Immaginazione e realtà

salvatore di gennaro LiveYou - Attualità
Corato - lunedì 20 agosto 2018

Ricevo il numero di luglio di "Aeronautica", il periodico dell'associazione Arma Aeronautica: pur avendola lasciata dal 1980, dopo il transito nell'ENAV (Ente Nazionale Assistenza al Volo), trascorsi dodici anni di servizio ed il raggiungimento del grado di "Maggiore", rimango attaccato, tramite tale sodalizio, a quello che fu il mio "primo amore". Il durissimo impatto successivo con i sindacati (che ora, dopo l'ingresso nell'euro, non contano più alcunché, ma sono riusciti, nel frattempo, a dare fior di pensioni ai loro capi) ed i politici che si volevano impossessare, senza nulla capirci, di quel gioiello che era l'assistenza al volo, ha fatto forzatamente rimanere l'Aeronautica non il mio primo, ma il mio unico amore, anche se ho poi dato il massimo alla nuova Azienda. Molto è cambiato, da cinquant'anni a questa parte, nella società, ed è difficile immaginare come pochi decenni possano ora fare da spartiacque tra due modi di vivere diversi: quello dei rapporti ancora, chiamiamoli, umani, e quello della fredda tecnologia. Sinceramente, leggendo alcuni articoli del giornale in oggetto, rimango stupito nel notare come ancora si esalti il vecchio concetto di "para bellum", cioè del prepararsi ad un eventuale conflitto. Infatti siamo tutti troppo coinvolti con problemi legati ai cambiamenti climatici, ai cataclismi naturali, agli esodi biblici verso zone più vivibili, per pensare che qualcuno pensi ancora alla "guerra". Ma sembra che invece l'uomo non abbia perso il vizio di essere un guerrafondaio, così come la Natura l'ha da sempre programmato. Leggo ancora, questa volta sul "Corriere", che la Cina sta approntando un bombardiere strategico e che la Russia sta dando impulso ai suoi armamenti: lo scopo lo si intende benissimo. E noi dobbiamo fare la nostra parte. La parte che la recente Storia ci ha assegnato.

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