Le somme dell'incontro organizzato ieri da Io per Corato al Risto 10

Elettrosmog, Legambiente: «Urge un piano per le installazioni di antenne e tralicci»

Tarantini: «Non si può pensare di "giocare a Risiko" con le antenne e i tralicci. Bisogna studiare le zone e capire dove intervenire. Vanno preservate le zone vincolate e quelle "sensibili"»

Politica
Corato sabato 05 aprile 2014
di Marianna Lotito
Francesco Tarantini
Francesco Tarantini © CoratoLive.it

«Di elettrosmog si parla tanto ma spesso si corre il rischio di dire ciò che sappiamo che la gente vuole sentire. Questa sera invece, grazie a Francesco Tarantini, ascolteremo cosa dice la comunità scientifica a riguardo». Ha esordito così ieri sera il candidato sindaco Renato Bucci nell'incontro organizzato sul tema da Io per Corato, uno dei partiti della coalizione che lo sostiene.

A introdurre la serata e fare gli onori di casa è stato Ettore Bucci che, insieme a Gaetano D'Imperio, ha ringraziato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia e responsabile nazionale del settore elettrosmog per la disponibilità all'intervento.

La «lectio magistralis» di Tarantini, così come alcuni l'hanno definita ieri, è servita a dare un quadro tecnico completo del problema elettrosmog. La disquisizione, supportata dalle slide illustrative, ha consentito al pubblico che ha affollato gli ambienti del Risto 10 di raggiungere una maggiore consapevolezza su quali sono i fattori che generano campi elettrici e magnetici.

Partendo dalla principale distinzione tra onde non ionizzanti (molto meno pericolose) e onde ionizzanti, Tarantini ha illustrato anche un'altra fondamentale differenza: «Ci sono sorgenti di onde elettromagnetiche ego correlate e altre su cui il cittadino non può agire. Per intenderci: tutti gli elettrodomestici, i cellulari, i computer e i tablet che noi utilizziamo sono sorgenti di onde ego correlate su cui noi possiamo, e dobbiamo, agire per moderare il più possibile il contatto diretto con esse».

Per evitare allarmismi è bene precisare un concetto suggerito da Tarantini: «Le onde più dannose sono sicuramente quelle ionizzanti che derivano dai raggi ultravioletti, dai raggi X e gamma e dalla radioattività.

Meno dannose sono invece le onde non ionizzanti prodotte da elettrodotti, antenne redio e dai telefoni cellulari».

In estrema sintesi possiamo dire che sono essenzialmente due i parametri da tenere sott'occhio, da un lato la potenza delle onde trasmesse e dall'altra la vicinanza tra le sorgenti di onde e la popolazione.

Particolarmente interessante uno studio che ha dimostrato che «l'impatto che i cellulari hanno sull'uomo diminuiscono man mano che l'individuo diventa adulto».

«Questo - continua Tarantini - sta a significare che i soggetti più a rischio sono i bambini, soprattutto fino a 5 anni d'età. Pertanto massima accortezza a evitare di tenere il cellulare in tasca o nelle immediate vicinanze del letto, ad usare l'auricolare con le cuffiette e a fare telefonate preferibilmente quando il segnale di ricezione è massimo.

Accade infatti che quando il segnale è basso le onde sono molto più potenti e quindi dannose».

Passando poi alle sorgenti da cui cittadini non possono difendersi, l'attenzione si sposta su antenne, ripetitori e tralicci della corrente.

«In assoluto, ciò che fa più danni sono le antenne radio e tv. A seguire gli elettrodotti.
Negli anni passati Legambiente - ha spiegato Tarantini - ha condotto molte battaglie per far rimuovere antenne e interrare tralicci. Due esempi: l'antenna di radio Selene sul corso che è stata spostata e il traliccio di via Degli Orti che è stato interrato».

«Corato - continua Tarantini - è stato uno dei primi comuni a scrivere un regolamento per gestire questo genere di istallazioni. L'emergenza principale per la città adesso è la realizzazione di un piano per le istallazioni future.

Non si può pensare di "giocare a Risiko" con le antenne e i tralicci. Bisogna studiare le zone e capire dove intervenire. Vanno preservate le zone che hanno dei vincoli e quelle "sensibili", dove ad esempio ci sono scuole, ospedali e case di cura».

Spontanea dal pubblico è arrivata la richiesta riguardo alla posizione di Legambiente sul tema dell'elettrodotto di via Massarenti: «Noi siamo sempre stati per l'interramento - ha risposto con determinazione Tarantini - anche se so che non si farà mai.

Diversi anni fa il comune spese circa 22mila euro per far approntare da Terna il progetto di interramento per la zona. Poi non se n'è fatto più niente.

Attualmente ritengo che la soluzione migliore sia quella di creare un nuovo elettrodotto e non modificare quello che già c'è. La nuova amministrazione dovrà sedersi nuovamente al tavolo della contrattazione con Terna e preoccuparsi subito di un piano di installazioni comunali».

In ultimo molto interessante lo spunto di Tarantini riferito alle antenne: «Farebbero molti danni in meno due antenne con potenza ridotta che una ad alta potenza. E' questo il criterio che bisogna seguire per portare avanti il principio di prevenzione».

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I commenti degli utenti
  • onibas ha scritto il 05 aprile 2014 alle 16:13 :

    votazionn vista!!!!!!!!!!!!!cavallo di battaglia x la politica puntualmente. Rispondi a onibas

  • Paolo Rossi ha scritto il 05 aprile 2014 alle 15:57 :

    Ferma restando l’importanza sull’argomento, per cui ben vengano iniziative come questa, e considerato che nell’articolo si parla di "lectio magistralis", gradirei conoscere le competenze scientifiche di Francesco Tarantini in merito alle onde elettromagnetiche. Vorrei in particolare sapere se ha mai fatto studi approfonditi sull’elettromagnetismo, se è un ingegnere elettronico o un fisico, se valuta con cognizione di causa e coscienza critica le informazioni che riceve e che trasmette. Suppongo (e spero) che l’affidamento della carica di responsabile nazionale del settore elettrosmog sia diretta conseguenza di queste conoscenze, ma non sono riuscito a trovare nulla in merito al suo curriculum su internet. Grazie. Rispondi a Paolo Rossi