Il confronto

Alta Murgia, nel mirino del Parco l'emergenza rifiuti, lupi e cinghiali

È quanto riferisce Coldiretti Bari BAT, a margine di un incontro della delegazione dei presidenti di Coldiretti di Altamura, Spinazzola, Minervino, Poggiorsini, Santeramo e Corato, con il nuovo presidente del Parco

Attualità
Corato giovedì 12 settembre 2019
di La Redazione
Alta Murgia, nel mirino del Parco l'emergenza rifiuti, lupi e cinghiali
Alta Murgia, nel mirino del Parco l'emergenza rifiuti, lupi e cinghiali © n.c.

Al centro della nuova governance del Parco dell’Alta Murgia rifiuti ed emergenza lupi e cinghiali, in un’area dove le attività agroalimentari rappresentano la ricchezza economica e produttiva dell’area distrettuale murgiana che abbraccia la Puglia e la Basilicata. È quanto riferisce Coldiretti Bari BAT, a margine di un incontro della delegazione dei presidenti di Coldiretti di Altamura, Spinazzola, Minervino, Poggiorsini, Gravina, Santeramo e Corato, con il nuovo presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Francesco Tarantini

«Il confronto molto proficuo si è concentrato sulla necessità che il Parco diventi un laboratorio di sviluppo della multifunzionalità agricola, riconoscendo un grande protagonismo alle collettività residenti, un patrimonio produttivo da tutelare contro gli attacchi di lupi e cinghiali che distruggono le produzioni agricole nei campi e feriscono a morte gli animali nei pascoli e dai rifiuti, divenuti una emergenza ambientale e di immagine per le aziende agricole», spiega il presidente di Coldiretti Bari BAT, Savino Muraglia.

Lungo la filiera agroalimentare nell’area Parco operano 6.298 imprese agricole, 127 di trasformazione - sostiene Coldiretti Bari BAT - mentre gli addetti sono valutabili in circa 5000 unità, di cui 3.000 operano nelle fasi agricole, 1.000 in quella industriale e 1.000 nella terziaria della filiera lattiero-casearia. Si tratta evidentemente di una realtà economica di grande rilevanza, che ha bisogno di essere adeguatamente rappresentata e promossa dal Parco.

«È emersa l’inefficacia del sistema di cattura della fauna selvatica con le gabbie - precisa il presidente Muraglia - che il presidente Tarantini ha intenzione di sostituire con il selecontrollo. Così come per contrastare la questione dei rifiuti abbandonati nelle campagne, la nuova governance del Parco sta predisponendo un sistema di controllo con telecamere e guardiania. Da affrontare congiuntamente e tecnicamente la possibilità di bruciare le stoppie», aggiunge Muraglia.

È concentrato nell’area distrettuale pugliese il 31,6% degli addetti alle imprese lattiero-casearie della Puglia e in quella materana il 21,7% di quelli lucani, dice Coldiretti Bari.

«Con il presidente Tarantini c’è convergenza sulla necessità di riconoscere la partecipazione degli agricoltori nei consigli di gestione delle aree protette in vista di superare la marginalità e integrare i parchi nel complessivo sistema istituzionale, garantendo il necessario consenso sociale. Sono passati 25 anni da quando si iniziò a parlare dell'istituzione del Parco dell’Alta Murgia e sin da subito Coldiretti chiese con forza che fosse creato uno strumento in equilibrio costruttivo con il mondo economico e sociale dell’area, in grado di migliorare realmente la salubrità della vita e dell’ambiente e promuovere, al contempo, le pratiche agrarie caratteristiche della zona», conclude il presidente Muraglia.

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I commenti degli utenti
  • salvatore di gennaro ha scritto il 13 settembre 2019 alle 12:52 :

    FC, il problema del Mezzogiorno non è solo Corato. Come ho detto spesso, molte circostanze si sono coalizzate perché il sud fosse più arretrato del nord: il "sole", come diceva nel '700 il Montesquieu nel suo "Esprit des loix", che rimbambisce e non dà la voglia di agire; l'essere stato emarginato dallo Stato della Chiesa, che ha fatto da impenetrabile cuscinetto tra lui e l'Europa evoluta; l'alta natalità rapportata all'attuale offerta di lavoro, che crea un'elevata disoccupazione e un pericoloso sovraffollamento; l'essersi affidato a dei politici che hanno travisato le sue potenzialità, rispondendo solo col mero assistenzialismo; l'esasperata religiosità, che spinge a credere ai miracoli risolutori e non alle proprie capacità, alla propria volontà, alla propria determinazione. Rispondi a salvatore di gennaro

  • salvatore di gennaro ha scritto il 12 settembre 2019 alle 20:52 :

    La Murgia era un luogo incantato, incontaminato, magico, e solo chi l'ha conosciuta, specie prima del devastante spietramento e dell'inserimento dei cinghiali, può affermarlo. Occorreva tutelarla, come habitat unico in Italia. Ma ha avuto la sfortuna di trovarsi nel sud dell'Italia. Rispondi a salvatore di gennaro

    FC ha scritto il 13 settembre 2019 alle 06:30 :

    Nessuna sfortuna di trovarsi al Sud dell'Italia. Se proprio vuole essere preciso e obbiettivo la vera sfortuna è quella di trovarsi in questo territorio ma sopratutto in quel di Corato nota per il suo quarantennale immobilismo. O non si può dire? Rispondi a FC

  • FC ha scritto il 12 settembre 2019 alle 16:33 :

    Credo che in maniera assoluta dovrebbe prevalere, da parte di tutti, il controllo e la cura del nostro territorio. Le zone a ridosso del Parco nonchè viali (già penosi per mancanza di manutenzione e di segnaletica) terreni sia di proprietà o demaniali sono oggetto di rifiuti abbandonati da individui impuniti ed incontrollati. Il territorio sta cambiando pericolosamente in peggio. Il ragionamento, vale anche per le istituzioni che dovrebbero controllare e non lo fanno, e vale anche per chi deve denunciare e accetta passivamente e dolosamente la situazione. Di quale Parco vogliamo parlare se non si risolvono MAI i problemi; per non parlare dell'azienda preposta. Che tra qualche tempo non diventa il Parco dell'Alta Murgia la seconda terra dei fuochi. Rispondi a FC