L'ex stopper della Juve a Corato

Sergio Brio si racconta: la Juve, Maldera e "l'ultimo stopper"

Ospite dello Juventus Club Corato Bianconera, ieri sera ha presentato il suo libro all'Astoria Palace con la coautrice Luigia Casertano

Calcio
Corato sabato 27 gennaio 2018
di Francesco De Marinis
La nostra intervista a Brio
La nostra intervista a Brio © Sergio Porcelli

Sergio Brio ha ancora il fisico imponente e asciutto che gli permetteva di tenere a bada gli attaccanti più forti a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, permettendogli così di incarnare il ruolo di stopper, filo conduttore del libro presentato ieri a Corato.

Un ruolo ormai scomparso perché il calcio è cambiato così come il concetto di marcatura. «Praticavamo la zona mista (metà marcatura a uomo, metà marcatura a zona ndr), ci scambiavamo l'uomo da marcare con Gentile. Se Savoldi o Pulici sfuggiva ad uno dei due, venivamo additati perché responsabili. Se capita oggi, si guardano e dicono: "È colpa mia, è colpa tua". Servirebbe un Attilio Adamo (suo maestro a Lecce ndr) che insegni le basi della marcatura».

"L'ultimo 5topper", testo scritto con Luigia Casertano, parla del percorso di Sergio Brio, dagli esordi con il Lecce ai trionfi in maglia bianconera evidenziando come Brio sia stato uno degli ultimi interpreti del ruolo che accompagnava e "proteggeva" il libero. I ricavati della vendita del libro saranno devoluti in beneficenza alla Onlus Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, presieduta da Allegra Agnelli.

L'ex difensore è stato ospite dello Juventus Club Corato Bianconera che ha organizzato la serata con Sergio Porcelli. Ha visitato la sede del club, ha salutato i bambini della Polisportiva San Gerardo ed ha presentato il libro all'Astoria Palace, davanti a tanti juventini entusiasti di ascoltare un pezzo della lunga storia bianconera.

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I commenti degli utenti
  • Ferrara Cataldo ha scritto il 27 gennaio 2018 alle 13:25 :

    Da sportivo riconosco la bravura e la professionalità di Sergio Brio, un grande giocatore, e lo dico no da tifoso Juventino,. Ma fino a quando il calcio italiano è la politica italiana non si riformera' e adatterà alle richieste dei tanti ragazzi che giocano nelle categorie inferiori e non ci saranno più strutture sportive al fine di accontentare tante richieste, personalmente sarò sempre contrario a certe manifestazioni, pur riconoscendo la grande professionalità espressa nel passato da grandi uomini calciatori che hanno fatto grande l'Italia del calcio. Rispondi a Ferrara Cataldo