«Filo rosso della rassegna è il mare, l’elemento liquido che può dare vita o morte, gioia o dolore, può unire o allontanare, essere ponte o distanza insuperabile»

All’Elia “I lunedì al sole”, inizia “Territori umani”

È la rassegna proposta dall’interrassociativo Rete attiva, ogni lunedì alle 21.15

Attualità
Corato martedì 11 ottobre 2016
di La Redazione
“I lunedì al sole” di De Aranoa
“I lunedì al sole” di De Aranoa © n.c.

Sei titoli per altrettanti lunedì sera da passare al cinema Elia. È la proposta che l’interrassociativo Rete attiva fa proponendo “Territori umani”, un’interessante rassegna cinematografica.

Si inizia lunedì prossimo, 17 ottobre, con “I lunedì al sole” di De Aranoa. A seguire: il 24 “Isole” di Chiantini, il 7 novembre “Babel” di Inarritu-Arriaga, il 14 “Respiro” di Crialese, il 21 “Last summer” di Guerra Seragnoli, il 28 “Porco rosso” di Myazaki. L’appuntamento sarà sempre alle 21.15.

«Filo rosso della rassegna e delle sue storie di uomini e donne è il mare, l’elemento liquido che - commentano da Rete attiva - può dare vita o morte, gioia o dolore, può unire o allontanare, essere ponte o distanza insuperabile, essere tragicamente reale o configurarsi come emblema di distanze interiori ed emotive.

Da una cittadina del Nord della Spagna e dei suoi cantieri navali in crisi si passa alle Tremiti, isole metafora di distanze superabili e luogo di incontro di solitudini, o a Lampedusa dell’enigmatico “Respiro”, in cui la forza espressiva del dialetto e dei volti si fonde con i respiri profondi dell’intera isola e del suo mare.

La silenziosa e raffinata eleganza di “Last summer”, in cui la sconfinata distesa marina di Otranto richiama ed esprime la distanza psicologica di una madre da suo figlio, cederà il posto al pilota maiale di “Porco rosso”, che sorvolando il mar Adriatico esprime amore di libertà e rifiuto di omologazione.

Al centro della rassegna la “liquidità” linguistica di “Babel”, in cui personaggi di punti diversi del pianeta si ritrovano casualmente ad incrociare i loro destini in una sorta di babele multietnica.

Le differenti lingue e i differenti linguaggi sono l’altro “mare” del nostro tempo, “territorio umano” in cui incontreremo i destini dei nostri simili o irrimediabilmente ci perderemo».

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