Scoperta una riserva di caccia abusiva in località Piano Mangieri

Caccia "autorizzata" nel Parco dell'Alta Murgia

Indagate 45 persone: cacciavano in una zona protetta "coperti" dall'autorizzazione ad addestrare cani

Cronaca
Corato mercoledì 18 maggio 2005
di La Redazione
Quaglie uccise
Quaglie uccise © n.c.

Cacciavano selvaggina in un'area protetta dell'Alta Murgia, per questo circa 45 persone sono ora indagate con l'accusa di violazione della normativa sulle zone protette e di violazione della norma sulla caccia, essendone in vigore in questo periodo il divieto. La scoperta è avvenuta in una zona di circa 50 ettari di Corato, in località “Piano Mangieri”, facente parte delle cosiddette Zps, Zona a Protezione Speciale del Parco, in cui è fatto divieto assoluto di cacciare o solo disturbare in qualche modo gli animali e di introdurre armi.

Invece a quanto pare la stessa zona era abitualmente luogo di ritrovo di cacciatori appassionati,  iscritti ad un club privato. Una decina di loro, accompagnati da cani da caccia, è stata colta in flagrante dal Corpo Forestale di Corato, allertato da alcuni spari in pieno giorno, che ha eseguito un blitz nella zona sequestrando armi, munizioni, quaglie morte e la stessa area utilizzata per la battute di caccia. Tuttavia i gestori del Club hanno rivendicato come legittima la propria attività in quanto muniti di  autorizzazioni da parte della Regione e della Provincia. In effetti la zona è registrata come Zac, cioè come Zona di Addestramento Cani, e l'associazione cui sono iscritti gli indagati risulta un comitato di gestione della Zac. L'autorizzazione ad addestrare cani, secondo gli inquirenti, non legittima tuttavia l'attività effettiva svolta dai soci, consistente invece in una vera e propria attività di caccia (per lo più di quaglie) in una zona proibita.

Il Procuratore della Repubblica di Trani, Antonio Savasta, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari la convalida del sequestro dei 50 ettari utilizzati per la caccia, nel frattempo le indagini si allargano anche a uffici della Regione e amministrazioni locali che avrebbero concesso delle autorizzazioni per svolgere delle attività, come quella di addestramento, comunque assolutamente non possibile in una Zps. Indagato risulta anche una guardia giurata volontaria, nominata dalla Provincia e preposta alla vigilanza della stessa area,  che non solo non averebbe denunciato il fatto ma avrebbe partecipato addirittura in prima persona alle battute di caccia.

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