XVI secolo

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Vincenzo Tandoi
Nel XVI secolo, la città di Corato, seguendo le sorti di tutta l’Italia meridionale, visse decenni di grande incertezza politica, passando di potere in potere. E’ certo, però, che durante quel secolo l’economia della città prosperò come dimostrano evidenti testimonianze (molte ancora presenti) nel tessuto storico del centro antico: infatti, le più significative testimonianze artistico-architettoniche di Corato sono databili tra gli inizi del Cinquecento e i primi decenni del Seicento.

Uno dei palazzi più conosciuti di Corato, risale proprio al 1579: si tratta di palazzo de Mattis eretto dalla famiglia Patroni Griffi. L’edificio è conosciuto dai coratini per la particolarissima lavorazione del bugnato, a forma di punta di diamante; in via Santa Caterina, si trova un altro edificio i cui conci hanno la stessa lavorazione, databile anch’esso verso la metà del Cinquecento. Inoltre un’ulteriore costruzione crollata nel disastro del 1922, Palazzo Ducale, posto all’incrocio tra via Roma e via Monte di Pietà, di cui si conservano fotografie e descrizioni d’epoca, si presentava con una cortina muraria realizzata con la stessa finitura dei conci.

La studiosa e storica dell’arte Clara Gelao ha notato come i palazzi con cortine murarie realizzate a bugne piramidali, in Puglia, sono pressoché concentrati in un’area territoriale, culturalmente omogenea e geograficamente ristretta, individuata dal quadrilatero che ha come vertici le città di Barletta, Bisceglie, Andria e Corato. La spiegazione di questa di questa “circostanza” architettonica è, con tutta certezza, riscontrabile in una circostanza storica che segnò la vicenda coratina nei primi anni del secolo. Infatti nel 1498, Alfonso d’Aragona sposò Lucrezia Borgia (figlia del famigerato papa Alessandro VI, divenuto pontefice nel 1492) ed ebbe in dono le città di Quadrata e Biselli (Corato e Bisceglie), che furono unite a formare un ducato. Alfonso fu assassinato per vendetta e gioco politico da Cesare Borgia, fratello di Lucrezia, solo due anni dopo; così il neonato figlio di Lucrezia e Alfonso, Rodrigo, ereditò il titolo di duca; in realtà Rodrigo fu educato altrove e la reggenza del ducato fu affidata a Lucrezia che era divenuta, nel frattempo, moglie di Alfonso I, duca di Ferrara e che qui aveva trasferito la sua residenza.

A Ferrara, nel 1493, l’architetto Biagio Rossetti aveva eretto su incarico di Sigismondo d’Este il famoso palazzo dei Diamanti , cosiddetto per la particolarità del suo bugnato, dando concretezza e forma architettonica ad un modello che proveniva, molto probabilmente, dal medio oriente. Ecco, dunque, come la duratura relazione che si era instaurata tra il ducato di Ferrara e quello di Bisceglie (durata fino alla morte del piccolo Rodrigo, nel 1512) è riscontrabile nella concentrazione, unica in terra di Bari, di palazzi con bugnato piramidale, riflesso dell’enorme influenza che il palazzo del Rossetti suscitava in coloro che per affari si recavano a Ferrara, con cui il ducato di Bisceglie e Corato intratteneva forti legami commerciali.

Molte altre sono le costruzioni degne di nota che testimoniano il clima di fervore economico che Corato visse in quel secolo: palazzo Gentile costruito nel 1559, com’ è riportato nel bassorilievo che sovrasta il portale d’ingresso; palazzo Catalano eretto nel 1598 dal fabbro Antonio Catalano, come ricorda l’iscrizione scolpita nella fascia che corona il secondo piano; palazzo Lamonica vecchio, databile con molta probabilità sul finire del XVI secolo. Anche nell’antica piazza del Mercato, l’odierna piazza di Vagno, ci sono molte testimonianze architettoniche rinascimentali: una loggia e un balconcino con balaustre in pietra caratterizzate da sculture (il balconcino è retto da grandi mensole sagomate), nonché il bellissimo portale che si trova su via monte di Pietà, caratterizzato da una decorazione floreale, vegetale e animale.
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