Grazie alla collaborazione con l'associazione "Granello di senape - Centro di aiuto alla vita", la fondazione "Il cuore in una goccia" e l'equipe di ginecologia dell'Umberto I di Corato diretta da dottor Lucio Nichilo

All'Umberto I nasce lo sportello per l'accoglienza delle maternità difficili

L'obiettivo è accogliere le donne in difficoltà durante la gravidanza o con una gravidanza complicata. Lo sportello verrà inaugurato domenica alle 10.30 e sarà preceduto da una due giorni di convegni che si svolgerà a Ruvo

Attualità
Corato venerdì 08 novembre 2019
di La Redazione
Una stanza del reparto di ginecologia dell'ospedale Umberto I
Una stanza del reparto di ginecologia dell'ospedale Umberto I © CoratoLive.it

Un luogo per accogliere le donne - e le famiglie - in difficoltà durante la gravidanza o con una gravidanza complicata. È lo sportello di "accoglienza per le maternità difficili" che sta per nascere nell'ospedale Umberto I di Corato, grazie alla collaborazione con l'associazione "Granello di senape - Centro di aiuto alla vita", la fondazione "Il cuore in una goccia" del prof. Giuseppe Noia primario di ginecologia del Gemelli di Roma, e l'equipe di ginecologia dell'Umberto I di Corato diretta da dottor Lucio Nichilo.

Lo sportello - che verrà inaugurato domenica alle 10.30 nel reparto di ginecologia e ostetricia - è una grande opportunità per accogliere le donne che devono affrontare diagnosi prenatali patologiche e altre problematiche legate alla gravidanza e orientarle per un percorso di consapevolezza, conoscenza e cura.

L'inaugurazione di questo nuovo servizio sarà preceduto da una due giorni di convegni che si svolgerà a Ruvo.

Si inizia oggi alle 19 nell'aula Carrante della scuola "Bovio" con l'incontro "Sì alla vita per l'integrità dell'uomo", durante il quale interverrà il magistrato e già presidente del movimento per la vita Giuseppe Morandini.

Sabato 9 dalle 8.30 alle 18.30, nell’Hotel Pineta si terrà invece il primo convegno scientifico di medicina prenatale e neonatologia dal titolo “La scienza prenatale a servizio della vita”, organizzato dal Centro di aiuto alla vita “Granello di Senape” in collaborazione con la Fondazione onlus “Il cuore in una goccia” e con il patrocinio del Comune di Ruvo di Puglia, del Comune di Corato, dell’Aigoc, dell’Asl di Bari e dell’Amci.

Nell’occasione, professori e medici specialisti illustreranno metodiche diagnostiche e curative di alcune importanti patologie prenatali, come la spina bifida, nonché diagnosi, accompagnamento e cure perinatali di gravidanze a prognosi infauste. Il convegno è organizzato nell’ambito della formazione degli operatori sanitari specializzati nell’assistenza alla mamma e al suo bambino dalla gravidanza alla nascita e al post nascita (ginecologi, pediatri, ostetriche, medici di medicina generale, psicologi...), ma si apre anche a tutti coloro che, in qualità di semplici uditori di questa complessa materia, vogliono capirci qualcosa o anche di quelle persone che, per varie ragioni, in tale mondo sono rimaste coinvolte.

I lavori si svolgeranno in due diverse sessioni, una antimeridiana e una pomeridiana, e saranno avviati e presentati dal dottor Ignazio Floriano, presidente del Cav “Granello di senape” di Ruvo, associazione che nasce a Ruvo di Puglia nel 2014 dalla volontà di famiglie di unire le forze a favore del tema famiglia. In questi anni si è occupata di formazione e informazione su tante dinamiche riguardanti la famiglia, la salute e il benessere. Quale braccio operativo dell'associazione, nel 2018 nasce il Centro di aiuto alla vita, un centro di ascolto e accompagnamento per donne e famiglie che hanno difficoltà a portare avanti una gravidanza. Il tema della vita è alla base delle tematiche affrontate dalla associazione: la vita, la famiglia, le relazioni, il rispetto della vita nascente.

Nella prima parte del convegno interverranno come moderatori il direttore scientifico dottor Lucio Nichilo, responsabile Unità operativa cinokessa Ginecologia dell’Ospedale Umberto I di Corato, e il professor Filippo Maria Boscia, ginecologo, già direttore del dipartimento Materno-Infantile e già primario presso l’Unità operativa di Ginecologia dell’ospedale “Di Venere” di Bari. Seguiranno gli interventi del professor Giuseppe Noia, direttore dell’Hospice perinatale e ginecologo presso il Policlinico Gemelli di Roma, nonché presidente della fondazione onlus “Il Cuore in una goccia” e dell’Aigoc, che illustrerà il tema delle cure in patologie materno-fetali anche inguaribili; il dottor Luca Massimi, neurochirurgo infantile presso il Policlinico Gemelli di Roma, che tratterà il tema della chirurgia e cura nella spina bifida; il dottor Pasquale Rossi, ginecologo esperto in Medicina Prenatale, che relazionerà sulla diagnosi ecografica delle più comuni patologie prenatali.

Nella seconda sessione dei lavori relazioneranno la dottoressa Patrizia Papacci, neonatologa presso il Policlinico Gemelli di Roma sul delicato ambito delle Cure palliative neonatali e la dottoressa Ada Rubini, ostetrica presso il Policlinico Gemelli di Roma sull’accompagnamento ostetrico nella gravidanza e nel parto con diagnosi prenatale infausta.

Entrambe le sessioni si concluderanno con una tavola rotonda e con le toccanti testimonianze di famiglie che hanno beneficiato delle cure e della competenza di persone preparate e dedite all’assistenza nelle delicate gravidanze vissute nelle loro vite. Per i primi 100 professionisti in ambito sanitario sarà possibile richiedere il riconoscimento di 8 crediti formativi ECM.

L’intento del convegno è quello di offrire a tutti i partecipanti un’analisi accurata su tutto ciò che oggi è possibile fare nei casi di patologie fetali, rispettando la preziosità dell’essere umano sin dal suo concepimento e trattando il feto come un paziente a tutti gli effetti. Un’adeguata e approfondita informazione medica può supportare le famiglie che si ritrovano a vivere tali difficoltà e che spesso, gravate da diagnosi infauste, si ritrovano a fare scelte psicologicamente devastanti. Donare una speranza di prevenzione, cura e sollievo del dolore attiva, invece, quel cambiamento culturale che permette ai genitori di poter sempre più scegliere in tutta serenità di accogliere, curare e amare il proprio figlio anche se si rivela affetto da gravi malattie.

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