Il libro nasce dalla penna esperta di Pasquale Tandoi e dall’estro artistico di Mario Oscar Gabriele

“Federico Quinto, martire della libertà”. Il patriota coratino dimenticato rinasce in un fumetto

Verrà presentato questa sera alle 18.30 nella sala verde di palazzo di città il libro "Federico Quinto - Martire della libertà" che inaugura la collana delle “Storie di Corato a fumetti” edita da CoratoLive.it

Attualità
Corato venerdì 06 dicembre 2013
di La Redazione
La copertina di "ederico Quinto - Martire della libertà"
La copertina di "ederico Quinto - Martire della libertà" © CoratoLive.it

Anche attraverso le storie a fumetti è possibile coltivare la memoria di un popolo con le sue origini, le sue tradizioni, i fatti accaduti, i traguardi raggiunti e le tragedie subite.

E' esattamente ciò che accade in “Federico Quinto - Martire della libertà”, il primo volume delle “Storie di Corato a fumetti” che CoratoLive.it presenterà questa sera alle 18.30 nella sala verde di palazzo di città.

Il libro - che segna il debutto della Live Edizioni al fianco dei partner Granoro e Ottica Iurino - nasce dalla penna esperta di Pasquale Tandoi e dall’estro artistico di Mario Oscar Gabriele.

Si racconta la storia del patriota coratino dimenticato. Astuto pensatore, uomo coraggioso e dall’animo nobile, Federico Quinto scelse l’esilio a Corfù per evitare il carcere con l’accusa di aver istigato il popolo alla ribellione contro il regime borbonico.

«Raccontare il passato della nostra città con il linguaggio dei fumetti è senza dubbio una bella scommessa, perché si tratta di far rivivere momenti della storia coratina con il rigore basato sui documenti utilizzando, però, una tecnica espressiva libera, originale, fantasiosa» spiega lo storico Pasquale Tandoi.

«La sfida è quella di coniugare il carattere scientifico della storiografia con la vivacità creativa di un disegnatore di fumetti. Nel nostro caso, giovanissimo ma già molto abile. Accettare questa iniziativa editoriale è stato un mettersi in gioco sperimentando una forma di comunicazione a torto considerata adatta solo a lettori del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza.

Dopo aver pubblicato numerosi libri su eventi significativi della storia della città,  mi sono cimentato con entusiasmo con un modo diverso di narrare, più brioso e “leggero”, ritenendo che possa avere il vantaggio di raggiungere fasce di lettori che solitamente si ritraggono spaventati di fronte ad un volume di alcune centinaia di pagine. Soprattutto se non ci sono le “figure”».

Il racconto si snoda attraverso scene d’azione, dialoghi rapidi e sintetici, fatti e personaggi storicamente accertati e documentati.

«Inizialmente - continua Tandoi - avevamo pensato alla realizzazione della storia della città in un unico volume. Ma la storia coratina è piuttosto difficile. Pochi i personaggi coratini “reali” del passato, non necessariamente “eroi”, intorno ai quali imbastire una narrazione in grado di rappresentare un dato periodo. Un racconto di tal genere richiede una sceneggiatura quasi di tipo cinematografico, fatta di scene, sequenze, inquadrature, dialoghi. D’altra parte le vignette di una “strip” somigliano tanto ai fotogrammi di una pellicola. 

Proprio questa scelta di raccontare solo alcune “storie” coratine ci ha poi liberati dal vincolo della cronologia, dalla gabbia della “linea del tempo”, per cui le varie pubblicazioni andranno avanti e indietro nei secoli».

La scelta di iniziare a raccontare la città attraverso le gesta del "patriota dimenticato" non è casuale.

«Ci siamo giocati subito il “jolly” iniziando da Federico Quinto - aggiunge lo storico - l’unica figura coratina di spicco del Risorgimento. Siamo partiti da lui perché non si è ancora spenta completamente quell’aura celebrativa suscitata dalla ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, con tutto il dibattito anche polemico che ne è seguito. Inoltre la vicenda di Federico in quell’anno, il “Quarantotto”, di illusioni per i liberali del Sud e dell’Italia in generale, è veramente ricca di “azione”, fra convegni segreti, tentativi insurrezionali,  arresto, liberazione, fughe, esilio, condanne.

Un martire della libertà, lo abbiamo definito. Che, probabilmente, sarebbe sprofondato nell’oblio, se una lapide affissa nel 1971 sul suo palazzo in via Castel del Monte, non ne ricordasse la figura, di tanto in tanto, a noi passanti frettolosi e distratti».

A tratteggiare volti e avvenimenti legati a Quinto è stato la matita del giovane disegnatore Mario Oscar Gabriele.

«Quando mi è stato chiesto di disegnare "La storia di Corato a fumetti" - spiega Gabriele - ho subito sentito un immenso onore ed una grande responsabilità. Avevo sempre desiderato realizzare un fumetto per il grande pubblico, ma non così presto e non di questo genere. C’era però tutto quello che serviva per tirarne fuori un fumetto coi fiocchi. E la fortuna di avere a disposizione i ritratti dell’epoca di Federico e di sua moglie Elisabetta, era un buon punto da dove iniziare. 

La mia mente ha rapidamente iniziato ad immaginare le inquadrature, i colori, gli sfondi, la possibilità di sperimentare nuovi stili e nuove tecniche. Accettai, così, d’impulso. Sapevo che c’era qualcosa di speciale. Perchè lo scopo di questa collana è condividere con i cittadini di Corato la storia dei loro antenati, ricordandoli e riportandoli in vita raccontando la loro storia».

L'idea di raccontare i fatti del nostro paese con un linguaggio nuovo nasce dalla voglia, che per CoratoLive.it ormai è quasi una missione, di dare valore a quelle figure e a quegli eventi che hanno contribuito alla crescita della nostra comunità. 

«Questo linguaggio nuovo cui si accenna - afferma il direttore Fabio Ferrante - non è solo quello del fumetto, ormai considerato a tutti gli effetti una forma di letteratura e di arte allo stesso tempo, ma anche nella capacità di presentare gli avvenimenti, sia pure più intricati, in modo comprensibile e chiaro. 

La sensibilità di Pasquale Tandoi, indubbiamente lo storico per eccellenza del nostro paese, ha fissato i momenti cruciali e gli aspetti significativi delle vicende nostrane in una serie di spunti narrativi che hanno fornito una impareggiabile sceneggiatura a quel giovane e valente disegnatore che è Mario “Oscar” Gabriele. Una forma accattivante che racchiude una sostanza rispettosa del rigore dei documenti e della verità storica.

Questa collana, di cui questo è solo il primo volume, va considerata come un lungo racconto avventuroso i cui protagonisti non sono soltanto i governanti o i nobili, ma anche gli uomini semplici, con le loro sofferenze e i loro aneliti di emancipazione. Tutto nello sfondo esaltante di una Corato che si trasforma in meglio o in peggio a seconda delle vicissitudini di cui è stata protagonista. Si illustrano i grandi fatti, ma si rivelano anche le vicende del quotidiano: il lavoro, lo svago, le mode. 

Le tavole a fumetto interpretano con grande efficacia lo spirito di quest’opera che vuole insegnare senza annoiare e ricostruiscono con fedeltà gli scenari nei quali agirono i protagonisti: quella chiesa, quel castello, quella divisa, quella macchina, erano proprio così».

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