La solennità

«La società si fondi sul rispetto della dignità umana»

Il messaggio del commissario straordinario, Rossana Riflesso, in occasione della Giorno del Ricordo

Attualità
Corato domenica 10 febbraio 2019
di La Redazione
Il dramma delle Foibe
Il dramma delle Foibe © n.c.

Si celebra oggi, 10 febbraio, il Giorno del ricordo, solennità istituita per conservare e rinnovare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell'immediato secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

«Molti nostri connazionali furono torturati e uccisi barbaramente, alcuni ancora vivi gettati nelle così dette “foibe” o voragini naturali» è il messaggio del commissario straordinario, Rossana Riflesso.

«È proprio per questo che nasce il “Giorno del Ricordo” per far sì che si tramandi nelle future generazioni il principio che ogni forma di sopraffazione, angheria, tirannia va disapprovata e che è indispensabile operare perché la società attuale e futura si fondi essenzialmente su ciò che dovrebbe rappresentare il punto cardine: il rispetto della dignità umana».

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • salvatore di gennaro ha scritto il 10 febbraio 2019 alle 19:32 :

    Si, Amedeo, e questo dà ancora più forza alla motivazione del silenzio. Rispondi a salvatore di gennaro

  • salvatore di gennaro ha scritto il 10 febbraio 2019 alle 07:05 :

    Mi preme aggiungere un'altra cosa: l'uso sempre più pressante del "congiuntivo esortativo" (...la società "si fondi"...), per spronare a fare un qualcosa che dovrebbe invece essere più che scontato e sentito, sta a significare che c'è un fallimento nella formazione storica del popolo al quale si è "costretti" a rivolgere un tale stimolo, e che quindi, se non si mutano i presupposti, il tutto cade nell'inutile. Rispondi a salvatore di gennaro

    Amedeo Strippoli ha scritto il 10 febbraio 2019 alle 16:10 :

    Salvatore, solo un piccola precisazione, oltre ai partigiani di Tito hanno partecipato a quelle nefandezze gli italiani di una brigata partigiana denominata " Garibaldi". Forse, anche per questo per anni si è taciuto sulla morte di centinaia di individui, che avevamo l'unica colpa di essere di origine italiana. Cordialmente Rispondi a Amedeo Strippoli

  • salvatore di gennaro ha scritto il 10 febbraio 2019 alle 06:21 :

    Al contrario delle "Fosse Ardeatine", scontatissima reazione all'attentato di via Rasella, ideato da Giorgio Amendola, che ben se ne vide dal presentarsi ai tedeschi, risparmiando probabilmente la vita a centinaia di innocenti, le "Foibe" sono diventate motivo di "ricordo" solamente nel 2004. La causa è semplice: erano diversi gli autori delle uccisioni. Da una parte i tedeschi, da condannare sempre ed incondizionatamente; dall'altra i partigiani comunisti di Tito, che lottavano per la libertà delle loro terre. Da una parte una forte spinta politica che voleva solo evidenziare le colpe non sue (la sinistra), dall'altra la tendenza pacifica a non mettere in pentola cose scottanti e provocatorie (la DC). Ora che l'aria è cambiata, possiamo ricordare anche i martiri dell'Istria. Rispondi a salvatore di gennaro