In arrivo le congiuntiviti allergiche

Ecco i sintomi per riconoscerla e le modalità di cura

Corato - martedì 23 febbraio 2016
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Per milioni di italiani l’arrivo della primavera coincide con l’esplosione di riniti, irritazioni cutanee, disturbi respiratori ma anche con la comparsa di congiuntiviti allergiche, caratterizzate dall’infiammazione della congiuntiva, ossia la mucosa trasparente che riveste la superficie interna delle palpebre e la sclera.

La forma stagionale rappresenta oltre il 50% di tutte le congiuntiviti allergiche ed è caratterizzata dall’insorgenza di disturbi oculari strettamente connessi alla presenza nell’aria di sostanze dette pollini (graminacee, parietaria, olivo, betulla, cipresso ed altri) e chiamate allergeni cui il paziente risulta sensibilizzato. È proprio questa iniziale sensibilizzazione a sostanze normalmente innocue e ben tollerate che induce il sistema immunitario, nelle successive esposizioni agli allergeni suddetti, ad avviare una serie di risposte e meccanismi a cascata che si traducono nell’insorgenza dell’allergia e dei disturbi ad essa correlati.

La congiuntivite allergica stagionale presenta alcune caratteristiche tipiche:
- i sintomi oculari compaiono in forma acuta, fluttuando d’intensità nell’arco della giornata, ed i più frequenti sono prurito, bruciore, sensazione di corpo estraneo, lacrimazione; nelle forme più severe è possibile anche un coinvolgimento corneale con conseguenti fotofobia e annebbiamento visivo. I segni clinici, generalmente bilaterali, comprendono arrossamento ed edema congiuntivale, edema palpebrale nonché secrezione inizialmente chiara ed acquosa, successivamente più densa;
- tipica l’associazione con altre patologie allergiche quali asma bronchiale, rinite, dermatite atopica, orticaria;
- più frequente nella fascia di età 20-45 anni, in ambo i sessi; nelle donne i sintomi potrebbero essere peggiorati dall’utilizzo di prodotti da trucco o struccanti e da cosmetici in generale compresi quelli definiti ipoallergenici.

Per la diagnosi risulteranno fondamentali l’anamnesi allergologica per accertare eventuale familiarità per malattie allergiche nonché l’esposizione a potenziali allergeni,  l’anamnesi oculare per valutare entità e durata della sintomatologia e l’eventuale recrudescenza della stessa in determinati periodi dell’anno, nonché un’accurata valutazione clinica specialistica allo scopo di eseguire una diagnosi differenziale con congiuntiviti infettive, irritative o tossiche e stabilire la migliore strategia diagnostico-terapeutica.

Di fronte ad una congiuntivite verosimilmente allergica sarà dunque indispensabile in primis  l’identificazione degli allergeni responsabili attraverso test allergologici (sia cutanei che sierologici) e nel contempo promuoverne l’allontanamento adottando accorgimenti pratici atti a ridurre il contatto e l’esposizione agli agenti scatenanti:
• lavare e spazzolare bene i capelli ove possono depositarsi i pollini;
• evitare le giornate ventose e secche perché i pollini sono maggiormente concentrati nell’aria;
• seguire una dieta priva di alimenti in grado di dare un’allergia crociata con la sostanza a cui si è sensibilizzati;
• restare a casa dopo i temporali perché la pioggia frantuma i pollini rendendo più agevole la loro penetrazione a livello oculare;
• viaggiare in auto con i finestrini chiusi e curare la manutenzione dei filtri antipolline degli impianti di aerazione.

Identificata la causa scatenante della congiuntivite allergica, anche la sintomatologia potrà annualmente essere prevenuta o notevolmente attenuata associando agli accorgimenti precedentemente descritti una terapia preventiva con colliri stabilizzatori di membrana. Questa terapia, generalmente prescrivibile a  partire da 3-4 settimane prima del previsto contatto con gli allergeni, blocca i meccanismi molecolari alla base dell’allergia presentando inoltre meno effetti collaterali rispetto alla terapia sintomatica che prevede l’utilizzo di antistaminici ma soprattutto di cortisonici. Questi ultimi infatti, utilizzati per via generale e per via topica potrebbero aumentare, nei soggetti predisposti, il rischio di ipertensione oculare, glaucoma e cataratta.

Informazioni mediche a cura dell'autore.

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