XII secolo

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Filippo Loiodice
La fine dell’anno 1000 segna tristemente i territori della città di Corato e delle zone limitrofe. Si susseguono, infatti, in loco per l’appropriazione dei suoli comunali da parte del conte Pietro il Normanno e del duca Roberto il Guiscardo una serie di aspri combattimenti. Corato, a lungo assediata dal duca Roberto capitola il 7 febbraio 1073 assieme ad Andria.

Sei anni dopo, il 3 febbraio del 1079, Corato alleata alle limitrofe città marinare Trani e Bisceglie oltre che con Andria muove contro la città di Giovinazzo, unica fedele al duca. Morto il conte Pietro, gli succedette il figlio Goffredo, il quale concesse a Urso, Sillito e Rao, giudici della curia in Corato, la possibilità di interferire nella gestione del governo locale. Nel 1133 il re Ruggiero occupa le terre di Goffredo e quindi anche le tenute in Corato.

Non potendo controllare e conoscere a precisione tutto il territorio in suo possesso e soprattutto le terre da poco conquistate, il re, affida al suo segretario il compito di redigere una relazione che sintetizzasse i caratteri dei luoghi. A proposito di Corato, vi si legge: “Alla distanza di nove miglia dal mare corrisponde entro la terra la città di Quarta, città bella, popolata, nobile e deliziosa, abbondante di frutta e ferace di prodotti alimentari”. Tale scritto fu redatto ad opera di Edrisi. Molteplici i documenti di questo periodo in cui Corato risulta citata, soprattutto a carattere notarile e di contenzioso. Interessante anche il decreto imperiale emanato da Corato dal re Carlo d’Angiò per la nomina dei feudatari coratini tenuti a prestare servizio militare alla corte regale (anni 1161-1168).

In ambito prettamente urbanistico-architettonico, la piccola Quarata si limitò ad una lenta e graduale espansione, con una migliore urbanizzazione e di conseguenza organizzazione della vita interna. A questi anni risale l’avvio e lo stanziamento, da parte del Decurionato cittadino, dei fondi per la costruzione della chiesa di Santa Maria Maggiore, prima importante ed imponente opera costruttiva dopo la fondazione della città stessa. Databili attorno all’XI-XII secolo sono anche le due chiesette monovano extra-moenia dedicate a Santa Lucia ed a San Vito. La cittadina continua a crescere e nel 1270 è attestata la presenza di circa 4000 abitanti.
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