È l’allarme lanciato da Coldiretti Puglia per la proliferazione esponenziale dei pappagalli verdi che si nutrono in campagna di frutta, con una predilezione per le mandorle

Clima "tropicalizzato", invasione di pappagalli verdi in città e campagne

Si sta verificando una invasione di pappagalli che, dal primo insediamento a Molfetta, hanno preso possesso di città e campagne nei dintorni, fino a spingersi sull’alta Murgia

Attualità
Corato venerdì 14 giugno 2019
di La Redazione
Nido di pappagalli verdi a Bitonto
Nido di pappagalli verdi a Bitonto © n.c.

Con la tropicalizzazione del clima, si sta verificando una invasione di pappagalli che, dal primo insediamento a Molfetta, hanno preso possesso di città e campagne nei dintorni, fino a spingersi sull’Alta Murgia. È l’allarme lanciato da Coldiretti Puglia per la proliferazione esponenziale dei pappagalli verdi che si nutrono in campagna di frutta, con una predilezione per le mandorle.

«Le campagne sono divenute l’Eldorado di frutta e mandorle per i pappagalli che evidentemente si sono adattati perfettamente al microclima pugliese. Prediligono soprattutto le mandorle, dimostrando una straordinaria abilità nel beccare e rompere il guscio, estraendo il frutto e lasciando il mallo attaccato all’albero. Si sono moltiplicate le segnalazioni da parte degli agricoltori, colpiti dalla presenza sempre più evidente di stormi di pappagalli, che ricreano una atmosfera tropicale, attirando l’attenzione con suoni acuti persistenti» è la denuncia di Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Si tratta dei parrocchetti monaci della specie Myiopsitta Bonaparte, apparsi con un primo 'insediamento' su di un eucalipto nella contrada molfettese "Madonna delle Rose", passati poi a stabilirsi, costruendo nidi ‘multifamiliari’, dice Coldiretti Puglia.

Fanno il paio con i pappagalli gli storni che colpiscono particolarmente il settore olivicolo, denuncia Coldiretti Puglia, con un danno del 30 ed oltre il 60% a carico degli olivi coltivati soprattutto nelle zone a ridosso del mare, da un lato sull’Adriatico, dall’altro sullo Jonio, dove gli agricoltori non hanno strumenti per arginare la presenza eccessiva e in progressivo aumento degli storni divenuti stanziali.

«Il caldo anomalo degli ultimi anni ha fatto convertire la specie protetta da migratoria a stanziale. Si sta sottovalutando un problema che alcune aree è veramente grave e ingestibile. Oltre al danno diretto, non vanno sottovalutati i danni indiretti. Gli storni distruggono le piazzole adibite alla raccolta delle olive - continua il presidente Muraglia - e gli olivicoltori sono costretti a contrastare una calamità senza averne gli strumenti, condannati, quasi, a riprogrammare la propria attività agraria per scongiurare la distruzione della produzione».

«Tra l’altro - conclude - non è soltanto l’olivicoltura a risultare colpita, dato che il passaggio degli stormi di storni lascia sugli ortaggi quantitativi di escrementi tali da rendere impresentabile il prodotto sul mercato. Gli storni che sono diventati ormai stanziali trovano ristoro notturno nelle aree protette, come Torre Guaceto, per riprendere le scorribande alimentari diurne».

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I commenti degli utenti
  • Peppino Lostesso ha scritto il 14 giugno 2019 alle 12:46 :

    Sono stato in ospedale operato alla gamba e per averne uno di notte l'ho dovuto chiedere mille volte all'infermiere. Altro che tanti. Rispondi a Peppino Lostesso

  • Aurelio Rag. Tortosa ha scritto il 14 giugno 2019 alle 07:32 :

    In verità a Corato ci sono sempre stati i pappagalli in forma antrpomorfa, adesso arrivano i loro parenti. Rispondi a Aurelio Rag. Tortosa

  • Cicerone ha scritto il 14 giugno 2019 alle 05:39 :

    "...scorribande.."? Emerge il solito problema: ma, visto che viaggiamo verso un numero a due cifre di miliardi di individui, non è che siamo noi che diamo fastidio, togliendo agli animali (quelli che non ci servono) sempre più spazio, ed inquinando qualunque angolo della terra, dell'aria e del mare? O è giusto che prevalgano solamente le necessità e i diritti dell'uomo? Ormai si va avanti solo con due parametri: l'interesse economico e l'ideologia, che ci spingono a comportamenti spessissimo assurdi. Rispondi a Cicerone

  • Animalista ha scritto il 14 giugno 2019 alle 04:21 :

    È sempre colpa dell'uomo.....la natura da noi non aveva certamente sistemato questi poveri pappagalli.....stessa storia per i cinghiali.....ora già immagino una legge che comporterà l'abbattimento.......che peccato. Il colmo è che le vere bestie sono sempre gli uomini.......sicuramente gli agricoltori e non solo stanno già provvedendo in modo decisamente non umano.......a poche parole buon intenditore. Rispondi a Animalista