Il convegno realizzato nel pomeriggio di domenica scorsa nel padiglione Nuova Hall in cui la onlus occupa anche la postazione numero 24

In Fiera il convegno di "Amore a Quattrozampe": «Il canile non è la soluzione al randagismo»

«L’opera di educazione dei cittadini e di sensibilizzazione alla sterilizzazione deve essere certosina: è l'unico rimedio alla proliferazione abnorme, prima causa del randagismo che costituisce una grave emergenza»

Attualità
Corato martedì 11 settembre 2018
di La Redazione
L’associazione Amore a Quattrozampe durante l'incontro nella Fiera del Levante
L’associazione Amore a Quattrozampe durante l'incontro nella Fiera del Levante © CoratoLive.it

“Randagismo: volontariato consapevole e ruolo delle istituzioni”. È questo il titolo scelto dall’associazione Amore a Quattrozampe di Corato per il convegno realizzato nel pomeriggio di domenica scorsa nell’ambito della 82a edizione della Fiera del Levante.

L’iniziativa era inserita nel programma del Meeting del Volontariato, organizzato dal Csv San Nicola, e si è svolta nel padiglione Nuova Hall in cui la onlus occupa anche la postazione numero 24.

Relatori del convegno sono stati Domenico Molinini, Annalisa Balducci e Paola Carrieri, rispettivamente presidente, vice e segretaria dell’associazione; Giuseppe Loiodice vice comandante della Polizia Locale di Corato.

Molinini ha aperto il convegno con «una riflessione sul volontariato, supporto alle istituzioni pubbliche, non loro sostituto. Si è soffermato sulle buone pratiche sul randagismo, sul ruolo dei volontari e sulla necessità di una loro formazione utile a evitare errori nel rapporto con i cani; sull’errore di considerare il canile come luogo dove portare qualsiasi randagio non riconoscendo i cani, cuccioli compresi, che non avendo alcun rapporto con l’uomo, sono fobici e non dovrebbero mai essere prelevati dal luogo dove stanziano; bisognerebbe limitarsi a tutelarli, a meno di non essere etologi in grado di attuare un processo teso a instaurare un rapporto di fiducia nell’uomo visto con terrore e considerato un predatore dal quale fuggire».

Molinini ha aggiunto inoltre che «l’obiettivo da perseguire è il reale benessere del cane che, se detenuto in canile e giudicato recuperabile da chi abbia le dovute competenze per esprimere tale giudizio, consiste nel suo reinserimento controllato nel territorio o nell’adozione consapevole in famiglia, unico sistema per arginare il fenomeno dell'abbandono.

Nonostante la buona legge 281/91, le istituzioni spesso sono assenti. Oltre 1500 Comuni italiani non ottemperano la legge, poiché non hanno un canile comunale, oppure una convenzione con un canile consortile. Per ogni animale chiuso in un canile il Comune di riferimento spende tra i cinquecento e i mille euro l’anno.

Ciò non toglie che in tantissimi casi i cani siano malati, malnutriti o denutriti, prigionieri in gabbie dalle quali spesso non escono, neppure come prescritto, per le operazioni di pulizia. Dovrebbero godere invece quotidianamente di ore trascorse in ampi spazi, le aree di sguinzagliamento.

Per non parlare di collusioni, di illegalità consolidata, di gruppi criminosi impuniti. In una parola, di reati contro gli animali, che aprono scenari complessi dove si scopre anche uno stretto legame tra la violenza sugli animali e quella sulle persone.

Parlare di randagismo significa non ignorare che il mondo del volontariato è come il nostro satellite: ha una faccia nascosta, fatta di gente che vuole e riesce a lucrare creando un vero e proprio mercato. È gente, questa, che non intende vivere per il volontariato, bensì dal volontariato».

È toccato a Loiodice sviluppare il tema della competenza dei Comuni in materia di regolamenti e di sanzioni amministrative elevate in conseguenza delle violazioni alle norme regolamentari. Prendendo spunto dal Regolamento del Comune di Corato in materia di “Mantenimento, Protezione e Tutela degli Animali”, il vice comandante ha parlato dell’importanza di collaborazione tra l’Ente Locale, la Asl - Servizio Veterinario e le Associazioni di Volontariato: «bisogna stare molto attenti a coloro che vivono “dal” volontariato, e privilegiare il rapporto con chi vive “di” volontariato». Nel suo intervento ha presentato le norme regolamentari per la protezione della fauna, degli animali domestici e, in particolare, per il mantenimento dei cani. I divieti specifici previsti poi, sono finalizzati a una corretta convivenza tra persone e animali, al rispetto del decoro urbano e della quiete pubblica.

La vice presidente Annalisa Balducci ha raccontato della nascita dell’associazione, della iniziale attività di volontariato, delle esperienze e della crescita acquisita negli anni in termini di competenza giuridica e fattuale. Tutto è riversato nelle varie situazioni che un'associazione di volontariato animalista si trova a dover affrontare.

Annalisa Balducci ha illustrato le varie tappe - burocratiche e relazionali - che costituiscono l’iter delle adozioni: dai vari colloqui conoscitivi alla compilazione di un articolato questionario da parte del candidato adottante fino all’affido dell’animale passando per documenti e autorizzazioni della pubblica amministrazione e della Asl veterinaria.

«Certosina deve essere l’opera di educazione dei cittadini e di sensibilizzazione alla sterilizzazione - ha aggiunto - unico rimedio alla proliferazione abnorme, prima causa del randagismo che costituisce una grave emergenza, una vera e propria piaga che affligge il Meridione d’Italia».

Paola Carrieri ha posto in evidenza «l’importanza di essere un’associazione che dialoga con tutte le figure coinvolte col fenomeno del randagismo: amministrazioni comunali, Asl, gestori dei canili. Per cambiare anche le piccole cose bisogna essere mossi dall’amore ma anche da una consapevolezza e conoscenza del problema in tutte le sue sfaccettature, soprattutto legislative. Serve formarsi sulla natura profonda dell’oggetto del volontariato animalista per non creare circoli viziosi e giungere alla risoluzione del problema». Dopo aver illustrato il percorso che da semplice volontaria l’ha portata a intraprendere un serio cammino di formazione per l’approccio e la gestione dei cani di canile, ha concluso dicendo: «per fare qualcosa di realmente costruttivo, bisogna guardare la situazione dalla prospettiva degli animali che salviamo, per inserirli in un contesto adeguato alle esigenze etologiche di ciascuno».

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I commenti degli utenti
  • Luigi Cialdella ha scritto il 11 settembre 2018 alle 22:36 :

    Ho avuto spesso e personalmente in occasione di contatto con associazioni di “animalisti”, con dici spesso troppo invadenti ed esaltati. Credo sia opportuno che sia presa seria considerazione della materia del volontariato, perché spesso soggetti del genere si mostrano poco avvezzi al dialogo con modi di fare che rasentano in molti casi necessità di adire le vie legali proprio bei loro confronti. A mio modesto parere tutta la cosa da rivedere. Rispondi a Luigi Cialdella