A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti è anche l’intero sistema agroalimentare

Carburanti: schizzano i costi per trasporti ed energetici

È quanto afferma la Coldiretti Puglia, sulla base dei dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica sugli effetti del record dei prezzi di gasolio e benzina

Attualità
Corato mercoledì 27 ottobre 2021
di La Redazione
Distributore di carburante
Distributore di carburante © n.c.

Salgono ancora i prezzi dei carburanti che schizzano in modalità self service a 1,746 euro al litro per la benzina, a 1,608 euro per il gasolio e a 0,826 euro per il Gpl, quando l’85% dei trasporti commerciali avviene per strada, con un effetto valanga sulla spesa e un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli energetici. È quanto afferma la Coldiretti Puglia, sulla base dei dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica sugli effetti del record dei prezzi di gasolio e benzina. L’aumento è destinato a contagiare l’intera economia perché se salgono i prezzi del carburante si riduce - sottolinea la Coldiretti - il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi, mentre aumentano i costi dell’energia per imprese e famiglie. 

A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti - continua la Coldiretti regionale - è anche l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere fino dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura secondo una analisi della Coldiretti su dati Ismea. L’impennata del costo dei carburanti spinge al raddoppio la spesa per le semine autunnali con gli agricoltori che - spiega la Coldiretti Puglia - sono costretti ad affrontare rincari fino al 50% per le operazioni colturali che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione. Il rincaro dei costi energetici riguarda anche il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’acquisto dei fertilizzanti, per l’essiccazione dei foraggi destinati all’alimentazione degli animali, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne.

Il rincaro dell’energia - continua la Coldiretti regionale - si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi. Le esportazioni di prodotti agroalimentari in Puglia pagano a caro prezzo il gap della logistica, denuncia Coldiretti, che scontano il peso della burocrazia, di prezzi decisamente più alti, di reti che non funzionano. 

«Servono trasporti efficienti sulla linea ferroviaria e snodi portuali e aeroportuali per le merci che ci permettano di portare i nostri prodotti rapidamente da nord a sud del Paese e poi in ogni angolo d’Europa e del mondo visto che la densità delle nostre infrastrutture è più bassa rispetto ad altri Paesi. Basti pensare che ogni 100 km quadrati abbiamo 5,5 chilometri di ferrovie contro gli 11 della Germania. Inoltre serve un task-force che permetta di rimuovere con maggiore velocità le barriere non tariffarie che troppo spesso bloccano le nostre esportazioni», afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Esiste una situazione di oggettiva mancanza di competitività in termini di efficienza e di costi per logistica e trasporti in Puglia dove l’export agroalimentare, oltre agli scambi storici e consolidati verso la Germania, deve essere aiutato ad imporsi in Francia, Polonia, Regno Unito e Svizzera, oltre a Benelux, Scandinavia, Spagna, Albania, Grecia, oltre ai Paesi extra Ue. In questo contesto - afferma la Coldiretti - servono interventi strutturali per dotare l’Italia di una riserva energetica sostenibile puntando sulla filiera del biometano nel quale l’agricoltura italiana è all’avanguardia e che può contribuire al raggiungimento dell’obiettivo europeo del contenimento delle emissioni di gas serra. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) - conclude la Coldiretti - rappresenta in questo senso un’opportunità importantissima per il pieno sviluppo del potenziale offerto del settore del biometano agricolo con l’obiettivo di arrivare alla produzione del 10% di gas rinnovabili nella rete del gas nazionale.

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I commenti degli utenti
  • Ss ha scritto il 27 ottobre 2021 alle 06:55 :

    È sicuramente colpa del sindaco XD Rispondi a Ss

  • Vergogna ha scritto il 27 ottobre 2021 alle 06:24 :

    Di male in peggio…!!!saremo sempre più poveri e gli stipendi rimangono sempre tali…dove finiremo🤦🏻‍♀️🤦🏻‍♀️Poveri noi Rispondi a Vergogna

  • Aldo ha scritto il 27 ottobre 2021 alle 05:30 :

    Ma il pnrr a quante cose deve servire...? Mah... Mi sembra tutta na pagliacciata... Ormai se i potenti han deciso di speculare in questo periodo, andando contro le logiche di mercato, non c'è nulla che li fermerà... E questi continui rapporti con i tanti "si deve, occorre, eco-sostenibilità"... ormai più passa il tempo e più perdono di significato... Possiamo acquistare auto a metano, installare un minilampadina che consuma zerovirgola kilowatt di energia, riempire il terrazzo di casa di pannelli fotovoltaici, piantare migliaia di rotaie sul territorio, comprare milioni di biciclette elettriche (c'è chi senza reddito, poverini, le ha avute gratis), ma ormai la speculazione va oltre tutte queste scelte...l'importante sono le conferenze stampa con le quali si denuncia...Ma il limone ormai... Rispondi a Aldo