Il dibattito

Zona Oasi, un contributo per analizzare «criticità, obiettivi e strategie»

Dopo le proteste dei residenti che due mesi fa hanno manifestato l'intenzione di riunirsi in un comitato «per avere nel quartiere strutture necessarie a un vivere civile», giunge il contributo dell'ing. Vincenzo Petrone

Attualità
Corato venerdì 17 maggio 2019
di La Redazione
La zona Oasi di Nazareth-Torre Palomba
La zona Oasi di Nazareth-Torre Palomba © n.c.

Risale al mese di marzo l'intenzione dei residenti della zona Oasi di Nazareth-Torre Palomba di riunirsi in un comitato per protestare contro la situazione in cui versa il quartiere e chiedere «di essere ascoltati per avere strutture necessarie a un vivere civile. Non è possibile - hanno detto due mesi fa - che chi abita qui debba essere dimenticato e sentirsi diverso da chi abita in centro».

A distanza di qualche settimana da queste richieste, sulla questione giunge un contributo da parte dell'ing. Vincenzo Petrone dello Studio Petrone & Partners, secondo il quale «la zona Cr, nelle varie ed infinite vicissitudini che hanno caratterizzato la redazione del nuovo Piano Regolatore (Pug), viene quasi ignorata. In realtà va rivendicata l’esistenza insieme alle tante problematiche di cui la stessa nuova città soffre. Parlare per questa zona come di una nuova città, di una “Corato 2”, si ritiene che non sia azzardato se semplicemente consideriamo che quest’area, per la sua estensione, può ospitare oltre 17.000 abitanti, come facilmente dimostrabile. Questa realtà può e deve essere non un fatto negativo, ma una opportunità per Corato.

Criticità
Il territorio della Cr, pur dotato della presenza di infrastrutture di trasporto di rilevanza provinciale, le quali hanno favorito un certo aumento demografico, in realtà è privo di quasi tutte le infrastrutture tipiche cittadine e manca di centri di socialità, di svago, di aggregazione, e di idonee attrezzature sportive. In particolare:

1. il collegamento tra la città e la zona Oasi è costituito dal solo ponte di via Castel del Monte;
2. nella zona v’è assenza di tutte quelle attrezzature che occorrono al vivere quotidiano e che non obbligano a dover per forza scendere in città.

Occorre ribadire che questa “Corato 2” oggi in realtà è solo una “città di case” che servono esclusivamente alla residenza. Infatti, in base alle norme vigenti fino a pochi mesi fa, risultava preclusa anche la possibilità di inserimento i servizi strettamente legati alla residenza (la piccola bottega, lo studio professionale, il bar, la farmacia...), si tratta quindi di un enorme ghetto dormitorio che ha necessità di riqualificazione.

3. gli interventi realizzati e in atto si caratterizzano per lo schiacciante peso della componente residenziale su tutte le altre componenti urbane (attrezzature di servizio, infrastrutture, ecc…).

4. nel Piano particolareggiato della viabilità che governa questo territorio manca una visione strategica per il futuro di questa città. Il welfare è "ridotto" alle aree a standard che vengono cedute all’amministrazione comunale e che nella quasi totalità dei casi rimangono senza funzione alcuna, ma che anzi spesso divengono ricettacolo di rifiuti. In altre parole l’obiettivo di una qualificata città pubblica è limitato al rispetto della normativa sul recepimento pure e semplice delle aree a standard.

Quindi per la realizzazione dei “servizi alla popolazione”, diversamente dalle altre zone del piano regolatore non esiste il problema di carenza di aree Fi, in quanto queste sono e saranno in possesso dell’Amministrazione. Ossia per le aree a servizi non è un problema di quantità ma è soprattutto di qualità, si pensi alle varie attrezzature necessarie che vanno ovviamente attuate con i concetti di bacino d’utenza e di raggio d’influenza. In altre parole questa zona presenta le seguenti problematiche: necessità di rendere oggettiva la pianificazione, necessità di conferire efficacia al piano, necessità di realizzare la parte pubblica del piano.

5. l’ambiente è limitato ai giardini privati che spesso sono solo impermeabilizzati o trasformati in prato inglese che sappiamo essere molto esigenti dal punto di vista del fabbisogno di acqua e del tutto privo di ritorni ambientali.

6. in seguito alla delibera dell'ex Commissario Prefettizio per i lotti interclusi, è stata introdotta una prassi procedurale amministrativa (passaggio obbligato della Pratica Edilizia prima in Commissione Urbanistica e poi in Consiglio Comunale per l’approvazione anche nel caso di licenza singola); ciò comporta lungaggini dell’iter amministrativo e problemi di gestione dei vari “pezzetti di aree a servizi” sparsi che diventano “semplicemente” ricettacolo di rifiuti con problematiche di manutenzione e quindi economici per l’Ente Pubblico (parecchie decina di migliaia di euro di costo manutentivi annuo);

7. frazionamento dei lotti in zona Cr: secondo l’attuale interpretazione normativa anche dopo la lottizzazione e l’edificazione i lotti non possono avere una dimensione minore di 2.500 mq, anche se interessati dalla esistenza di più fabbricati, il che comporta il mancato rispetto del Testo Unico dell’Edilizia. (comma 2^ art. 30) ed una serie di problematiche nel trasferimento delle aree di pertinenza delle singole ville.

8. I trasporti e le relative infrastrutture sono del tutto assenti. Allo stato attuale l’unico mezzo di interconnessione tra la zona Cr e la città è l’uso dell’automobile da parte di un numero molto elevato di soggetti. Ovviamente l’aumento dell’uso dell’auto è strettamente legato alla crescita della Corato 2.

Trattandosi di un insediamento nato e sviluppato quasi in maniera incontrollata, lo stesso non risulta inglobato all’interno di un sistema di trasporto pubblico. Il risultato è un incremento dell’utilizzo dell’auto privata in quanto gli abitanti di quest’area risultano isolati rispetto alla localizzazione dei servizi necessari alla vita quotidiana o al proprio luogo di lavoro.

Obiettivi e strategie

Per valutare questi, si ritiene opportuno seguire lo stesso ordine delle criticità anche se lo stesso non è esaustivo:

a) (Criticità 1)
Esaminare nel Piano urbano dei trasporti i problemi inerenti la mobilità nell’intera zona Cr ed alla luce di questi introdurre gli eventuali correttivi al P.P. della viabilità. In particolare occorre prevedere, nell’ambito del nuovo Piano Urbanistico (PUG/P) e quindi del Piano delle Opere Pubbliche il raddoppio di corsia del ponte di via Castel del Monte con a corredo i percorsi pedociclabili nella considerazione che tra l’altro lo stesso ponte risulta interessato anche dal traffico della zona industriale “D” che precede la zona Cr.

b) (Criticità 2-3-4)
Obbligare attraverso la convenzione i lottizzanti a realizzare le attrezzature di urbanizzazioni secondarie a scomputo dei relativi oneri e non ad attuare la sola cessione delle aree. Operando in questo modo non solo si realizza una città sostenibile ma gli operatori vedranno incrementato il valore delle erigende costruzioni che saranno inserite in un contesto urbanistico integrato nelle funzioni e nel soddisfacimento delle necessità. In questo modo inoltre si eviterà “lo scippo” delle entrate derivanti dagli oneri di urbanizzazione verso altri capitoli di spesa comunale.

c) (Criticità 5) Pur nel rispetto dei diritti acquisiti nasce la necessità di rivedere le Norme Tecniche di Attuazione della zona Cr per rendere sostenibili gli interventi edilizi:

Sedime ville e permeabilità dei suoli

  • nel pieno rispetto dei diritti acquisiti (volume realizzabile) è necessaria l’introduzione di un rapporto di copertura in modo da assicurare quanto più area permeabile possibile ossia cimentificare il meno possibile.
  • In tutte le aree oggetto di intervento (aree esterne pubbliche e private) andranno utilizzate soluzioni tecniche tali da limitare l’apporto idrico in fognatura, garantendo un livello di permeabilità del suolo sufficiente a consentire lo smaltimento in ambito locale delle acque meteoriche.
  • Ad esempio la progettazione deve prevedere l’impiego di sistemi che favoriscano:

    - la creazlone di superfici a verde agricolo in alternativa a soluzioni impermeabili (cemento, asfalto, ecc.);

    - il mantenimento della capacità drenante della superficie, e nel contempo consentire una portanza del terreno che ne permetta la calpestabilità/carrabilità con una molteplicità di condizioni di carico. Operando in questo modo si avrà ad es. la realizzazione di parcheggi nell’area di pertinenza della villa con garanzia di permeabilità delle aree e quindi anche con la riduzione di flusso nelle condotte fognarie;

    Il requisito si ritiene assolto se la superficie non coperta da costruzioni e relative pertinenze ha caratteristiche di permeabilità per una quantità minima del 50%.

  • Per le coperture degli edifici andrà privilegiata/invogliata l’adozione a “tetto verde” o giardino pensile. Ricordiamo che il tetto verde oltre a consentire un miglior isolamento termico ed acustico dell’edificio su cui è presente, filtra ed ossigena l’aria, riduce la quantità di calore riemerso nell’atmosfera oltre a rallentare il deflusso delle acque piovane verso la rete idrica, favorendone la lenta evapotraspirazione.
  • Creare-potenziare il sistema del verde urbano. Poiché il verde urbano ha un ruolo fondamentale nella sostenibilità urbanistica, accanto all’ovviamente necessario “verde pubblico”, occorre prevedere un sistema di “aree a verde privato” da inserire in ogni nuova trasformazione urbanistica con l’introduzione di un indice di piantumazione ed ancor prima attuare la riduzione al minimo dell’abbattimento delle essenze arboree esistenti. Ossia va attuato il progetto della sistemazione del verde, delle superfici permeabili, dei caratteri spaziali, delle piantumazioni di progetto, corredata di abachi delle essenze da utilizzare.
  • d) (Criticità 6)

  • per i lotti interclusi imporre nella progettazione un coordinamento strutturale con il già edificato/pianificato, bandendo l’accessibilità a tanti lotti attraverso quelle che sono le strade interpoderali esistenti;
  • per i lotti interclusi evitare di acquisire aree a servizi oltre i 2,50 mq/ab insediabile necessari al parcheggio + 9 mq/ab per il verde secondo il D.M. 1444/1968;
  • dette aree dovranno presentare requisiti di accessibilità carraia, di compattezza ed avere una superficie minima, fatto salvo la possibilità da parte del Comune, di procedere all’acquisizione anche di aree che non rispondano a tali requisiti, se soddisfano specifici interessi pubblici.
  • L’esiguità di queste aree spesso risulta inopportuna e urbanisticamente non conveniente, infatti oltre a non assolvere ad una specifica funzione pubblica, rappresenta per il comune, nella stragrande maggioranza dei casi, un insostenibile aggravio agli oneri di manutenzione.
  • Una soluzione potrebbe essere quella di indirizzarsi, nella prassi, verso forme di convenzionamento con i privati in cui queste mini – aree vengono lasciate alla manutenzione privata, seppure gravate da servitù pubblica.

  • In alternativa, nel caso di aree troppo esigue, potrà essere accettata la monetizzazione, il cui valore è stabilito ogni anno dal Consiglio Comunale, facendo riferimento a valori medi di esproprio di aree destinate ad attrezzature pubbliche o di interesse pubblico. Le somme introitate saranno obbligatoriamente utilizzate per l’acquisizione di aree destinate a infrastrutture e servizi pubblici.
  • e) (Criticità 7)

  • Risoluzione del problema circa il frazionamento dei lotti ed il successivo accatastamento degli immobili con relative aree di pertinenza interpretando/precisando il dettato delle N.T.A. eliminando l’interpretazione assurda circa la non frazionabilità del lotto al di sotto dei 2500 m2 una volta che è stata attuata la lottizzazione.
  • f) (Criticità 8)

  • L’aumento esponenziale dei mezzi privati circolanti comporta, per la loro riduzione, il necessario aumento del numero di veicoli pubblici possibilmente elettrici. Ovviamente questo presuppone la necessità di nuove ed efficienti infrastrutture di trasporto. Per poter parlare di città sostenibile non si può prescindere dall’efficienza del suo sistema di trasporto collettivo. Un trasporto pubblico efficiente riduce l’utilizzo dell’auto e garantisce l’accessibilità nelle aree periferiche. La sfida è dunque quella di prevedere la crescita urbana, immaginare i nuovi bisogni, programmando interventi flessibili, modulari e adattabili a necessità variabili. Per far questo ci si potrà servire di strumenti informatici quali il GIS e il SIT in grado di attuare una precisa analisi del contesto che costituisce l’elemento indispensabile per determinare le scelte opportune».
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    I commenti degli utenti
    • Paolo Tortora ha scritto ieri alle 06:02 :

      Qualcuno si è fatto un giro su via Torre Palomba dalla parte della torre restaurata? Tutta la zona ancora dopo dieci anni non é ancora illuminata e provvista di segnaletica. In compenso percorrendo la strada verso via San Magno é possibile apprezzare ogni sorta di vegetazione spontanea perfettamente illuminata e protetta da cancelli e ringhiere . Sono oltre due anni che aspettiamo le concessioni per quello spazio recuperato con soldi pubblici e dimenticato! Rispondi a Paolo Tortora

    • nerdrum ha scritto il 18 maggio 2019 alle 17:59 :

      chi parla dei servizi che dovrebbe ricevere partendo dalla locuzione: "io pago le tasse e pretendo....." nn ha capito in che paese vive. i bilanci, statali, regionali, comunali sono il gioco delle tre carte, dove bisogna trovare l'asso. l'asso amici nn c'è, nn c'è mai. qualche volta viene fatto trovare, ma solo x dimostrare che il gioco è regolare. Rispondi a nerdrum

    • Costantino ha scritto il 18 maggio 2019 alle 16:16 :

      Caro G.R. Noi non abbiamo fatto nessuna scelta abitando in città,quindi le pretendiamo e questo non succede. Quindi mettetevi in coda. Rispondi a Costantino

    • G. R. ha scritto il 18 maggio 2019 alle 12:58 :

      Premetto io abito in Via Torre Palomba e noi residenti NON ci sentiamo migliori di altri concittadini che abitano in città. Abbiamo fatto una scelta diversa nulla più, ma a differenza dei concittadini di città noi rivendichiamo solo servizi, che sono stati PAGATI con gli oneri di urbanizzazione e solo parzialmente realizzati. Rispondi a G. R.

    • Costantino ha scritto il 18 maggio 2019 alle 03:34 :

      Attenzione!! Vendesi buca via Andria zona primo prezzo,ideale come deposito. Rispondi a Costantino

    • M.B ha scritto il 17 maggio 2019 alle 12:40 :

      Mi sa tanto che anche questo progetto. ..è in odore ..di elezioni comunali! Rispondi a M.B

    • carlo mazzilli ha scritto il 17 maggio 2019 alle 12:08 :

      alla redazione: un articolo deve essere massimo di 20/30 righe, di più non lo legge nessuno. comunque colgo l'occasione per ringraziere l'amministrazione comunale per aver ricolmato una c°°°o di buca stradale su via gigante che aveva causato innumerevoli morti di pneumatici. oh, sono stati rapidissimi, in meno di 3 mesi l'hanno richiusa... c'è solo da rimanere ammirati... appena le dici le cose già le fanno...adesso cìè da sisstemare via andria che davanti a mest'cafè è diventata una specie di cava di pietra, con buche profonde, pezzi di asfalto che VOLANO ad ogni passaggio di mezzi, e in generale una situazione da BurkinaFaso. ma io sono fiducioso che in men che non si dica, cioè tra 200/300 SQUARTAMENTI DI GOMME o di cristiani, verranno presi gli opportuni provvedimenti. Rispondi a carlo mazzilli

      M.B ha scritto il 17 maggio 2019 alle 17:33 :

      Invece in via Botticelli e parellele .ci sono i laghi alimini e anche quelli di Monticchio. .....da anni...ma di che cosa stiamo a parlare? ?? Rispondi a M.B

    • Gaetano ha scritto il 17 maggio 2019 alle 10:40 :

      Tutti argomenti giusti, però bisogna prendere anche in considerazione il rifacimento di via castel del monte che a volte sembra una pista di formula 1 con sorpassi azzardati specie in curva. Non so di chi è la spettanza, però è un argomento da non sottovalutare specialmente per i residenti e per chi più volte al giorno percorre quella strada (per lavoro o per chi proviene da altri paesi) e s'imbatte in dei "centro strada da cartoni animati". Basterebbe 1 autovelox o delle bande rumorose di un certo spessore.... Oltre a questo c'è un marciapiede con la griglia sopra che è un pericolo per chi ci cammina in quanto il cemento di cui è composto è così vecchio che si sgretola come ci passi sopra. Ovviamente è pericoloso passarci sopra. Rispondi a Gaetano

      Aldo DE PALMA ha scritto il 18 maggio 2019 alle 07:01 :

      faccio presente al sign. Gaetano che le bande rumorose in zona residenziale sono illegali. quelle installate presso la mia abitazione(via Castel del Monte 212)dopo una modica spesa di 2000 euro da me sostenuta per perizie fonometriche etc superavano il limite legale in decibel del 750 % e sono state rimosse.Inoltre il rumore non disturba affatto i raffinati piloti ma solo tormenta i residenti.Per motivi personali non ho approfittato della giurisprudenza che stabilisce che il danno alla salute per inquinamento acustico è presunto.rimedio unico sono gli autovelox magari tutor la cui installazione suscita il risentimento degli intellettuali guidatori che forse non si vuole affrontare .ditinti saluti Rispondi a Aldo DE PALMA

    • CF ha scritto il 17 maggio 2019 alle 10:31 :

      Ci sono 9 candidati sindaci con programmi utopistici in grado di risolvere i problemi della città, un commissario che governa al posto degli eletti, una schiera di funzionari pubblici che intervengono "immediatamente" ad ogni segnalazione e vi lamentate? Andate a votare e poi il giorno dopo ri-lamentatevi. Rispondi a CF

    • Costantino ha scritto il 17 maggio 2019 alle 08:20 :

      D'accordissimo con " Poveri Esiliati" venite in città e vi renderete conto di chi sta peggio. Rispondi a Costantino

    • Poveri Esiliati ha scritto il 17 maggio 2019 alle 06:05 :

      Poveretti, essere stati esiliati in quelle zone , probabilmente invidiano la zona Belvedere o la zona 168 nelle quali il comune spende molto meno ? Purtroppo c'é gente che vede solamente il proprio interesse senza pensare a chi sa peggio Rispondi a Poveri Esiliati