Torniamo a parlare di "consumo di suolo", definizione con cui si intende un incremento della copertura artificiale di terreno, legato alle dinamiche insediative

Sviluppo sostenibile: a Corato diminuiscono i residenti, ma aumenta il "suolo consumato"

L'ultimo rapporto del Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente (SNPA), diffuso dal Sole 24 Ore, ha fornito i dati relativi all'incremento netto di suolo consumato nelle città dal 2006 al 2020

Attualità
Corato venerdì 14 gennaio 2022
di La Redazione
Corato vista dall'alto
Corato vista dall'alto © Vittorio Quinto

Le attività dell'uomo continuano a erodere terreno. Dappertutto, Corato inclusa. Torniamo a parlare di "consumo di suolo", definizione con cui si intende un incremento della copertura artificiale di terreno, legato alle dinamiche insediative. Un processo prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici e infrastrutture, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio.

L'ultimo rapporto del Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente (SNPA), diffuso dal Sole 24 Ore, ha fornito i dati relativi all'incremento netto di suolo consumato nelle città italiane, mostrando come questo parametro sia variato dal 2006, primo anno per cui SNPA ha raccolto dati, fino al 2020, ultimo anno per il quale sono a disposizione numeri completi. Secondo il rapporto, dal 2006 al 2020 Corato ha visto aumentare il proprio suolo consumato di 69 ettari, passando da 1.684 a 1.753 ettari, pari allo 0.4%. A questi dati si aggiungano quelli già raccolti e pubblicati nei mesi scorsi relativi al suolo consumato a Corato nelle aree a rischio frane e in quelle a rischio idrogeologico. Nei dintorni la situazione è simile a Ruvo (aumento dello 0.3%), Andria (0.3%), Terlizzi (0.5%) mentre sale ancora a Bisceglie (0.9%) e Trani (1.4%).

Si potrebbe facilmente pensare che il consumo di suolo cresca con l'aumento della popolazione. Di norma, infatti, più persone portano a più case, edifici, palazzi e costruzioni: in questo caso si fa riferimento al “consumo marginale di suolo”, ovvero il rapporto fra suolo consumato netto e variazione della popolazione. Il rapporto, però, sottolinea che «il legame tra la demografia e i processi di urbanizzazione e di infrastrutturazione non è diretto e si assiste a una crescita delle superfici artificiali anche in presenza di stabilizzazione, in molti casi di decrescita, dei residenti». Proprio ciò che accade anche a Corato dove, secondo i dati Istat, negli ultimi otto anni si è verificata una diminuzione di circa 1.200 residenti, passando dai 48.511 del 2013 ai 47.316 del 2020. Non a caso, uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile riguarda il rapporto fra consumo di suolo e movimento demografico e prescrive che il primo non debba superare il secondo.

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I commenti degli utenti
  • Michele.quercia ha scritto il 14 gennaio 2022 alle 22:41 :

    Corato è pieno di case inabitate, in posizioni scomode e senza alcun parcheggio auto nei paraggi. La gente si sposta in periferia. Rispondi a Michele.quercia

  • Maryo ha scritto il 14 gennaio 2022 alle 08:09 :

    Sarebbe opportuno un censimento di appartamenti e case inabitate a Corato, così da promuoverne la messa a disposizione. Il centro strorico, ma anche zone di recente costruzione sono spesso abitate a metà. Rispondi a Maryo