Per la prima volta - ieri pomeriggio in sala consiliare - "Terna Rete Italia", la società che dovrà provvedere a delocalizzare l'elettrodotto della zona 167, ha incontrato i cittadini

Terna ai cittadini: «Interramento impraticabile, i tralicci andranno nella zona cuscinetto». Video

La linea non verrà interrata nella parte di territorio più urbanizzata, come invece aveva chiesto il Comune di Corato attraverso il deposito di alcune osservazioni al progetto approvate anche dal consiglio comunale

Attualità
Corato giovedì 15 gennaio 2015
di La Redazione
Terna incontra la città
Terna incontra la città © CoratoLive.it

«L'interramento dei cavi è impraticabile per ragioni tecniche. La linea aerea può solo essere trasferita nella zona cuscinetto».

Per la prima volta - ieri pomeriggio in sala consiliare - "Terna Rete Italia", la società che dovrà provvedere a delocalizzare l'elettrodotto della zona 167, ha incontrato i cittadini.

Il punto di partenza, secondo il dirigente responsabile autorizzazioni e concertazione, Adel Motawi, è la «convivenza difficile tra elettrodotto e residenti della zona 167. Di qui l'opportunità di ammodernare l'infrastruttura e, nel contempo, toglierla dal posto in cui si trova ora».

La linea, però, resterà aerea e non verrà interrata nella parte di territorio più urbanizzata (ubicata pochi metri dopo il ponte di via Castel del monte, a circa un chilometro dalla 167), come invece aveva chiesto il Comune di Corato attraverso il deposito di alcune osservazioni al progetto approvate anche dal consiglio comunale.

«Riteniamo - ha detto Motawi - che questa non sia la soluzione adatta al vostro territorio. Il sistema del cavo interrato costerebbe dalle 5 alle 7 volte in più rispetto e sarebbe costituito da una serie di giunti metallici a cui potrebbero corrispondere altrettanti rischi di guasto perchè ognuno di essi rappresenta un'interruzione della conduzione di corrente. 

Per noi, però, non è un problema di costi ma una questione tecnica: con l'interramento la rete elettrica risulterebbe più fragile e, in caso di disservizio, i tempi di diagnostica e di risoluzione del problema sarebbero molto più lunghi. In più non ci sono reti alternative su cui poggiarsi in caso di guasto».

Il progetto attuale avrà un costo complessivo pari a 8 milioni e 664mila euro - a carico di Terna - e prevede tempi di realizzazione di circa 4/5 anni.

«Anche i cittadini meritano di vedere garantiti i loro diritti in modo continuato e non ad intermittenza» ha obiettato Corrado De Benedittis, responsabile della Caritas cittadina. 

«Corato - prosegue - ha fatto un percorso di maturazione collettiva, una scelta di unità e solidarietà tra quartieri e cittadini condivisa anche dalla politica. Anche chi abita oggi a cinque metri dai tralicci e sente il rumore delle vibrazioni aprendo la finestra di casa comprende che il vantaggio dello spostamento non può diventare danno per altri».

Diversi i passaggi sul tema della salute pubblica.

«La commissione europea ha indicato una soglia limite di 100 microtesla - ha referito Motawi - e lo Stato, secondo il principio di precauzione, lo ha abbassato a 10 per le reti esistenti e a 3 per le nuove linee. Sono valori inferiori a molti campi elettromagnetici originati dagli elettrodomestici delle nostre case. La vera questione da risolvere è la convivenza emotiva con i tralicci. Si tratta più di una percezione di pericolo che di un rischio reale».

«Ma il concetto di salute, secondo l'organizzazione mondiale della sanità, è lo stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia» ha sottolineato il presidente regionale di Legambiente, Francesco Tarantini.

«Si sbaglia infatti - ha precisato Tarantini - a paragonare le radiazioni degli elettrodomestici a quelle dell'elettrodotto. Noi tutti siamo liberi di accendere o spegnere un cellulare ma non di sottrarci al campo elettromagnetico generato dagli elettrodotti. Motivo per cui deve sempre valere il principio di precauzione».

A conclusione del suo intervento Tarantini ha palesato un'alternativa nel caso in cui fosse necessario rinunciare all'interramento.

«Si scelga la linea compatta a basso impatto ambientale, magari con i tralicci monostelo che garantirebbero una maggiore distanza dalle pertinenze ed esposizioni quasi pari a zero in termini di microtesla». Un'ipotesi, quest'ultima, suffragata anche dal dirigente del settore ambiente Giuseppe Amorese e dalla commissione urbanistica.

«La salute non è minacciata solo dalle onde dei tralicci o del cellulare, ma anche dal fatto di vivere accanto ad un elettrodotto» ha aggiunto Cataldo Lotito, portavoce del comitato della "zona cuscinetto". «Questo è vero per la 167 e ovviamente anche per la zona cuscinetto dove si è pensato di spostare la linea aerea ignorando presenza di persone e cose. Vorrei che venisse a fare giro nelle nostre campagne, sono sicuro che condividerebbe di più le motivazioni per cui non vogliamo questo assalto al nostro territiorio. La città non sta facendo i capricci, ma ritiene che la scelta dell’area per delocalizzazione sia da rivedere».

Prese in esame anche le conseguenze dal punto di vista ambientale e paesaggistico.

«La zona cuscinetto di cui si parla - ha detto l'architetto Antonella Varesanoè tale solo sulla carta, non nei fatti. La Regione sta approvando un piano secondo cui quella è un'area del rispetto, nodo cruciale tra la città e una zona territoriale di valenza paesaggistica di gran lunga superiore. I cittadini oggi anche solo per fare un muretto a secco devono chiedere un'autorizzazione: com'è possibile che in questo caso si proceda senza considerare l'impatto che i tralicci avrebbero sull'ambiente? C'è un grado di confusione totale».

Riferendosi sempre alla "zona cuscinetto", anche il presidente della commissione urbanistica, Tommaso Loiodice, ha chiesto che vengano «perseguite tutte le strade, fino all'ultima possibile e immaginabile. Si parla di un tratto e quindi di una variante al progetto. Purtroppo nel 2008 - anno a cui risale la convenzione fra Terna e il Comune di Corato - non c'è stata una scelta condivisa ma una decisione unilaterale. Se un vero confronto ci fosse stato prima, forse non saremmo arrivati a questo punto».

«Allo stato attuale - ha precisato Motawi - non sono possibili modifiche sostanziali ma solo minime variazioni perchè il progetto è già stato depositato ed è al vaglio delle autorità competenti per l'ottenimento delle autorizzazioni. Quello che invece potete fare come comunità è rivolgere le vostre obiezioni alla Regione e ai ministeri di competenza».

A fare sintesi delle abbondanti tre ore di dibattito è stato il sindaco Mazzilli che ha congedato Terna con tre richieste.

«Partiamo - ha detto - dalla volontà di non stancarci nel valutare una soluzione diversa da quella aerea. Vorremmo avere chiarimenti tecnici su cosa avverrebbe con l'interramento visto che scopriamo solo oggi che per ottenere questa soluzione dovremmo mettere in conto anche una linea aerea che supplisca in caso di malfunzionamenti.

Chiediamo inoltre che ci forniate gli approfondimenti sulle varie soluzioni tecnologiche possibili per la linea aerea, pali monostelo e troncopiramidali. In ultimo - visto che il nostro territorio sarà chiamato ancora ad accogliere l'elettrodotto - domando se c'è da parte di Terna la sensibilità di pensare ad una compensazione che vada a beneficio dell'intera comunità. Per esempio un'opera o qualcosa che migliori la qualità della vita».

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