Nunzio Calò e suo figlio Vittorio hanno presentato a Corato il loro primo scritto

La storia di Vittorio, un bimbo felice. Le foto della presentazione di “Non è come sui libri”

Un libro scritto di getto, almeno nei capitoli iniziali, dopo una intervista della Rai in cui i coniugi Calò hanno raccontato di “Gocce nell’ Oceano”

Attualità
Corato martedì 11 ottobre 2016
di La Redazione*
La storia di Vittorio, un bimbo felice. Le foto della presentazione di “Non è come sui libri”
La storia di Vittorio, un bimbo felice. Le foto della presentazione di “Non è come sui libri” © Sabrina Bevilacqua

Finalmente Nunzio Calò e suo figlio Vittorio hanno presentato a Corato il loro primo scritto: “Non è come sui libri”. Sabato scorso, ospiti della libreria Sonic art, hanno vinto la timidezza per consegnare le pagine della loro vita.

Un libro scritto di getto, almeno nei capitoli iniziali, dopo una intervista della Rai in cui i coniugi Calò hanno raccontato di Gocce nell’Oceano, la onlus da loro creata nel 2009. Ogni giorno con più passione e dedizione, genitori, volontari e specialisti affiancano i bimbi e pensano al domani.

Non a caso alla stesura del libro hanno contribuito la psicologa Marinella Di Gioia (per la prefazione) e Chiara Arbore, educatrice professionale, storica volontaria di Gocce nell’Oceano e autrice di una tesi di laurea su Vittorio e sull’importanza del gioco.

La pubblicazione del libro ha ottenuto il sostegno della Regione Puglia, Assessorato all’Industria Turistica e Culturale, nell’ambito del Programma delle Attività Culturali per il triennio 2013/2015. Nessuno degli autori e dei collaboratori percepirà alcun compenso dalla distribuzione del libro. Tutto sarà devoluto a Gocce nell’Oceano onlus.

«È indispensabile sensibilizzare fratelli e sorelle di persone diversamente abili, per il presente e per il futuro. Io – spiega Calò - lo sto facendo con Angelo, l’altro mio figlio: impara ogni giorno ad affiancare Vittorio nel percorso di vita. È importante per quando noi genitori non ci saremo più».

Nella nostra società «molti passi sono stati fatti ma ancora non si parla di vera e propria integrazione».

La possibilità dell’aborto i coniugi Calò «non l’hanno mai pensata». Non è semplice «accettare la malattia dei propri figli ma - conferma Nunzio Calò - è l’unica cosa da fare quando ci si trova in situazioni come questa». Una scelta dettata non dall’etica religiosa ma «dal senso di responsabilità, di dovere morale di padre e di madre. Vittorio è diventato il nostro punto di forza».

Se a Vittorio si chiede «sei felice?» la sua risposta è una sola: «sì».

«Non so se mio figlio è felice - aggiunge Nunzio Calò - perché non conosce l’esatto significato del termine ma una cosa è certa: io leggo la felicità nei suoi occhi e attraverso i suoi sorrisi».

*Con il contributo di Sabrina Bevilacqua

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