​«Terra mia, Terra nostra: Terra da amare, recuperare, proteggere, far amare!». È un titolo lungo quello scelto per il progetto Pon realizzato in rete fra diversi istituti scolastici della città

Scuola e territorio, quando tra i banchi si impara ad amare la città

L’obiettivo è stato chiaro fin dall’inizio: le scuole hanno puntato al «potenziamento dell'educazione al patrimonio culturale, artistico e paesaggistico»

Attualità
Corato sabato 18 maggio 2019
di La Redazione
La presentazione del Pon ​«Terra mia, Terra nostra: Terra da amare, recuperare, proteggere, far amare!»
La presentazione del Pon ​«Terra mia, Terra nostra: Terra da amare, recuperare, proteggere, far amare!» © CoratoLive.it

«Terra mia, Terra nostra: Terra da amare, recuperare, proteggere, far amare!». È il titolo scelto per il progetto Pon realizzato in rete fra diversi istituti scolastici della città: “Tattoli-De Gasperi”, “Imbriani -Piccarreta”, liceo “Oriani” e liceo artistico “Federico II”. L’obiettivo è stato chiaro fin dall’inizio: le scuole hanno puntato al «potenziamento dell'educazione al patrimonio culturale, artistico e paesaggistico».

«Lo abbiamo pensato partendo proprio da una esigenza dei nostri studenti - ha detto Angela Adduci, dirigente dell’istituto “Oriani-Tandoi”, scuola capofila del Pon - Durante le lezioni in classe ma anche dopo aver vissuto i viaggi di istruzione, gli studenti hanno espresso il desiderio di conoscere il patrimonio del loro Paese e del territorio in cui vivono. Il progetto è stato reso possibile grazie ai finanziamenti europei. La cosa che ci piace sottolineare è la sinergia che si è creata tra le scuole di Corato, un’occasione di confronto concreta. Abbiamo coinvolto anche il Museo cittadino, la cooperativa Terra Maiorum e la confraternita del Sacro Monte di Pietà: quando vogliamo noi coratini sappiamo essere propositivi e uniti».

Ben dieci i moduli del progetto, un totale di circa 300 ragazzi coinvolti: tutti hanno lavorato per conoscere il patrimonio storico, artistico e culturale. «Grande è il “grazie” che va tributato a tutti i tutor, agli esperti, a tutto il personale scolastico, ai ragazzi per l’entusiasmo e alle loro famiglie che danno fiducia alla scuola» ha concluso Angela Adduci.

Centrale il “ruolo” di San Nicola di Myra: gli studenti hanno potuto conoscere la figura del Santo e la sua storia grazie anche ad un dipinto che lo ritrae ed al laboratorio di restauro realizzato per riportare l’opera al suo antico splendore. Oggi dalle 19 alle 21 e domani dalle 10.30 alle 12.30 sarà possibile ammirare il dipinto nella chiesa dei Cappuccini. Un altro tuffo nel passato e stato possibile grazie alla conoscenza degli antichi attrezzi da lavoro per la campagna.

«Spesso - ha commentato Savino Gallo, dirigente del liceo artistico “Federico II Stupor mundi” - l’impressione è che i ragazzi vivano in un eterno presente, senza il passato. Aver visto quanto fossero differenti gli attrezzi della campagna utilizzati fino ad un paio di generazioni fa li ha messi in osservazione del tempo che passa; mi auguro li abbia anche stimolati a progettare un futuro diverso, spero migliore del presente».

«I complimenti alla preside Adduci per l’entusiasmo e per averci coinvolti. È bello vedere la scuola sempre aperta e operativa, è viva: è un merito che va dato anche a questo genere di attività» ha detto Grazia Maldera, dirigente dell’istituto comprensivo “Imbriani-Piccarreta”. «Le immagini e i ragazzi sono la testimonianza migliore di quello che può essere un Pon come questo» hanno aggiunto dalla “De Gasperi”.

Tutti i moduli del progetto in rete

- San Nicola di Myra APP.rofondimento - (I. C. “Tattoli - De Gasperi”)
- Iconografia e iconologia di San Nicola - "San Nicola ci orienta nella rotta della vita" - (liceo “Oriani”)
- "Lavorando con le mani, recuperiamo la memoria di San Nicola" Laboratorio di restauro - (liceo “Oriani”)
- Altari che son ponti: la cultura che unisce - (I. C. “Imbriani – Piccarreta”)
- Il nostro patrimonio culturale: la memoria dei nonni in un click - (I. C. “Tattoli - De Gasperi”)
- La memoria della nostra civiltà contadina tradotta in bite - (I. C. “Imbriani – Piccarreta”)
- Sguardi tattili sul passato: guardare con le mani - (I. C. “Tattoli - De Gasperi”)
- L'icona non è solo quella del pc: l'icona di San Nicola tra creazione artistica e tecnologia - (I. C. “Imbriani – Piccarreta”)
- La memoria ritrovata: nelle mani il racconto - (liceo artistico “Federico II”)
- Con le mani il passato rivive - (liceo artistico “Federico II”)

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I commenti degli utenti
  • salvatore di gennaro ha scritto il 18 maggio 2019 alle 08:04 :

    Secondo me ci si è svegliati troppo tardi: il rapporto popolo/terra nella quale si vive si è talmente deteriorato, che discorsi come "inquinamento", "salvaguardia dell'ambiente" fino ad allargarsi a quello più ampio di "rispetto" per il Paese nelle sue molteplici sfaccettature" (anche il "patriottismo", disprezzato come "sovranismo" o "populismo", è da noi una parolaccia), rimangono nel novero delle buone intenzioni. Lo ribadisco: i progetti di insegnamento dell'educazione in senso lato non devono essere subordinati ai programmi nozionistici normali, ma devono prevaricare, in qualità e quantità, questi ultimi. Quando nelle scuole si capirà che questo è il vero problema da affrontare di petto, e non solo marginalmente, allora tali tipi di discorsi volti all'ecologia, avranno un senso. Rispondi a salvatore di gennaro