XX secolo

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Rosanna Scaringella - Antonella Rosito
Il Novecento fu storicamente importante per la sua originalità dopo secoli di imitazione dei modelli antichi e medioevali. Si fece strada il movimento artistico denominato Liberty che subito assunse un carattere nazionale: acciaio, vetro e cemento armato diventarono gli elementi integranti del nuovo stile che si ispirava alla natura con motivi di foglie, fiori, viticci ecc. e prediligeva la linea curva, che si raddoppiava e si moltiplicava. Anche a Carato si diffuse lo stile Liberty e palazzo Tota e palazzo Tedeschi ne sono un esempio.

I primi anni del Novecento si caratterizzano dapprima per l’approvazione e lo stanziamento di somme di denaro per il grandioso progetto dell’ Acquedotto Pugliese ad opera del grande statista meridionalista M. R. Imbriani Poerio essendo risultato deputato vincente per il collegio elettorale di Corato, Trani e Bari nel 1890. Dopo alcuni anni di lotta e di dibattiti politici si passò finalmente alla fase esecutiva verso il 1906: ingegnere progettista capo del grandioso colossale Acquedotto Pugliese fu Camillo Rosalba, lo stesso che aveva redatto anche il piano regolatore di Corato e dell’ estramurale a forma di poligono decagonale. Dopo otto anni, nel 1914, in seguito a grandiosi lavori della ditta Antico di Cagliari, l’ Acquedotto divenne una realtà. Come a Bari e in altri paesi del Sud a Corato le prime fontane cominciarono a erogare acqua nelle pubbliche piazze.

A eterno ricordo del grande statista, che tanto amò la Puglia e in particolare Corato, fu realizzato un grande monumento in bronzo raffigurante l’imponente figura di Imbriani ad opera dello scultore Gallori di Roma; la statua fu collocata di fronte ai giardini di piazza Plebiscito.

Corato volle ricordare anche, con un monumento a mezzo busto, il letterato e uomo politico Felice Cavallotti, amico di Imbriani, insieme al quale era stato ospite per pochi giorni nella nostra Corato. Intorno al 1921 sul viale Vittorio Veneto fu costruito un imponente e grandiosissimo edificio scolastico denominato Nicola Fornelli. In stile architettonico classico, è costituito da un piano rialzato e un primo piano; si presenta con ampissimi ambienti scolastici, lunghi e spaziosi corridoi, larghe scalinate e ampio cortile o palestra scoperta al centro dell’ imponente edificio, di forma quadrangolare.

Verso il 1922 fu edificata, in epoca fascista, la prima moderna Scuola Media intitolata a Luigi Santarella, l’insigne ingegnere e architetto conosciuto dai coratini. Nello stesso anno fu costruito il grande canale della fognatura allora mancante detta “il Fascio” a via Bisceglie utile per la canalizzazione fino al mare delle acque fognanti.

Il 1922 vide inoltre il verificarsi di disastrosi crolli e dissesti di case e palazzi a causa di abbondantissime infiltrazioni di acqua dai canali d’acquedotto oltre a quelle delle preesistenti acque sorgive e freatiche del sottosuolo. Dopo aver attentamente studiato il disastroso fenomeno, gli ingegneri del Genio Civile fecero scavare delle cisterne di acque freatiche o sorgive, al fine di far defluire entro questi pozzi l’acqua sovrabbondante. Accanto al crollo di numerose case avvenuto nel quartiere Abbazia e in piazza Mercato, particolarmente doloroso per l’architettura, fu il crollo della Chiesa cinquecentesca del Monte di Pietà e dell’attiguo palazzo nobiliare dei signori de La Noja, imparentati con i Carafa di Andria. Si ricorda inoltre l’abbattimento di un altro bel palazzo a via Marcato e largo Aregano di bella fattura e facciata a bugnato.

Verso il 1945-50, essendo cresciuta la popolazione scolastica, furono costruiti altri due grandiosi e moderni edifici scolastici, e cioè l’ edificio Cesare Battisti in viale Diaz e l’edificio in via Trani intitolato alla memoria del grande uomo di scuola, nonché sindaco di Corato, Francesco Cifarelli. Altri edifici sono stati costruiti successivamente: gli edifici “Giuseppe Arbore” e “Nuova Italia” in via Andria, l’edificio Barbaschello e l’edifico Sant’Elia, negli omonimi quartieri. Si ricorda inoltre l’Istituto Statale d’ Arte in via Andria.

Anche le industrie, i commerci, la viabilità, i trasporti si sono enormemente dilatati. Nel 1960 entrò in servizio la nuova ferrovia elettrificata, detta “Bari - Nord” a scartamento normale, ma ad un solo binario. Intanto venivano costruite nuove strade e superstrade, come la Strada Statale 98, per lo scorrimento veloce del traffico provinciale. A cominciare dall’ ultimo dopoguerra, cioè dal 1945 sorsero nuove zone industriali con nuovi stabilimenti vinicoli, industrie dolciarie, industrie conciarie, industrie per la lavorazione dei marmi e specialmente verso la fine del secolo piccole industrie metalmeccaniche, industrie vestiarie ed alimentari, grandi officine meccaniche e carrozzerie e opifici di ogni genere, per iniziative della nuova e dinamica classe imprenditoriale. Essendosi reso inagibile, vecchio, ormai superato e insufficiente il vecchio “Ospedale Civile Umberto I”, Corato ha costruito nel 1970 il grandioso Ospedale Distrettuale, sulle prime alture di via Ruvo.

A sud di Carato, a quasi tre chilometri dall’ abitato urbano, sorge un nuovissimo quartiere residenziale chiamato l’ Oasi cioè area di pace e di villeggiatura estiva. Al centro di questa zona è stato realizzato un grande moderno Santuario detto della Madonna delle Grazie, tutto costruito in cemento armato. È di forma rotondo ed è composto di due chiese sovrapposte. Sul grande spiazzale esterno del Santuario vi è una pregevole “Via Crucis” in bronzo realizzata dallo scultore Alfredo Verdelocco.

La sera del 23 novembre 1980, un fortissimo terremoto si scatenò su tutta l’area meridionale interessando anche Carato. In seguito a questo terribile avvenimento molti fabbricati furono danneggiati come il Liceo Ginnasio “Oriani” in via Andria. Si può dire che nel XX secolo Corato si è notevolmente espanso, urbanisticamente, a macchia d’olio, ben oltre la cerchia dell’estramurale. La popolazione, superata la fase demografica di massimo incremento che va dal 1901 al 1921, subisce un brusco decremento nel successivo trentennio rimanendo poi stabile fino al 1951.

Riferimenti Bibliografici
Storia di Corato, N. Fiore, Corato 1984, Tip. Andrea Tarantini;
Storia del suo territorio, F. Galise, Corato 1995, Tip Arti Grafiche Graziani.
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