Il fatto

​Baby gang in azione, gli psicologi: «Famiglie e istituzioni collaborino»

Il commento degli psicologi-psicoterapeuti Daniela Sannino e Antonio Di Gioia in merito all’aggressione avvenuta ai danni di un adolescente a Corato

Attualità
Corato mercoledì 20 ottobre 2021
di La Redazione
Baby gang
Baby gang © n.c.

Passeggiate in pieno centro, in orari di passeggio per famiglie e ragazzi, si trasformano in momenti di terrore a causa di baby gang che girano indisturbate per le vie più trafficate di Corato e di altri Comuni. È di pochi giorni fa la notizia dell'ennesima aggressione ai danni di un 15enne derubato sotto la minaccia di botte, in pieno giorno e in pieno centro. Per la psicologa Daniela Sannino la violenza non è solo la manifestazione dell’aggressività, ma soprattutto dell’affermazione del sé. «Ormai viviamo in un periodo storico in cui prevale l’individualismo» afferma la psicologa. «Il gruppo in adolescenza non sostiene più, non è il contenitore dell’appartenenza che confina e previene disagi, ma si orienta alla logica del super eroe, alla competizione. Molto hanno contribuito le innovazioni tecnologiche, i social, che in pochi anni hanno invaso le nostre vite e le hanno cambiate ulteriormente durante la pandemia, facendo venir meno la differenza fra virtuale e reale, il riconoscimento dei limiti, già difficile nella fase adolescenziale».

Per lo psicologo Antonio Di Gioia le cronache raccontano di continui assedi ai giovanissimi, che spaventano e preoccupano tutti. «Non si può impedire ai ragazzi di uscire e nemmeno pensare che la risoluzione possa esclusivamente essere l’implementazione di interventi di forza pubblica, di reparti speciali, solo di azioni repressive» spiega lo psicologo. «È di fondamentale la necessità che le famiglie e le istituzioni collaborino per riavviare modelli di processi di socializzazione, che promuovano appartenenza, cooperazione ed educhino al riconoscimento dell’alterità, al rispetto, in modo da concretizzare azioni di prevenzione mirate. Non è più il tempo della divisione, dei conflitti, degli attacchi e dei giudizi, ma il momento di far crescere i bambini e i ragazzi con modelli di riferimento diversi e collaborativi, educare alla cooperazione già dalle scuole della prima infanzia, con percorsi di educazione alla socio-affettività».

«Le relazioni sociali hanno un ruolo rilevante nella realizzazione di sé, nella promozione del benessere psicologico» aggiunge la dottoressa Sannino. «Bisogna riumanizzare le persone per promuovere stili di vita improntati a relazioni sociali positive». «I traumi che derivano da azioni che minacciano e sfociano nella violenza provocano, in ogni caso, delle conseguenze come nella vicenda di cui parliamo» conclude Di Gioia. «Il ragazzino derubato si è rifiutato per giorni di uscire di casa, spaventato e terrorizzato. In questi casi è auspicabile l'intervento di un esperto, per superare l'insicurezza e la paura. Chi fa parte di questi gruppi ha soprattutto bisogno di un aiuto serio e continuativo. Per questi ragazzi mostrarsi è l'unica cosa che conta, con qualsiasi mezzo e risultato, tanto è vero che le aggressioni avvengono in orari e luoghi facilmente individuabili».

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I commenti degli utenti
  • Victor ha scritto il 21 ottobre 2021 alle 16:00 :

    Si,mettiamoli al 41 bis, almeno accontentiamo queste persone. Questo è il sistema che abbiamo scelto è queste sono le conseguenze di Padri che non hanno nessuna voce in capitolo. Ai vecchi tempi ti bastonavono in due prima la madre è poi il padre... Rispondi a Victor

  • Franco ha scritto il 21 ottobre 2021 alle 13:13 :

    Se le baby gang sono i figli delle senior gang servono punizioni non trattative. Rispondi a Franco

  • saponetta ha scritto il 21 ottobre 2021 alle 12:22 :

    questa la proposta degli psicologi. io invece direi, da profana beninteso : mettere alle strette le famiglie di provenienza e costringerle a collaborare con le istituzioni per la salvaguardia e l'educazione (rieducazione) della loro prole. e per metterle alle strette intendo metterle alla croce. è il principi dell'omeopatia, contrariis contraria curantur. Rispondi a saponetta

  • Graziano ha scritto il 21 ottobre 2021 alle 10:59 :

    La psicologia va bene ma dopo che li hanno presi e puniti. Non può essere una alternativa alla pena. Rispondi a Graziano

  • Luigi patruno ha scritto il 21 ottobre 2021 alle 06:47 :

    Non sono D'ACCORDO ALLA PSICOLOGIA E ALLA SOCIALIZZAZIONE DI QUESTI INDIVIDUI, VANNO PUNITI E BASTA. Come PURE NON SONO D'ACCORDO SULLA RIABILITAZIONE DI CHI FA GRAVI REATI. VANNO RINCHIUSI IN CARCERE E LASCIATE LORO COSA SIGNIFICA STARE LI. LA DEMOCRAZIA X Questa GENTE NON VA BENE. Rispondi a Luigi patruno

  • Ss ha scritto il 21 ottobre 2021 alle 05:18 :

    No comment.Dico solo figli dannati di genitori scellerati.....i figli della gente perbene non fa’queste cose. Rispondi a Ss