IL GIOCATTOLO ROTTO-Articolo di Rossana Bucci

Rossana Bucci LiveYou - Attualità
Corato - martedì 04 settembre 2018
IL GIOCATTOLO ROTTO-Articolo di Rossana Bucci

Secoli e secoli di prostrazione della donna non liberano le stesse donne dalla sottomissione maschile.

Solo il 1948 le donne hanno avuto diritto di voto. E ancora oggi a ottant'anni di distanza nelle sedi Parlamentari si parla di loro "per quote rosa".(A questo punto me lo chiedo anch'io cosa possa significare o debba essere, una quota rosa tra trecento uomini!), perché c'è tutto un indotto politico degli ultimi anni che le vuole al servizio, lontani i tempi di Nilde Iotti.
E proprio la considerazione parlamentare che si ha della donna ha esaltato il ruolo subalterno della stessa nella vita pubblica e privata. Non è un concetto maschile è un dilagare di opinione. Nessuno è qualcuno senza un uomo che ti accompagni.
Eppure parliamo di quelle stesse donne che sono al galoppo tutto il giorno e che mentre fanno un'operazione ne pensano cento altre o ne compiono due assieme. Quando parliamo di una donna tracciamo un mondo diverso fatto di onestà, di verità; stacanovista intransigente con se stessa, per lei non c'è atto di compromesso. Eppure si ferma e trova incredibili capacità di dialogo per la prole o quando è in gioco la parola " VITA". Il senso della vita è il suo istinto naturale e per essa si espone più e più volte, per le sue radici, capace di adire ad imponenti strategie diplomatiche per azioni di bene senza fine di lucro.
In una società capitalista volta al culto dell'interesse, tali obiettivi alti come si suol dire sono proprio : "Roba da donne".
Ma se gli uomini quando sono insieme si sentono forti e sicuri rispetto ad una donna, presi isolatamente e condotti al ragionamento perdono la loro spavalderia e lì ritrovi tutta la loro incapacità di condurre un mondo incantato.
Non fanno onore a un uomo, i colpi bassi nel confronti di una donna o l'istinto vigliacco di colpirla alla spalle. Il tentare più volte una supremazia tattica quasi fisica è azione deplorevole finalizzata allo sconforto emotivo della controparte.
Altro aspetto sociale è che questa società ti vuole cattivo è prevaricatore.
Non ci rendiamo conto ma esiste un io universale e noi tutti influenziamo lo stesso dei nostri propositi. L'indole prevaricatrice, quella che studia come mettere gli uni contro gli altri, perché in palio c'è la stessa sopravvivenza, cerca spettacolo di sopraffazione. La stessa parte abbietta gioca di nascosto, cerca capri espiatori e abbatte la storia per ergersi a palazzinari. Confesso di aver visto molta più arte in giro di quanta non ve ne fosse nelle più alte case museali. L''uomo moderno si è tinto di bianco e all'occorrenza di scuro per sottrarsi alla verità dei sentimenti. La donna, uscita da una costola, non ha ritrovato più la sua spalla e ancora viaggia smarrita in un parco di falsità. Lei viaggia panorami diversi, lei che dona la vita.
Eppure viviamo ancora, in una idea fuori dal comune la pretesa di una società che ti vuole ai margini, subordinata al potere degli uomini che credono con sapiente motto "Tanto non vanno da nessuna parte! ".
Quando le donne dimostrano il contrario devono sempre battagliare per tre volte le loro affermazioni sociali.
Perché non ci si convince di come tutto questo sia potuto accadere!
E, invece , accade semplicemente perché le donne sono esseri superiori, con grandi livelli di sopportazione.

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