La protesta

Gilet arancioni: «Il 14 febbraio saremo a Roma»

Lo ha annunciato questa sera a Ruvo il portavoce del movimento spontaneo degli agricoltori Spagnoletti Zeuli. «Il ministro Centinaio scappa come un coniglio perché non ha il coraggio di dire che non ha mantenuto la promessa»

Attualità
Corato giovedì 31 gennaio 2019
di Elena Albanese
L’incontro a Ruvo dei Gilet arancioni
L’incontro a Ruvo dei Gilet arancioni © RuvoLive.it

Non usano mezzi termini i Gilet arancioni, riunitisi a Ruvo di Puglia nella sede della cooperativa Eurocoop, per denunciare le mancate promesse del Governo sui temi che stanno loro a cuore.

Il portavoce del movimento spontaneo di agricoltori Onofrio Spagnoletti Zeuli parla di «risultati vergognosi», di «buffoni!», di un ministro, Gian Marco Centinaio, che «non è venuto (era previsto proprio oggi l’incontro in Puglia), scappa come un coniglio perché non ha il coraggio di dire che non ha mantenuto la promessa».

In prima fila, nella sala affollata da oltre 500 persone tra operai, contadini, sindacati e studenti (gli alunni dell’istituto agrario Umberto I di Andria espongono lo striscione “Non toglieteci il futuro”), ci sono anche numerosi esponenti della politica e delle istituzioni, appartenenti ai diversi schieramenti.

Ma la parola non è per i politici stasera, che possono solo ascoltare la rabbia di chi sta combattendo strenuamente per difendere il proprio lavoro.

Quattro sono i punti su cui il comparto agricolo pugliese sta rivendicando con forza i propri diritti. Innanzitutto la richiesta dello stato di calamità per le gelate di inizio 2018, un danno stimato circa 600 milioni di euro, per cui era stato assicurato - ma poi non messo in pratica - un decreto “blindato” ad hoc. Poi la xylella, «il problema dei problemi», la terribile piaga che ha ormai raggiunto la provincia di Bari. Infine Psr e Pac, con la necessaria richiesta di aggiunta di risorse e una divisione secondo il principio molto semplice per cui chi crea più occupazione deve avere di più.

L’appuntamento ruvese è solo il primo di una serie di assemblee e di presídi che toccheranno le principali città coinvolte: Corato, Andria, Bitonto..., per giungere a una grande mobilitazione che si terrà il prossimo 14 febbraio, giorno di San Valentino, a Roma. «Così dimostriamo il nostro amore per la terra. Sarà mobilitazione nazionale, bisogna salvare realmente l’olivicoltura italiana - conclude Spagnoletti Zeuli -. Serve un decreto con risorse reali ed una serie di interventi per rilanciare uno dei settori più importanti dell’agricoltura italiana».

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