Ieri sera una cerimonia colma di emozione: la targa luccica all'ingresso della scuola come testimonianza di un passato che guarda dritto al futuro

Una targa per ricordare il preside Luciano Tandoi: «Baluardo di cultura ed esempio di vita»

«Un uomo di scuola che ha dato una grande impronta alla comunità e alla cultura coratina. Gli dovevamo questo ricordo perché stato un vero maestro, nell'accezione più nobile del termine» ha detto la dirigente Angela Adduci

Attualità
Corato martedì 12 ottobre 2021
di Giuseppe Cantatore
Una targa per ricordare il preside Luciano Tandoi: «Baluardo di cultura ed esempio di vita»
Una targa per ricordare il preside Luciano Tandoi: «Baluardo di cultura ed esempio di vita» © CoratoLive.it

«Prof. Luciano Tandoi, promotore della cultura, dell'educazione e dell'imprenditorialità». Da oggi chi varcherà la soglia dell'istituto professionale e alberghiero di via Andria - intitolata, appunto, al compianto preside - verrà accolto da questa frase, con accanto il sorriso di chi questa scuola l'ha di fatto creata. È tutto impresso sulla targa dedicata a Luciano Tandoi - dirigente scolastico dell'istituto dal 1987 al 2003 - che ieri sera è stata svelata nel corso di una cerimonia colma di emozione. È stata l'occasione per esprimere un pubblico tributo a quello che Tandoi ha fatto per la scuola e per la città, ma anche per far emergere il ricordo delle tante persone e dei docenti che con lui, gomito a gomito, hanno condiviso il lavoro di quegli anni e che ieri si sono ritrovati tutti insieme come tanti pezzi di una lunga storia.

«Devo davvero tanto al preside Tandoi» ha esordito la dirigente dell'istituto Oriani-Tandoi, Angela Adduci, visibilmente emozionata. «È stato un uomo di scuola che ha dato una grande impronta alla comunità e alla cultura coratina. Gli dovevamo questo ricordo perché stato un vero maestro, nell'accezione più nobile del termine, un baluardo di cultura, un esempio di vita e una guida per ciascuno di noi. Grazie a lui molti di noi, a cominciare da me, hanno accumulato tante esperienze e per questo gli sarò sempre riconoscente. In quegli anni mi ha dato la possibilità di confrontarmi con tante realtà e quando andavo in queste realtà, puntualmente mi si diceva "ah, ma lei viene dalla scuola del preside Tandoi", a testimonianza di quanto la scuola fosse conosciuta in ambito nazionale e non solo. Il preside Tandoi ha, nei fatti, anticipato quello che oggi è un percorso che si fa normalmente, dall'Erasmus, agli scambi tra studenti di diverse nazioni. Ha anche creato l'impresa formativa simulata che all'epoca veniva effettuata solo in 3 istituti in tutta Italia».

«Anche la nascita dell'alberghiero proviene dalle idee del preside Tandoi» ha proseguito Angela Adduci. «Era un suo grande desiderio perchè riteneva che potesse dare una possibilità in più al territorio. Il progetto, però, fu bloccato a causa della sua malattia. Con questo indirizzo siamo quindi partiti nel 2014, davvero per scommessa, perchè ci sembrava doveroso fare qualcosa che a lui sarebbe piaciuto. Anche se lui sicuramente l'avrebbe fatto meglio: dopo ogni passo che facciamo, ci chiediamo se siamo all'altezza del "preside nostro", come continuo a chiamarlo. Ora speriamo che tra qualche anno arrivi la nuova sede del Tandoi, perchè si dia maggiore forza a questa scuola nella quale i ragazzi possono crescere ed essere accompagnati: questo è il grande compito che Tandoi ci ha dato e che noi umilmente cerchiamo di portare avanti».

Sentimenti di gratitudine sono stati espressi dai figli del preside Tandoi, Fabio e Filippo. «Quella di mio padre era un'attività rivolta al servizo del paese e dei ragazzi» ha detto Fabio Tandoi. «Era sempre impegnato a cercare idee nuove e nuovi modi per metterle in pratica. La sua presenza è viva e si vede in modo lampante nel lavoro portato avanti oggi in questo istituto». «Questa scuola era la sua seconda casa, forse persino la prima» ha quindi ricordato Filippo Tandoi. «Non si contano le notti che trascorreva a lavorare per i docenti e gli alunni ed è bello oggi raccogliere tante testimonianze di gratitudine per quello che spontaneamente faceva, spinto da un forte senso del bene comune. Ricordo che l'ultima telefonata che fece, mezz'ora prima di lasciarci, fu per la scuola: questo può dare l'idea della sua passione della sua volontà di donarsi per questo progetto.

«Tandoi ha guardato avanti, seppe cogliere istanze che arrivavano da altri parti del nostro Paese e dall'Europa e volle portarle qui» è stato il pensiero del sindaco Corrado De Benedittis. «La grandezza di questa figura la si capisce da quanto la comunità scolastica è cresciuta. Con lui, l'Ipc innescò un processo di crescita che non si è più fermato: direi che c'è un prima e un dopo il preside Tandoi. Ora è tempo che l'Ipc abbia la sua sede specifica: abbiamo un treno da non perdere per arrivare di qui a qualche anno a realizzare questo progetto per il quale devono fare squadra la scuola, la Città Metropolitana e le forze politiche di tutti gli schieramenti». «Sono stato amico del preside Tandoi e devo molto alla sua famiglia a livello personale» è stato il ricordo del senatore Gino Perrone. «Di lui posso sottolineare non solo il grande lavoro in questa scuola, ma anche l'impegno profuso nella città». Dopo il ricordo di altri docenti e dirigenti che hanno lavorato con Tandoi, come Natalino Petrone e il funzionario del ministero, Spagnoletti, un video ha quindi ripercorso i volti, il lavoro e i traguardi ottenuti nei 16 anni in cui il preside ha guidato l'istituto. Poi, lo svelamento della targa che ora luccica all'ingresso della scuola come testimonianza di un passato che guarda dritto al futuro.

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