Per sottolineare un'importante ricorrenza: l'anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata dall’Assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948

″Umanamente 70 anni dopo″, per continuare a dire «no alla guerra»

Un variegato programma di musica, arte, teatro, cinema e significative letture condivise. Gli eventi proposti si svolgeranno in spazi pubblici e privati

Attualità
Corato venerdì 07 dicembre 2018
di La Redazione
Diritti umani
Diritti umani © n.c.

Con “Umanamente 70 anni dopo” per un’intera settimana di appuntamenti - dal 10 al 17 dicembre - il Presidio del Libro di Corato, il Punto Pace Pax Christi e l’Interassociativo Rete Attiva puntano sottolineare un'importante ricorrenza: l'anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata dall’Assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.

Un documento agile ed esplosivo fin dal suo preambolo, in cui si sottolinea che «il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo». Immediatamente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, già nell’aprile del 1945, i delegati di 50 paesi con ottimismo e speranza affermavano: «noi popoli delle Nazioni Unite siamo determinati a preservare le generazioni future dal flagello della guerra, che già due volte nella nostra vita ha portato indicibili sofferenze all’umanità».

“Umanamente 70 anni dopo” proporrà un variegato programma di musica, arte, teatro, cinema e significative letture condivise. Gli eventi proposti si svolgeranno in spazi pubblici e privati e tutti sono invitati a partecipare: «per sentirci comunità coesa che nei valori della solidarietà e dell’accoglienza riconosce le fondamenta del proprio vivere democratico. Sappiamo bene tutti quanto queste speranze si siano molto spesso infrante, scontrandosi con logiche di potere, sfrenata corsa agli armamenti, sofferenze immani per intere popolazioni, devastazione di territori e distruzione di città e villaggi - scrivono gli organizzatori - Un’umana tragedia contemporanea, che non può lasciare indifferenti».

Il programma

10 dicembre ore 19.00 al Open Space-viale Ettore Fieramosca
“Diritti umani a rischio? Riflessioni tra reale e surreale” a cura del regista Michele Pinto (Morpheus Ego) e Francesco Martinelli (coordinatore degli allievi del Centro di Orientamento ed Educazione Teatrale). Versi e brani a tema precedono la proiezione del cortometraggio distopico “Project M”.

11 dicembre ore 19.00 nella Fondazione De Benedittis-via M.R. Imbriani, 35
“Frontiere di umanità”: Lettura condivisa da Leogrande, Bartolo e Dachan a cura del Presidio del Libro con la partecipazione dei Donatori di voce_Coordinamento di Clementina Abbattista e Serena Petrone.

12 dicembre ore 11.00 nel Liceo Artistico Federico II- Stupor Mundi
“Disegni dalla frontiera”: Francesco Piobbichi, impegnato in Mediterranean Hope, incontra studenti e docenti a cura del Presidio del Libro e del Punto Pace Pax Christi.

13 dicembre ore 18.30-23.00 in Piazza Abbazia
“Riaccendiamo i diritti” Danze, proiezioni, flash mob e musiche dal vivo a cura di Associazioni in rete e studenti delle Scuole Secondarie di II° grado. Coordinamento di Daniela Maggiulli.

15 dicembre ore 18.30- 20.30 nella Biblioteca Comunale “M. R.Imbriani”
Tavola rotonda: “La libertà di stampa. Il diritto e il dovere di informare”
Interventi di Giampaolo Balsamo, Giuseppe Di Bisceglie, Cenzio Di Zanni, Fabio Ferrante e Marina Labartino. Coordinamento di Tiziana Di Gravina.

17 dicembre ore 19.00 nel Centro Aperto Diamoci una Mano “Dal 1938 al 1948: dalle leggi razziali alla carta dei diritti”
Percorso storico a cura di Roberto Tarantino.
Visioni di futuro e utopie attraverso le testimonianze di Cardenia Casillo, Kader Diabate e Giuseppe Maldera. Coordinamento di Felice Addario.
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I commenti degli utenti
  • salvatore di gennaro ha scritto il 07 dicembre 2018 alle 06:53 :

    Continuando il discorso, quali sono poi questi "doveri"? Si possono concentrare in due semplici principii: rispettare il prossimo, l'ambiente, le leggi; mettere al mondo figli con coscienza, specie quando già si sa che le circostanze pregresse ed attuali li porteranno ad affrontare grossi ostacoli, nella vita. Questo, in assoluto. Poi ci sono i corollari, fra i quali, per me, il più rilevante è, riguardo a noi: rispettare l'impegno e i sacrifici dei nostri avi, evitando di distruggere l'essenza dello Stato, la nostra lingua, la nostra cultura. Analizzando ciò che accade, ora avviene tutto il contrario. Rispondi a salvatore di gennaro

  • salvatore di gennaro ha scritto il 07 dicembre 2018 alle 06:35 :

    Le "speranze che si infrangono" contro logiche di potere ed altro, indicano il non voler aprire gli occhi su come, per natura, è fatto l'uomo: egoista, prepotente, guerrafondaio, distruttore. Il desiderare ostinatamente cambiare tali inclinazioni, mentre si dovrebbe fare in modo di "addolcirle", ha portato al fallimento di ogni iniziativa volta a tal fine. Nella mia vita poi, ho sempre garbatamente eluso ogni genere di lodi sul lavoro, giustificando la mia riluttanza col fatto che quello era solo il mio "dovere". Ecco il punto, che ci dimostra come socialmente non riusciamo più a fare alcun passo in avanti, ma anzi, stiamo regredendo: si parla ovunque sempre esclusivamente di "diritti", mai di "doveri". Quando vi sarà un'inversione di tendenza, lì starò io, ad attivarmi e a collaborare. Rispondi a salvatore di gennaro