Presentato "Identità", un uomo e i suoi limiti, una gabbia, e la sua identità

Girato nel 2007, “identità” è l’ultimo cortometraggio del coratino Angelo Domenico Capogna, pensato e realizzato per la Scuola Nazionale di Cinema.

Cultura
Corato domenica 14 settembre 2008
di Nicolò Marino Ceci
© CoratoLive.it
“La storia di un uomo ‘qualunque’, un personaggio ‘fantoccio’ e della sua vita all’interno dei suoi limiti”; “un’identità che esiste grazie a questo contesto, forgiata fra le ‘sbarre’”; “un connubio fra teatro e cinema”: in una sola parola, “Identitè”.

Girato nel 2007, “identità” è l’ultimo cortometraggio del coratino Angelo Domenico Capogna, pensato e realizzato per la Scuola Nazionale di Cinema.

Alla presentazione ufficiale di qualche settimana fa presso il Corato Executive Center, Capogna ha dichiarato:“nello sviluppo delle dinamiche cinematografiche di questo corto ho voluto muovermi liberamente, a differenza del precedente – Family’s values - che mi ha ‘chiuso’ entro certi limiti che non ho potuto valicare”. Siamo andati a intervistarlo.

“Identità”: ouverture.
Il Cortometraggio “Identità” mi piace pensarlo come un progetto sperimentale, sia al livello delle dinamiche cinematografiche e narrative, sia sul piano del montaggio.

Su quali temi è incentrato?
Una gabbia “comune”: un ospedale, un carcere, una scuola, un manicomio, la società.
E’ l’identità che si costruisce su questi limiti e ne rimane impressa, come l’acqua all’interno di un vaso; ma quando si parla di un uomo, se il vaso si rompe, se non c’è più alcun contenitore, non è detto che l’acqua debba necessariamente cambiare forma...

Dove nasce la scelta di tematiche così introspettive?
Lo spunto lo presi quando lessi un libro in cui c’erano delle interviste a persone uscite dai manicomi in seguito alla Legge Basaglia: tali soggetti continuavano a fare la stessa vita che facevano all’interno di quelle case di cura. Quelle persone infatti, quando si sono di colpo trovate proiettate nella vita, non hanno potuto far a meno di ricostruire e mantenere quei limiti per non perdere quella propria identità.

Quindi?
Con “Identitè” propongo un’analisi dell’identità che vedo come qualcosa che si costruisce su certi limiti e ne rimane impressa, come l’acqua all’interno di un vaso; ma quando si parla di un uomo, se il vaso si rompe, se non c’è più alcun contenitore, non è detto che l’acqua debba necessariamente cambiare forma...

Veniamo all’aspetto tecnico della scenografia.
La scenografia è “minimalista”: una gabbia su fondo nero - realizzato in green screen -
poggiata su un pavimento di legno che potrebbe, a tratti, richiamare un palcoscenico. L’atmosfera è oppressiva, accentuata dai rumori di fondo, un pesante ma al tempo stesso costante vento enfatizzato da un eco, che risalta su ogni minimo movimento del protagonista.

E del montaggio..
In un contesto del genere il montaggio deve essere necessariamente molto lento, per enfatizzare la sensazione di oppressione e “chiusura” che, ci si immagina, dovrebbe provare il protagonista. Inoltre non essendoci il parlato, lo spettatore in un certo senso deve “prendersi i suoi tempi” per conoscere e fare propria la psicologia del personaggio, deve insomma percepire il paradosso che si crea fra il protagonista - sereno e, a tratti, quasi superficiale - e lo sfondo in cui si muove - lento e angosciante -.

Quali sono le sue aspettative di questo cortometraggio?
Ho inviato “Identità” alla Scuola Nazionale di Cinema - l’unica struttura sul territorio nazionale impegnata da oltre settanta anni nella formazione d'eccellenza per le professioni del cinema. Entrare in questa scuola non è affatto semplice. I posti per ogni corso sono molto limitati - fra i sei e gli otto posti - e per usufruirne è necessario passare tre selezioni, di cui la prima consiste nell’analisi di un proprio lavoro.

Quando conoscerà l’esito della prima selezione?
Proprio qualche giorno fa sono venuto a sapere di aver passato questa prima selezione con il corto “identità”, al corso di Montaggio.

E’ la prima volta che tenta di entrare in questa prestigiosa scuola?
No: già l’anno scorso passai la prima selezione al corso di Regia con il corto “Family’s values”, ma purtroppo, non riuscì a superare la seconda selezione, in cui eravamo solo in 24, selezionati in tutta Italia.

Telegramma su questo importante risultato.
Sono molto contento di questo risultato, sopratutto perché identità ha avuto alle spalle un lungo lavoro di postproduzione e ciò vuol dire che questi “sforzi” sono stati apprezzati. Il sedici di questo mese dovrò presentarmi al centro per la seconda selezione, speriamo che andrà bene.
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I commenti degli utenti
  • thepunisher ha scritto il 16 settembre 2008 alle 14:10 :

    Massiccio Massimo con la maglietta dei Darkthrone!!! MOLTO TRUE!!! :-) Rispondi a thepunisher

  • karlkolonn25 ha scritto il 14 settembre 2008 alle 10:21 :

    Bravo Massimo Rispondi a karlkolonn25