​Il voto per il Parlamento, le statuette di Hollywood e la serie A sospesa dopo la morte del calciatore Davide Astori

Non solo elezioni: la domenica da Oscar del derby a canestro Corato-Ruvo

La stracittadina va all’As Basket: 86-73 il finale deciso dalla coppia dell’est, Bagdonavicius Bricis. Verile: «Siamo partiti male, ma poi ci siamo sciolti e abbiamo comandato il match»

Basket
Corato lunedì 05 marzo 2018
di Vincenzo Pastore
La domenica da Oscar del derby a canestro Corato-Ruvo
La domenica da Oscar del derby a canestro Corato-Ruvo © CoratoLive.it

Non è stata una domenica normale, in un giorno sul calendario già consegnato alla memoria collettiva per quella splendida canzone che Lucio Dalla donò all’Italia e al mondo nel 1971.

Quarantasette anni dopo l’Italia va al voto per rinnovare il Parlamento, Hollywood celebra le migliori pellicole con la cerimonia degli Oscar e il campionato di calcio offre un menù da favola con gli scontri diretti tra le prime otto squadre in classifica. E poi, in altre latitudini ma non meno entusiasmanti, c’è Corato Ruvo di basket. Non una partita, ma la partita tra due società a sei chilometri di distanza e una tradizione cestistica decennale. Dici Corato Ruvo e pensi al 97-105 del 2 aprile 2006, ai 42 punti di Onetto, ai tanti protagonisti che hanno infiammato i parquet del PalaLosito e del PalaColombo: da Gigi Delli Carri a Valerio Corvino, da Alex Jordan a Roberto Caterina e Riccardo Lerro. A Marco Verile, Franco Gatta e Mauro Stella: loro tre ci sono ancora, in panchina e in campo, a restituire quel sapore genuino d’annata che tanto fa bene a chi vive e ama lo sport.

Quest’anno il derby sa molto di stracittadina, quasi un Corato A - Corato B con la società ruvese griffata Polisportiva Matteotti, piena zeppa di coratini dietro la scrivania (a partire dalla presidente Grazia Balducci) e in campo (oltre a coach Gatta, il figlio Aldo e il nipote Claudio, Simone Mascoli e il papà come dirigente al tavolo degli ufficiali di gara. E poi i tanti istruttori di minibasket che allenano i piccoli cestisti nelle palestre della città). E, come ogni derby che si rispetti, non sono mancate le polemiche nelle settimane di avvicinamento alla sfida. Botta e risposta piccati a suon di comunicati stampa e post sui social sull’opportunità di coprire i vessilli e gli adesivi pubblicitari presenti sul parquet del palazzetto.

Eh no, Corato Ruvo non è un match come tutti gli altri. Lo avverti dalla lunga fila di automobili parcheggiate nelle strade vicine a via don Albertario, in una combinazione con i seggi aperti che rende la caccia al parcheggio una chimera. Lo respiri nelle tribune di un palazzetto riboccante di spettatori e di attesa come gli anni d’oro della pallacanestro coratina dieci anni fa. Lo cogli negli sguardi tirati di giocatori e staff tecnico nel riscaldamento pre partita.

Ma Corato Ruvo non si gioca su un pianeta alieno. Rivive le emozioni di una morte senza un perché che ha scosso lo sport italiano e internazionale. E così il catino ribollente del PalaLosito, le coreografie colorate della presentazione delle squadre, il sostegno ai propri beniamini si ammutoliscono nel minuto di silenzio dedicato al calciatore della Fiorentina, Davide Astori, scomparso in un albergo a Udine prima della gara di serie A. Non c’è il campionato di calcio, non c’è il derby di Milano, il conto alla rovescia, tra il ragù della domenica e la “controra” del pomeriggio, è tutto per il Corato Ruvo.

Palla a due, si comincia, finisce l’attesa. L’As Basket parte male, appare contratta, sembra subire la pressione del match. Gli ospiti, invece, appaiono mentalmente più liberi: Serino è dappertutto, i centimetri di Van Zijverden bucano una difesa neroverde impaurita. Punteggio subito alto, 20-29 nel primo quarto con una tripla beffa di Sabeckis da metà campo, fotocopia del canestro al fotofinish (o forse oltre) di Baraschi che ha deciso l’altro derby caldo della categoria, quello contro Ostuni.

Andamento simile nel secondo quarto. Fasi di gioco caratterizzate da diversi errori banali, Corato che continua a perdere puntualmente troppi palloni letali. Bagdonavicius impatta il punteggio (36-36 al 18’) ma è gravato di tre falli, il neo acquisto Bricis si presenta con giocate di classe. All’intervallo lungo è 40-44.

E’ al rientro dagli spogliatoi che i neroverdi mostrano le qualità che li hanno portati ai primi posti della classifica: intensità, transizioni, maglie difensive che si alzano e Ruvo che ci capisce poco o nulla. Stella si prende la statuetta di miglior regista mentre Sgrò buca a ripetizione la retina dai 6.75. Il Talos in sei minuti colleziona la miseria di sei punti segnati: al 26’ è 59-48. Sono Sabeckis e Mazzilli a tenere a galla i ruvesi, quest’ultimo con quel cognome così vicino ai padroni di casa ma che, ironia della sorte, arriva da Bisceglie (63-59 al 30’).

Ultimo quarto senza storia. La scena è tutta per la coppia dell’Est: Bagdonavicius e Bricis difendono e attaccano, segnano dalla lunga distanza, recuperano palloni e vanno a schiacciare. Gliel’avranno spiegato in settimana cosa significa per queste due città il derby Corato Ruvo: non ne conoscevano la storia, ma sapevano come vincere la stracittadina (86-73 il finale).

«E’ stata una partita tesa, noi abbiamo subito la pressione nei primi due quarti poi ci siamo sciolti e abbiamo comandato il match – dice un esausto coach Marco Verile a fine gara - Una grande difesa, una forte applicazione unita al sacrificio e all’attaccamento verso questi colori hanno regalato una bellissima gioia ai nostri sostenitori».

Sipario sul derby con il “chi non salta un ruvese è”, coro già scritto nel copione dei tifosi di casa. Ma, in fondo, sia Corato che Ruvo non saprebbero stare l’una senza dell’altra. Non si è cugini per caso.

Il tabellino

AS BASKET CORATO - TALOS BASKET RUVO 86 -73

A.s. Basket Corato: Stella 20, Cipri 1, Morresi 5, Bagdonavicius 14, Cicivè 9, Sgrò 6, Castoro 6, Bricis 25, D’Introno n.e., Di Bartolomeo n.e., Torlontano n.e. Coach: Marco Verile

Talos Basket Ruvo: Sabeckis 21, Van Zijverden 17, Serino 16, Gatta A. 7, Mazzilli 7, Palacio 5, Pezzarossa, Mascoli, Perazzo n.e., Carnicella n.e., Zlatkov n.e. Coach: Franco Gatta

Arbitri: Marseglia Eros di Mesagne e Galluzzo Davide di Brindisi.

Parziali: 20-26, 40-44, 63-59, 86-73.

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Grazia Balducci ha scritto il 05 marzo 2018 alle 22:11 :

    Perchè si parla di "opportunità di coprire i vessilli e gli adesivi pubblicitari presenti sul parquet del palazzetto" ? SONO ABUSIVI!!!!! NON SONO MAI STATI AUTORIZZATI!!!!!!! IL SINDACO DI CORATO NE HA ORDINATO LA RIMOZIONE IMMEDIATA! E' CHIARO? L'AS BASKET ha volutamente e consapevolmente VIOLATO LA LEGGE!! vi sembra di poco conto? Rispondi a Grazia Balducci

  • Domenico NMC ha scritto il 05 marzo 2018 alle 21:04 :

    Vorrei solo precisare a che ha redatto l'articolo che il nostro combattere l'illegalità non ha alcuna attinenza con il derb, siamo su piani diversi. Sui social abbiamo apertamente denunciato il mancato rispetto delle regole da parte della società ospitante il derby per aver ABUSIVAMENTE ricoperto ormai da mesi il parquet di gioco e altre aree con il logo e sponsor, ignorando quanto dal Sindaco disposto e creando non pochi problemi a noi NMC. Che poi la dirigenza As BASKET Corato voglia confondere e manovrare mentalmente i tifosi che li seguono, ben venga! ..... certo il risultato non si discute... sono stati bravi gli atleti di entrambe le squadre. Peccato per la dirigenza as BASKET! Non sono certamente all'altezza e del calibro dei ragazzi! Rispondi a Domenico NMC