Le lastre sono state abbandonate «di notte, in stradine carrozzabili dell’Alta Murgia. A due passi da due importanti masserie la cui produzione vitivinicola è famosa in tutto il mondo»

Amianto sulla murgia. Le Guardie per l’ambiente: «Serve vigilanza seria e competente»

«L’assenza di controlli oggi è lampante. Sembra che alle istituzioni non interessi la tutela del territorio e della natura. Troppo impegnate nel preparare sagre e concerti» scrivono le Guardie

Cronaca
Corato martedì 28 luglio 2015
di La Redazione
Amianto sulla murgia
Amianto sulla murgia © n.c.

«Organizzati e preparati. Chi ha scaricato le tante lastre di amianto sapeva esattamente cosa faceva e perché lo faceva. Di notte, in stradine carrozzabili dell’Alta Murgia. In pieno parco nazionale. A due passi da due importanti masserie la cui produzione vitivinicola è famosa in tutto il mondo». E’ questa la descrizione che le Guardie per l’ambiente fanno pensando a chi ha abbandonato illecitamente delle lastre di amianto sulla Murgia.

«Durante la stagione estiva – spiegano - aumenta il fenomeno dell’abbandono di rifiuti speciali. Sono tanti, non fa differenza che siano piccoli o grandi. Testimoniano sempre il poco impegno a voler fermare questa cattiva abitudine. Un impegno che può essere affrontato solo con un’attività di vigilanza seria e competente, non in maniera estemporanea o limitata a sedare o ammorbare un momento.

L’assenza di controlli oggi è lampante. Sembra che alle istituzioni non interessi la tutela del territorio e della natura. Troppo impegnate nel preparare sagre e concerti. La notizia di quanto successo a Pescara deve far riflettere, e molto, non essendo una cosa molto lontana da quanto succede dalle nostre parti.

Cerchiamo di fare il possibile e oltre che rilevare gli abbandoni e segnalarli alle istituzioni dobbiamo anche preoccuparci che le istituzioni stesse facciano le opere di bonifica, quelle che la legge obbliga a fare. Sappiamo che non è semplice.

Un piccolo abbandono può diventare una montagna insormontabile. Se l’ente non provvede, dovremmo diffidarlo ad adempiere alla legge. Se l’ente non provvede anche dopo la diffida dovremmo, noi, presentare un ricorso al Tar con costi a nostro carico. L’alternativa sarebbe una denuncia alla Procura della Repubblica che, quasi sempre, viene archiviata. E i rifiuti? Sempre lì».

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I commenti degli utenti
  • sother ha scritto il 28 luglio 2015 alle 09:43 :

    Con tutto il rispetto, la considerazione e la stima che nutro per le "Guardie per l’ambiente", devo ribadire il solito concetto: la preparazione dell’individuo alla fonte, cioè dalla scuola. Anche con tutta la vigilanza possibile il cafone, il maleducato, l’insensibile troverà sempre il modo per comportarsi male, specie se nemmeno il di lui figlio viene sensibilizzato a riprenderlo e correggerlo. E’ un discordo lontano, che coinvolge anche televisione ed esempio dall’alto. Salvatore Di Gennaro Rispondi a sother

    guardieperlambiente ha scritto il 28 luglio 2015 alle 11:32 :

    Concordiamo in pieno! Ovviamente se si educa "alla fonte" il fenomeno nel tempo si secca. Il problema di oggi, invece, è la totale assenza di controlli, per cui tutto è possibile restando impuniti! Rispondi a guardieperlambiente