Fondamentale nell’opera di prevenzione la recente approvazione da parte del MiTE del Piano di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2020-2024

Piano di prevenzione incendi, il bosco Cecibizzo candidato alla messa in sicurezza

Dai rilievi effettuati dal Reparto Carabinieri Parco sono 12 gli incendi da giugno a settembre scorso e che hanno interessato in totale 135 ettari di bosco: un dato inferiore rispetto al 2020

Attualità
Corato giovedì 21 ottobre 2021
di La Redazione
Incendio nel bosco di Cecibizzo
Incendio nel bosco di Cecibizzo © Gadit

In un’estate dal caldo record e segnata da lunghi periodi di siccità, il sistema di prevenzione e spegnimento incendi attuato dal Parco dell’Alta Murgia ha permesso di contenerne il numero e la relativa superficie boscata percorsa dal fuoco. Dai rilievi effettuati dal reparto Carabinieri Parco, infatti, sono 12 gli incendi da giugno a settembre scorso e che hanno interessato in totale 135 ettari di bosco: un dato inferiore rispetto al 2020 in cui gli ettari bruciati si attestano a 324. A rivelarsi efficace, la sinergia tra più forze in campo che hanno pattugliato di continuo il territorio e spento sul nascere numerosi focolai, spesso di natura dolosa.

«Agendo su più fronti e costruendo sinergie - dichiara Francesco Tarantini, presidente PNAM - abbiamo ridotto notevolmente la superficie boscata colpita dal fuoco. Con la preziosa opera dei volontari e degli agricoltori abbiamo allargato ulteriormente la rete di sentinelle che sorvegliano il territorio, rendendo più efficace l’attività di tutela. Inoltre, da oggi possiamo contare su un piano di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi, essenziale per definire le azioni di contrasto più opportune. Per mettere al sicuro il patrimonio boschivo - conclude Tarantini - ci avverremo del programma Parchi per il clima, grazie al quale ben cinque boschi verranno riqualificati».

Quest’anno le numerose azioni nell’ambito della Campagna antincendio boschivo hanno visto collaborare agricoltori e volontari del parco, impegnati in attività di sorveglianza in supporto dei vigili del fuoco, Arif e Protezione Civile. Tramite avvisi pubblici l’ente ha coinvolto le aziende agro-zootecniche nella segnalazione incendi e nella realizzazione di fasce tagliafuoco, ospitando in loco serbatoi d’acqua e aumentando così i punti di approvvigionamento idrico. Su un altro fronte le associazioni di volontariato, coinvolte tramite convezioni, impegnate a monitorare 12 ore al giorno le aree a elevato valore naturalistico. Fondamentale nell’opera di prevenzione la recente approvazione da parte del MiTE del Piano di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2020-2024, adottato con Decreto Ministeriale n. 313/2021. Il Piano AIB è uno strumento programmatico condiviso con il Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri e con il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, per individuare le criticità e le aree del territorio più vulnerabili, definendo le azioni più adeguate per fronteggiare le situazioni di rischio.

Il Parco dell’Alta Murgia è tra i tredici parchi nazionali ritenuti più critici per gli incendi soprattutto per il particolare clima estivo, tipico dell’ambiente mediterraneo, che aumenta la suscettibilità dei boschi. Per rafforzarne la tutela, l’ente sta attuando interventi di gestione selvicolturale per il recupero delle aree percorse dal fuoco e l’incremento di strutture per contrastarlo efficacemente. Nell’ambito del programma “Parchi per il clima” del MiTe il Parco ha candidato ben cinque boschi a interventi di messa in sicurezza dal rischio incendi: la pineta di Castel del Monte (Andria) e il bosco di Acquatetta (Minervino Murge) i cui lavori inizieranno a fine anno, mentre attendono approvazione da parte del MiTe il bosco Cecibizzo (Corato), il bosco Ovile del Castello-Povera Vita (Gravina) e il complesso boscato di Monte Cucco (Grumo Appula).

Oltre alla riqualifica dei boschi, il programma “Parchi per il clima” prevede un incremento dei punti di rifornimento idrico recuperando cisterne e invasi fatiscenti, l’implementazione di punti di avvistamento da remoto con l’installazione di telecamere e un sistema di analisi satellitare delle aree più sensibili agli incendi.

Lascia il tuo commento
commenti