Distacco di retina, occhio ai sintomi!

In moltissimi casi un’adeguata prevenzione potrebbe evitare l’insorgenza di questa patologia

Corato - martedì 01 dicembre 2015
Il Dottor Italo Balducci
Il Dottor Italo Balducci © Italo Balducci

Il distacco di retina rappresenta una delle più temibili patologie oculari, potendo determinare una seria e permanente compromissione della capacità visiva. Sono diversi i pazienti che ogni anno si sottopongono ad un intervento chirurgico per distacco di retina, ma in moltissimi casi un’adeguata prevenzione potrebbe evitare l’insorgenza di questa patologia.

Sebbene un distacco di retina possa insorgere secondariamente a patologie oculari in atto o pregresse quali tumori, traumi oculari, retinopatia diabetica severa, occorre sottolineare che più frequentemente il distacco di retina è idiopatico, cioè non riconducibile a malattie oculari bensì a fenomeni degenerativi della retina periferica e del corpo vitreo. Il corpo vitreo è un gel trasparente che riempie il bulbo oculare e con gli anni,per fenomeni di disorganizzazione e disidratazione, può perdere in compattezza ed integrità accartocciandosi e staccandosi dalla retina cui normalmente aderisce.

Allorché la retina presenti aree periferiche più sottili e più deboli del normale - definite degenerazioni retiniche - il vitreo, distaccandosi può creare proprio in corrispondenza di questi “punti deboli” lacerazioni o fori retinici. Attraverso queste “rotture” il liquido vitreale potrà infiltrarsi sotto la retina determinandone il distacco.

Il distacco di retina idiopatico si manifesta maggiormente tra i 40 ed i 65 anni e, sebbene la familiarità e la miopia siano dei fattori di rischio importanti, può colpire anche soggetti che non hanno mai sofferto di disturbi o patologie oculari.

Importanti sintomi premonitori che possono precedere il distacco e che quindi il paziente non dovrebbe mai sottovalutare sono:

- l’improvvisa comparsa di flash luminosi di durata e frequenza variabile, a volte indotti dai movimenti oculari e più evidenti in condizioni di scarsa illuminazione;

- la presenza di corpi vitreali mobili (spesso descritti come filamenti,moscerini,mosche volanti o ragnatele) che vengono percepiti maggiormente in ambienti molto illuminati o guardando pareti chiare.

Questi disturbi precedono il distacco e sono determinati dai fenomeni di disorganizzazione del vitreo e di trazione dello stesso sulla retina: in questa fase un tempestivo controllo specialistico potrebbe essere decisivo per impedirne l’insorgenza. In presenza infatti di aree degenerative e/o di rotture retiniche in atto si procederà con il trattamento fotocoagulativo laser di queste zone, bloccando l’evoluzione naturale della patologia.

La comparsa invece nel campo visivo di una macchia o “tenda” nera fissa e immobile rappresenta il primo sintomo di un distacco di retina già in atto. Questa “tenda” potrà progressivamente espandersi compromettendo dapprima solo una parte del campo visivo periferico e successivamente, con l’avanzare del distacco, anche la visione centrale.  Anche in questo caso sarà fondamentale la diagnosi precoce per avviare il paziente alla chirurgia: la retina è infatti costituita da tessuto nervoso, per cui ripristinarne quanto prima la normale morfologia con l’intervento chirurgico aumenta la probabilità che al recupero anatomico si accompagni anche un buon risultato funzionale.

Di contro, qualora il paziente sottovaluti la situazione dando scarsa importanza alla sintomatologia e la diagnosi venga posta tardivamente, la compromissione visiva potrebbe risultare permanente ed invalidante. Trascorsi pochi giorni, infatti, la retina distaccata potrebbe perdere la sua funzionalità per processi degenerativi delle cellule nervose che la costituiscono e non essere più in grado, nonostante un intervento, di condurre lo stimolo visivo alle aree cerebrali competenti.


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