Un’occasione per entrare nel merito degli aspetti più importanti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sia per gli enti locali che per le imprese

Pnrr, Comune e imprese insieme per «riprogettare Corato»

​È l’obiettivo a cui puntano l’amministrazione comunale, la Fondazione Cannillo e l’Aic. Nella sala verde del Palazzo di Città, lo hanno dichiarato per presentare il convegno in programma il 4 febbraio

Attualità
Corato venerdì 14 gennaio 2022
di La Redazione
Comune e imprese insieme per «riprogettare Corato»
Comune e imprese insieme per «riprogettare Corato» © CoratoLive.it

«Partire dalla visione della città che vogliamo, per utilizzare al meglio gli strumenti che il Pnrr mette a disposizione». È questo l’obiettivo a cui, all’unisono, puntano l’amministrazione comunale, la Fondazione Cannillo e l’Aic, associazione degli imprenditori coratini. Questa mattina, nella sala verde del Palazzo di Città, lo hanno dichiarato ai microfoni dei giornalisti intervenuti in conferenza stampa per presentare ufficialmente il convegno in programma il 4 febbraio, intitolato "Il Pnrr: una sfida per la crescita del Sud". Un’occasione per entrare nel merito degli aspetti più importanti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sia per gli enti locali che per le imprese. 

«È il primo passo sulla strada della collaborazione concreta ed efficace» ha commentato l’assessore allo sviluppo economico Concetta Bucci. «Mettiamo sul tavolo sia le prospettive che le criticità e partiamo dalla formazione, sia per la pubblica amministrazione che per le aziende». «Non a caso - ha aggiunto il sindaco Corrado De Benedittis - il convegno è pensato in tre momenti, dal mattino alle 9 fino al pomeriggio alle 18, nel teatro comunale. Oltre a parlare del sistema di programmazione degli enti locali e delle imprese, si andranno ad esaminare anche gli strumenti operativi a disposizione per gettare delle basi solide che consentano di passare dalla teoria alla pratica».

«La vera sfida - ha proseguito il primo cittadino - è cominciare a pensare a Corato come una città, non più come paese. Ne abbiamo le potenzialità. Sappiamo quali sono le difficoltà che abbiamo: la burocrazia (esatto contrario della velocità) e carenza di personale. Per questo serve una partnership tra pubblico e privato, a partire dalla progettazione. In che termini? Lo dice già il Pnrr. Inoltre non va dimenticato che ci sono anche tanti altri “strumenti” di finanziamento: dobbiamo fare attenzione a non farceli sfuggire. Le cose da fare sono tante. Vanno riprogettate molte cose, l’extramurale e l’illuminazione pubblica per esempio. È la grande sfida che dobbiamo riuscire a cogliere per consegnare a tutti una città che si possa definire europea. Da soli, di sicuro, non ce la si fa. Facciamolo insieme».

È un’organizzazione “a più mani” quella del convegno del 4 febbraio, che affonda le sue radici in un incontro avvenuto alcuni mesi fa. «Verso la fine dell’estate scorsa - afferma Franco Cannillo - ho inviato una lettera aperta all’amministrazione, da libero cittadino e imprenditore, per condividere una situazione che a mio parere da tempo si è radicata nel territorio. Ritengo che questa città abbia delle eccellenze imprenditoriali che non sempre vengono premiate per la loro attività dagli organi politici di riferimento, Regione e Stato in primis. È necessario, invece, fare sistema per sentirci tutti più rappresentati. Il sindaco mi ha invitato per un incontro e ci siamo scambiati delle opinioni; in quella circostanza ho suggerito l’idea di organizzare un convegno sul Pnrr, proprio quello che andremo a vivere il 4 febbraio.

Per questa, come per tante altre forme di finanziamento, è necessario avere una struttura in grado di partecipare ai bandi e raggiungere l’obiettivo. L’Europa ci dà la cassetta degli attrezzi ma tutti insieme dobbiamo capire come utilizzarli. Il secondo obiettivo che ci siamo prefissati è quello di creare un protocollo sottoscritto dalle imprese della città che punti alla progettazione delle infrastrutture necessarie per la zona industriale: anche su questo il sindaco ci ha assicurato la collaborazione dell’amministrazione. In ultimo, non certo per importanza, c’è l’idea di investire sulla formazione del capitale umano: il mercato del lavoro chiede sempre di più figure professionali che siano all’altezza delle imprese 4.0 e il Pnrr dà la possibilità di investimenti in tal senso; si potrebbe per esempio creare in città un istituto tecnico superiore dedicato».

In prima linea nell’organizzazione del convegno anche l’Aic. «Ci teniamo a fare la nostra parte» ha affermato il presidente Franco Squeo. «Il Pnrr è destinato a segnare il prossimo decennio. Ci aspettiamo un grande cambiamento strutturale e imprenditoriale, dovremo puntare moltissimo sulla formazione. Sia nel campo privato che in quello pubblico. Oggi in tante aziende mancano molte figure professionali adeguate: dobbiamo parlarne anche con le scuole affinché si costruiscano dei percorsi mirati. L’auspicio è che si approvino delle riforme adeguate relative alla gestione dell’attività imprenditoriale, per ridurre al minimo i rallentamenti generati dalla burocrazia.

A volte accumulare dei ritardi nei processi di investimento significa vanificare lo sforzo fatto: quando possa troppo tempo tra la progettazione e l’esecuzione si rischia di vanificare i risultati dell’operazione. Nella zona industriale per esempio, bisogna fare spazio a nuove opportunità: stiamo studiando la possibilità di creare delle comunità energetiche, lavorando nel rispetto dell’ambiente e con l’obiettivo di essere autonomi anche nella produzione dell’energia. Tutti speriamo che il convegno del 4 febbraio, anche in tal senso, sia solo la prima tappa per una collaborazione continuativa ed una progettualità spiccata».

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I commenti degli utenti
  • franco ha scritto il 16 gennaio 2022 alle 17:03 :

    il PNRR non risolve i guai del paese ITALIA almeno per adesso così come non si deve dare l'assalto alla diligenza da parte di chiunque-oggi siamo già alle lamentele giuste e dovute della mancanza di ogni e qualsiasi fonte energetica nel nostro paese- cme se dimenticassimo che proprio questi motivi hanno contribuito a creare l'animuspugnandi ed espansionistico della prima metà del 1900 quando abbiamo "dovuto" occupare dei paesi dell'Africa per riicavarne soprattutto fonti energetiche( petrolio in Libia ecc ecc) adesso credo sia giunto il momento giusto per ritornatre a farci di nuovo conoscere nel mondo come MANUFATTURIERI di altissimo livello e farci rispettare ed ammirare come lo siamo stati per decenni-così a CORATO si continui a garantire l'artigianato industriale certo e di livello Rispondi a franco

  • Pino Rana ha scritto il 16 gennaio 2022 alle 17:03 :

    Riunioni di volponi ! Strage di galline ! Rispondi a Pino Rana

  • michele tarantini ha scritto il 15 gennaio 2022 alle 11:17 :

    Buongiorno, complimenti per l'iniziativa. Ricordo che il pnrr è fatto a debito principalmente ed anche con soldi a fondo perduto. Significa che i soldi vanno utilizzati non a tutti i costi ma solo se potenzialmente generano un ritorno maggiore del debito effettuato. Ottima l'iniziativa del nuovo istituto tecnico ; mi permetto di suggerire iniziative che portino nelle scuole il tema della educazione finanziaria. L'Italia(ed anche corato) è un paese di grandi risparmiatori però a differenza di Francia e Germania non si fa questa materia nella scuola e questo genera disastri come la popolare di bari. Il ritorno in termini economici sarebbe altissimo perché si assotigierebbe il divario tra classi sociali che purtroppo si sta creando. Rispondi a michele tarantini

  • Falco Maria ha scritto il 15 gennaio 2022 alle 09:20 :

    La delusione è immensa e in tutti i campi . È bastata una lettera per entrare nel pollaio ? Che l'amministrazione faccia il suo lavoro sperando che ne abbiano le capacità. Gli amministratori non si facciano dominare da chi sono stati sempre i loro avversari. Rispondi a Falco Maria