Chiesa di San Magno

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di Rosanna Scaringella - Antonella Rosito
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A circa 15 km in direzione sud da Corato è possibile vedere l’antica chiesa-neviera di San Magno, collocata tra una masseria del 1812 e una superba quercia secolare. È chiamato “donazione di San Magno” un importantissimo atto notarile del 1128 (riportato integralmente in latino nel IX volume del Codice Diplomatico Barese) che documenta e dimostra l’esistenza della primitiva chiesa di Santa Maria Maggiore o chiesa di San Magno già nei primi decenni del XII sec. contariamente a quanti la ritenevano del XIII sec. Nello specifico tale documento attesta che il 28 gennaio del 1128 Goffredo, conte di Puglia, donò o cedette “et per fustim” al Capitolo della Santa Chiesa Matrice di Corato la chiesetta di San Mangone, ora San Magno Martire e le terre limitrofe pari ad ettari 3300; del piccolo villaggio di San Magno non si menziona nulla evidentemente perché esso era stato distrutto (probabilmente dai Saraceni) in epoca precedente .

La chiesa fatta di malta e di pietre disuguali tra loro troneggia su un largo spiazzo ed è circondata da pareti a secco semi diroccate. La facciata est presenta nella parte inferiore una porta murata e una finestra con gli infissi cadenti, mentre nella parte superiore, sul tetto di tegole, sovrasta un campanile di tufo. Sul lato a settentrione si trova un scalinata che conduce nel locale adibito al culto mentre a occidente, a mezzo metro da terra, un finestrone si apre sulla neviera. Le volte del sottano e del piano rialzato sono a botte e così doveva mostrarsi un tempo, dal di fuori, se si considera l’andamento delle “chianchette” messe in luce dalla caduta dell’ intonaco. È probabile che volendo dare all’edificio importanza e sacralità, furono dati gli angoli con i tufi, così il tetto originariamente in pietra, fu ricoperto di tegole e su di esse fu posto il campanile. Attualmente i muri esterni ed interni sono in buono stato.

All’ interno la Chiesa ha una pavimentazione in cotto; l’altare presenta un altorilievo raffigurante un putto con un solo braccio e sfigurato nel volto, inoltre la pietra sacra è stata tolta e l’acquasantiera divelta. In uno stipite, in cui si dice che fino a trent’anni fa ci fosse l’immagine di San Mangone (simile a San Cataldo) ci sono solo calcinacci .

Riferimenti Bibliografici
Storia di Corato Corato, N. Fiore 1984; “Lo Stradone” n. 10/100 Corato, 1987.

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