Chiesa di Santa Maria Greca

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di Ettore Torelli
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L’origine della chiesa è legata al culto della Madonna Greca, diffusosi in seguito alla leggendaria apparizione della Vergine, durante la terribile pestilenza del 1656. Il luogo nel quale la Madre di Dio si manifestò, e secondo la tradizione lasciò impressa la sua immagine su di una tavola di noce, era la parte sotterranea della torre di cinta detta “la Greca” ed ha costituito il primo soccorpo della chiesa. Nel 1664 fu eretto un edificio di culto superiore, che occupava lo spazio che si estendeva dal primitivo portale, ora interamente murato alle spalle dell’attuale altare maggiore, sino ai primi pilastri che sorreggono il tiburio.

La chiesa subì, in seguito, altre trasformazioni e il 19 Marzo 1926 Monsignor Davanzati la consacrò con una solenne cerimonia, com’è ricordato nell’iscrizione della lapide collocata nella navata destra. Nel 1891 fu completamente rinnovata assumendo l’impostazione e le forme attuali, per rispondere alle nuove esigenze urbanistiche della città. La facciata venne realizzata su Corso Garibaldi, in forme semplici, scandita da paraste con capitelli ionici che sostengono un timpano spezzato. Al centro si apre il portale, definito da paraste e coronato da fregio e timpano.

La pianta della chiesa superiore è a croce greca e presenta tre navate divise da archi ogivali, sostenuti da massicci pilastri e terminano in cappelle. All’incrocio dei bracci s’innesta un tamburo che termina, però, con una copertura piatta. In prossimità della controfacciata, la navata destra si slarga ospitando il fonte battesimale e una lunetta dipinta ad olio, raffigurante, con pregevoli giochi di luce ed ombra, due scene della Natività contemporaneamente: l’Annuncio ai pastori e, in primo piano, l’Adorazione dei pastori. La tela è rifinita da una finta cornice dipinta e venne realizzata da Riccardo Caporale (firma) nel 1783.

Notevoli sono le altre testimonianze artistiche del XVIII secolo che si conservano. Nella controfacciata vi è la cantoria lignea, intagliata e dipinta in azzurro e oro; qui, nei pannelli sono raffigurati, a partire da destra: S. Carlo Borromeo, S. Cristoforo, la Madonna Greca, S. Cataldo, don Francesco Loiodice. In una edicola della navata sinistra, si può ammirare la statua della titolare della chiesa, un manichino vestito datato 1741, opera di uno scultore andriese, probabilmente Antonio Brudaglio. Sempre in questa navata è collocato il gruppo statuario della Pietà, notevole esempio di scultura lignea settecentesca. Nella navata destra, invece, una nicchia accoglie il gruppo scultoreo ligneo di S. Anna e Maria Bambina del 1730. Infine, al di sopra dell’altare maggiore in marmo bianco venato, si trova un Crocifisso ligneo, databile sempre al XVIII secolo.

La cripta della chiesa si presenta come un ambiente unico con copertura a crociera, decorata con rilevi in stucco. Qui si conserva l’icona della Madonna Greca, si tratta di una tavola dipinta ad olio, raffigurante la Madonna, di carnagione scura, che regge con la mano sinistra il Bambino Gesù e con la destra il pastorale greco. Coronata come una regina, appare assisa su di un trono di nubi, circondata da angeli.

Riferimenti Bibliografici
Città di Corato, a cura di Promos, Corato, 1998; Cielo e Terra, Francesco Di Palo, Ed Insieme, Terlizzi, 1999.

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