Il convegno è l’epilogo naturale di un percorso di riflessione, studio, ricerca, cominciato da un gruppo di lavoro (sacerdoti, diaconi, religiosi, laici) che ha riletto il Libro Sinodale promulgato nel 2016

«La Chiesa diventi una casa per molti»: la diocesi riparte dal Libro Sinodale

Un convegno per il presbiterio diocesano, i diaconi, le religiose e i religiosi, i membri dei consigli pastorali parrocchiali e zonali, le associazioni, i gruppi, i movimenti ecclesiali, gli operatori pastorali e laici impegnati

Attualità
Corato martedì 08 ottobre 2019
di La Redazione
Oltre la Porta Santa, Corato a pochi passi dalla misericordia di Dio
Oltre la Porta Santa, Corato a pochi passi dalla misericordia di Dio © CoratoLive.it

“Una chiesa che ha il sapore della casa, una casa che ha il profumo della chiesa”: è questo il titolo del convegno ecclesiale diocesano in programma per mercoledì 9 e giovedì 10 ottobre, dalle 18.30 alle 21.00, nella Parrocchia Spirito Santo di Trani.

Nelle intenzioni dell’Arcivescovo Mons. Leonardo D’Ascenzo, il titolo trae ispirazione da una significativa espressione di Papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium in cui si afferma “La Chiesa diventi una casa per molti .. e renda possibile la nascita di un mondo nuovo”; ma, ancor prima, dallo stile di vita delle prime comunità cristiane, basato sulla comunione, anche dei beni materiali, così come narrato negli “Atti degli Apostoli”.

Mons. D’Ascenzo, in una lettera alla comunità ecclesiale diocesana, spiega che il convegno è l’epilogo naturale di un percorso di riflessione, studio, ricerca, cominciato da un gruppo di lavoro (composto da sacerdoti, diaconi, religiosi, laici) che ha riletto il Libro Sinodale promulgato nel 2016 dal defunto Arcivescovo Mons. Giovan Battista Pichierri. «Il gruppo – scrive l’Arcivescovo D’Ascenzo – ha elaborato la sintesi di otto priorità tratte dal Libro Sinodale da sottoporre al discernimento del Consiglio Pastorale Diocesano» che «si è riunito per indicare tre priorità delle otto proposte dalla commissione e per delineare un percorso sinodale al fine di elaborare un progetto pastorale triennale 202/2021, 2021/2022, 2022/2020».

Il percorso, in sintesi, è vedrà queste tematiche: sentirsi e vivere come un solo popolo, il popolo di Dio; famiglie e giovani; dall’assistenzialismo all’opzione preferenziale per i poveri.

Una commissione inoltre ha organizzato il convegno pastorale, che si volgerà in due giorni: nel primo «due laici – spiega Mons. D’Ascenzo - un uomo e una donna che dal loro autorevole punto di vista ci offriranno delle provocazioni sul tema». In particolare interverranno Mimmo Muolo, vaticanista di Avvenire e altre testate, scrittore; Antonia Chiara Scardicchio, ricercatrice in Pedagogia sperimentale e docente presso l’Università di Foggia di Progettazione e valutazione dei processi formativi.

Tante le persone a cui il convegno si rivolge: il presbiterio diocesano, i diaconi, le religiose e i religiosi, i membri dei consigli pastorali parrocchiali e zonali, le associazioni, i gruppi, i movimenti ecclesiali, gli operatori pastorali e laici impegnati.

Quanto agli obiettivi, l’Arcivescovo, così li enuclea, sempre nella sua lettera: «Il convegno intende aiutare la Chiesa diocesana a focalizzare la propria attenzione sulle tre priorità pastorali indicate dal Consiglio Pastorale per iniziare un cammino di coscienza ecclesiale diffusa nei vari organismi di partecipazione e giungere nel corso di questo anno pastorale, alla stesura condivisa del prossimo progetto pastorale triennale».

E, quanto alle modalità, «nel primo giorno relazione degli esperti invitati. Nel secondo giorno avvio della condivisione in gruppi di approfondimento guidati dai coordinatori di gruppo designati dai direttori ed equipe degli uffici pastorali diocesani. A questo proposito vi invito a considerare l’importanza di entrambe le giornate: l’ascolto del primo giorno sarà premessa necessaria per l’altrettanto importante lavoro di gruppo del giorno successivo. Il convegno pur cronologicamente suddiviso nei due giorni ha una unitarietà di ascolto e condivisione».

Il lavoro del convegno proseguirà a livello di consigli pastorali parrocchiali e zonali in modo da far scaturire dal lavoro condiviso indicazioni concrete.

A conclusione della sua missiva Mons. D’Ascenzo offre anche alcune indicazioni di tipo organizzativo: «Data l’importanza dell’evento ecclesiale chiedo con forza che si faciliti il più possibile la partecipazione di tutti i destinatari. Ai presbiteri chiedo di anticipare al mattino le celebrazioni eucaristiche nelle due date indicate, come avete fatto, lodevolmente, in occasione delle sedute del Primo Sinodo Diocesano. Nei giorni prossimi vi giungerà la locandina del convegno, i moduli di iscrizioni per coordinare l’accoglienza e la composizione dei gruppi di condivisione del giorno 10 ottobre L’efficacia del convegno dipende dal pieno sentirci Chiesa in cammino sinodale ordinario e la preparazione condivisa del progetto è esso stesso cammino pastorale prezioso di vita comunitaria».

A Mons. Giuseppe Pavone il compito di curare l’organizzazione del convegno, che vedrà la partecipazione di oltre 500 persone (tra laici, sacerdoti, diaconi, religiosi e consacrati, provenienti dai sette centri della diocesi). In una scheda che sarà inserita nella cartella contenente i materiali da offrire ai convegnisti, Pavone sintetizza così natura e finalità dell’evento diocesano: «nella Chiesa diocesana di Trani-Barletta-Bisceglie si respira l’esigenza urgente di passare da una pastorale di eventi ad una che risponda al progetto di una Chiesa che si ponga come guida, che offra la possibilità di un cammino verso il Regno. Un cammino pensato, incarnato nelle esigenze del territorio, che tenga conto delle radici che la tengono ancorata al passato e che la rilanci in una visione profetica. La necessità di tracciare delle linee progettuali è dettata dalla consapevolezza che il mondo si evolve e cammina velocemente, che la società in cui viviamo è una realtà liquida, come affermano i più accreditati sociologi.

Dobbiamo essere pronti a dare risposte concrete e a proporre valori attraenti ai credenti e a quanti guardano alla Chiesa come a un punto di riferimento, attendendo da essa coraggiose prospettive di impegno per un mondo nuovo, un mondo che attende l’annuncio di Gesù Cristo, il Figlio di Dio che anche per il nostro tempo si propone come Signore e Salvatore.

La pastorale diocesana ha bisogno di avviarsi verso la realizzazione di quel programma tanto caro a Mons. Giovan Battista Pichierri, nostro Vescovo di venerata memoria: “Chiesa, mistero di comunione e di missione”. Il nostro obiettivo per il futuro deve essere quello di orientare la nostra Chiesa a vivere relazioni di vera comunione, a superare gli atteggiamenti che dividono, quasi fisiologici in una comunità di persone, e a ricercare ciò che unisce, in uno spirito di gioia vera che deve essere il nostro carattere identitario».

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