​L’intervista

Corato-Londra, solo andata: chef Gaetano Farucci a capo della brigata “Le Gavroche”

Ha 29 anni e gestisce la brigata di 18 persone del ristorante francese di Michel Roux a cui sono state assegnate due stelle Michelin, icona dei ristoranti stellati a Londra

Attualità
Corato mercoledì 17 ottobre 2018
di La Redazione
Corato Londra solo andata: chef Gaetano Farucci a capo della brigata “Le Gavroche”
Corato Londra solo andata: chef Gaetano Farucci a capo della brigata “Le Gavroche” © CoratoLive.it

Quella di Gaetano Farucci è la storia di un migrante, di un coratino che non ha ancora compiuto trent’anni ma può già raccontarne tante. È un simbolo delle eccellenze che partono portando in valigia sogni da realizzare, la volontà di impegnarsi e affrontare sacrifici e rinunce.

CoratoLive.it l’ha raggiunto telefonicamente dopo aver appreso dai siti londinesi quanto è stato in grado di farsi valere: è diventato head chef del ristorante stellato “Le Gavroche”. Una notizia che trova conferma proprio nelle parole dell’amministratore del noto ristorante, Michel Roux Jr: «sono felice che Gaetano prenderà le redini di “Le Gavroche”. Negli ultimi cinque anni, ha dimostrato di essere uno chef eccezionale, un dipendente dedito al lavoro e un grande mentore per i nostri giovani chef. Non vediamo l'ora di vedere cosa porterà in cucina nel suo nuovo ruolo».

Dall’istituto alberghiero di Molfetta fino a Londra. Quali sono le tappe principali di questo “viaggio”?
«La tappa più importante è stato l’inizio della mia carriera, il Carlo’s di Corato: 12-13 anni fa era un locale top in città. La mia seconda casa, se non la prima. Appena diplomato, nel 2007, sono partito per Venezia. Anche se non mi piaceva vivere lì, è stata una bella tappa: ho iniziato a lavorare in una cucina dove le regole e la disciplina erano “alla base della sopravvivenza”.

E poi ricordo con grande piacere i quattro anni che ho trascorso in Valtellina con lo chef Fernando Bassi: per 24 mesi ho lavorato in un albergo ristorante a Livigno e per altri due anni in un ristorante a Bormio. Bassi per me è stato il mentore per eccellenza, colui che mi ha spronato a fare sempre di più. A volte, lo ammetto, sono arrivato ad odiarlo, ma ora posso solo ringraziarlo. Mi ha spronato a partecipare anche a due edizioni della competizione “Cuoco dell’anno” nella città di Erba e per due anni consecutivi ho vinto la medaglia d’argento (CoratoLive.it all'epoca raccontò questo traguardo, clicca qui per rivedere le foto).

Non posso tralasciare infine quel giorno di settembre del 2012 in cui, sempre lui, ha deciso che era arrivato il momento di lasciare l’Italia e mi ha messo in contatto con uno chef che mi ha aiutato a trovare lavoro a Londra, in un ristorante italiano per 6 mesi. Ci sono rimasto poco perché non stavo imparando l’inglese come avrei voluto: ho fatto il grande salto verso “Le Gavroche”, il ristorante francese di Michel Roux a cui sono state assegnate due stelle Michelin. È l’icona dei ristoranti stellati a Londra, pensavo “non mi prenderanno mai” invece mi hanno offerto la posizione di commis chef, l’ultima “del carro”. Avevo già 25 anni e un bel po’ di gavetta già fatta ma ho deciso di mettermi in gioco ed accettare la sfida con me stesso, sono ripartito dall’inizio e eccomi qui dopo 5 anni: dal primo settembre 2018 sono il nuovo Head chef del Le Gavroche, sono passato dall’ultima posizione alla prima, gestisco una brigata di 18 persone in un ristorante stellato. Ho lottato e combattuto per raggiungere questo risultato e ora sono alle prese con nuovi menu stagionali da proporre e creare, con il nuovo personale da reclutare e con tutte le altre sfide del caso».

Cosa rappresenta per te “Le Gavroche”?
«Per me ora è tutto quello che ho desiderato, mi sento parte della famiglia Roux che gestisce questo ristorante da 51 anni: è un onore. La mia esperienza è una testimonianza della straordinaria formazione e delle opportunità offerte allo staff di questo ristorante. Adesso il mio unico obiettivo è dimostrare che questa nuova posizione è adatta per me, non voglio deludere chi ha creduto in me».

E a Londra non sei più solo...
«Esatto. Un mese fa ho sposato Marilena, anche lei coratina, mi ha raggiunto a Londra. Abbiamo comprato casa qui. Lei, grazie agli studi fatti in Italia, ha trovato lavoro in un asilo qui a Londra. Almeno per il momento non pensiamo di “tornare in patria”, qui stiamo bene».

A parte te, arriva “un po’ di Puglia” in cucina?
«Poca purtroppo, perché è un ristorante Francese e si fa fatica a combinare le due cose. Quando cucino per me e Marilena, lo ammetto, punto tutto sulla pasta: sono sempre italiano. Al ristorante invece amano molto le mie terrine: vi aspetto per farvele assaggiare!».

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