionalizzare i relativi costi.

Infine ci sia consentito un accenno alla frase, oramai ricorrente, “paghiamo la TARI”. Ebbene come qualsiasi altro rapporto tra cittadino e utente, vi sono i diritti sacrosanti e richieste di servizi che non sono sostenibili. La richiesta di raccogliere il secco residuo presso i centri di raccolta si configura come non sostenibile. La richiesta di soddisfare le esigenze delle case di campagna o di altri utenze particolari troverà invece da parte nostra la massima attenzione.

In ogni caso, sempre disponibili al confronto e alla discussione, ovvero come il Commissario Straordinario, d.ssa Schettini, vorrà disporre».

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I commenti degli utenti
  • Raffaele falco ha scritto il 28 novembre 2019 alle 17:45 :

    Sarà un incentivo ai tanti(già molti incivili) a buttare di tutto e d più in aperta campagna. Complimenti Si ripeterà la stessa scena dei possessori di piccole lastre di amianto che x evitare tanti fastidi butta tutto nel primo terreno che trovano. E di conseguenza il tutto ricadrà sulla collettività. Rispondi a Raffaele falco

  • Giulia ha scritto il 28 novembre 2019 alle 15:44 :

    Ma scusate, come non capire che non c’è la benché minima logica in questa decisione? Premesso che pago circa 600€ di tasi ogni anno, mi capita spesso di spostarmi per settimane fuori regione, per cui, al momento della PARTENZA, ho necessità di smaltire sia i rifiuti differenziati che quelli indifferenziati (avendo anche un dolcissimo micio devo anche smaltirne la pulizia della lettiera). Cosa dovrei farne secondo i “geni” dell’Asipu del residuo secco ogni volta che parto? A. Bruciarlo nel camino B. Abbandonarlo di soppiatto in qualche campo/stradina desolata C. Vergognatevi! Rispondi a Giulia

  • Francesco Ardito ha scritto il 24 novembre 2019 alle 19:44 :

    Ma quando prendete provvedimenti a punire chi non fa la differenziata!Aprite i sacchi del secco residuo e punite senza se e senza ma! Rispondi a Francesco Ardito

  • Rosa ha scritto il 24 novembre 2019 alle 17:55 :

    Non penso che questa sia la soluzione. Purtroppo in attesa degli accreditamenti vedremo buste sparse in campagna. Più efficace potrebbe essere il controllo a campione sulle buste di secco residuo (sia porta a porta e sia presso i centri al momento del conferimento) con una pesante sanzione in caso di errori. Rispondi a Rosa

  • Marco ha scritto il 24 novembre 2019 alle 09:24 :

    E quindi cosi pensano di aver risolto il problema?? Non prendendo piu il secco credono di aver risolto il problema....ma per piacere non faranno altro che aumentare i sacchetti lasciati in giro per la citta e le campagne. Tanto chi non vuole differenziare la soluzione la trova, mette "tutto" nella plastica e viene al centro di raccolta a gettarla. MANCANO I CONTROLLI E LE SANZIONI....SVEGLIAAAA Rispondi a Marco

  • salvatore di gennaro ha scritto il 24 novembre 2019 alle 04:42 :

    Ribadisco il pensiero: l'elevatissima maleducazione locale, che spinge a considerare ogni piazzola di sosta, ogni anfratto campagnolo, la strada stessa, come delle comodissime discariche, non può spingere a trattare l'argomento in forma freddamente protocollare. Il lodevole ma generico, perchè non offre spunti suggeritivi, invito alla collaborazione e la manifestazione di comprensione, da parte dell'Asipu, verso esigenze particolari dell'utenza, con il voler rendere partecipe anche la commissaria prefettizia, non sono stati mai accompagnati, nè si fa cenno ora, dalla auspicata pressione, verso le istituzioni locali, per una politica di formazione educativa nelle scuole, unico mezzo di persuasione, nei riguardi dei futuri cittadini, per un corretto comportamento sociale ed ecologico. Rispondi a salvatore di gennaro

  • Patrizia Mattia ha scritto il 23 novembre 2019 alle 19:59 :

    Prendo atto che un incremento di tale portata del secco residuo richiede attente valutazioni da parte dell'ASIPU, ma anche tutte le giuste considerazioni degli utenti, cui non e' stata data alcuna risposta. Il divieto del conferimento del secco residuo presso i centri di raccolta non è detto che ne determini un decremento. Occorrono controlli a campione e sanzioni. Gioverebbe anche considerare che nel secco residuo finisce tutto cio' che non e' differenziabile, non solo per negligenza degli utenti, ma per la natura stessa del prodotto. Altro che pallone da calcio...Si pensi, per esempio, ai contenitori del cibo da asporto, tante tipologie di imballo..Nelle more di un cambiamento negli stili di consumo, che facciamo, continuiamo ad assistere all'indecoroso spettacolo dello spargimento ? Rispondi a Patrizia Mattia

  • Luigi Perrone ha scritto il 23 novembre 2019 alle 18:07 :

    signori dirigenti dell'ASIPU avete dimenticato di rispondere al signor Piccarreta alla domanda dello stato del parcheggio del centro di raccolta di via castel del monte o non avete voluto rispondere, ogni volta che piove provate ad andarci voi a conferire, o in piena estate quando si alzano nuvoloni di polvere a causa dello stato stradale, come è stato asfaltato dove ci sono i cassoni di raccolta come mai non avete asfaltato tutto il piazzale, volete la collaborazione dei cittadini, ma non invogliate i cittadini di buona volontà a fare il proprio dovere, credo che non servono somme astronomiche, e poi quando c'è affluenza, si è costretti con in sacchi a saltare l'aiuola, con il rischio di cadere perchè non avete creato più di un passaggio pedonale,non so chi lo ha progettato, grazie. Rispondi a Luigi Perrone

  • Salvatore tarricone ha scritto il 23 novembre 2019 alle 16:34 :

    Il vero problema è che ai centri di raccolta non controllano come viene effettuata la raccolta, vedo scaricare nell' umido cassette di legno e plastica dura, il secco qualche volta può essere controllato e tutto questo a discapito di tutti quelli che fanno un raccolta differenziata come si deve. Invece di bloccare la raccolta qualcuno deve fare il proprio lavoro con più professionalità. Rispondi a Salvatore tarricone

  • Nino Labianca ha scritto il 23 novembre 2019 alle 16:28 :

    Sempre peggio, poveri noi........ Rispondi a Nino Labianca

  • Stolfa filomena ha scritto il 23 novembre 2019 alle 15:49 :

    Rispondo all'asipu ribadendo che il centro di raccolta di via Castel del monte comunque raccoglierà tutti gli altri rifiuti perciò che danno eeconomico scaturisce dal conferimento anche del secco residuo? La mia famiglia è composta da 4 componenti ed egregi signori direttivi dell'asipu il secco residuo che produciamo settimanalmente non corrisponde affatto all quantità di in pallone da calcio. Evidentente siete mal informati perché è una condizione comune a tutta la popolazione Rispondi a Stolfa filomena

  • Anna de Leo ha scritto il 23 novembre 2019 alle 15:33 :

    L asipu ha argomentato la decisione di sospendere il conferimento del residuo secco per ragioni legate alla legge regionale vigente, ciò non esime l ente dal trovare soluzioni per combattere il comportamento incivile di molti perché è avvilente per l l'onesto cittadino adeguarsi ai cambiamenti della raccolta rifiuti mentre crescono le aree adibite a discariche su molte strade esterne come via gravina, via san magno secondo tratto, via per il castello s.p. e poi tutte le strade esterne comunali Rispondi a Anna de Leo

  • Ferrara Cataldo ha scritto il 23 novembre 2019 alle 13:47 :

    La risposta dell'azienda asipu non lascia dubbi su quello che è il sistema di raccolta. Il secco residuo verrà raccolta dal servizio porta a porta, mentre per coloro che hanno delle necessità diverse potranno concordare con la stessa azienda il modo, il tempo e dove. Detto questo desidero precisare che Corato era, è e sarà il fiore all'occhiello dei comuni limitrofi in merito alla pulizia e servizio porta a porta. Piuttosto mi aspetterei una levata di scudi nei confronti degli incivili che continuano a buttare la loro spazzatura nei contenitori adibiti alla raccolta della carta che si trovano agli angoli delle strade. Pertanto non diamo la colpa all'asipu se al nostro interno abbiamo concittadini che sono sporchi, facendo passare la città di Corato per quella che non è. Rispondi a Ferrara Cataldo

  • carlo mazzilli ha scritto il 23 novembre 2019 alle 11:06 :

    sostengo, ribadisco e ribadisco ancora che il problema in questo come in mille altri casi è l'ignoranza e la maleducazione delle gente. che siano insite o adeguatamente coltivate per fini terzi, è un altro discorso. ci sarebbe un rimedio: controlli e sanzioni, controlli e sanzioni e poi ancora controlli e sanzioni. ma pare che sia, almeno da noi, impraticabile. Rispondi a carlo mazzilli