La dentiera di Obama e l’importanza dei denti fissi

Le protesi orali sono soluzioni che vengono da lontano nella storia dell’odontostomatologia, esistono reperti risalenti agli egizi o etruschi, sono nei ricordi legati alle nostre nonne, ma oggi è ormai una soluzione che può essere indicata solo in alcuni casi

Dr. Michele Di Cosola Medico chirurgo e odontoiatra, specialista in chirurgia maxillo-facciale, docente universitario
Corato - venerdì 30 ottobre 2015
© Michele Di Cosola

Vi siete mai chiesti cosa accadrebbe alla civiltà occidentale se il presidente degli Usa Barack Obama fosse un paziente edentulo? Meglio definito come portatore di protesi mobile, ovvero dentiera. Certamente avrebbe meno fascino, autorevolezza, sicurezza in sé, almeno per quanto riguarda le sue apparizioni in pubblico. E poi che imbarazzo alle cene ufficiali con i capi di Stato e nei suoi interventi alle Nazioni Unite; immaginate che chieda: «Qualcuno ha una pasta per dentiere? Devo introdurre l’argomento Pace nel mondo e vorrei avere nervi e denti saldi…»

Infatti, come tutti i portatori di protesi mobili sanno, spesso i loro denti perdono aderenza e mentre si parla o mangia si staccano dal palato risultando visibili a tutti con grande imbarazzo. Ma come negare il grande piacere di poter guardare i propri denti in un bicchiere d’acqua frizzante poggiato sul nostro comodino durante la notte? E come compensare l’eterna salute dei denti visto che sono di resina o porcellana? Avete mai considerato che a volte perdere i denti  è meglio che perdere la testa?

Questi ed altri innumerevoli svantaggi sono purtroppo correlati alle protesi mobili, ma esiste una soluzione?

Lo abbiamo chiesto ad uno specialista accreditato del settore, il Dr. Michele Di Cosola, medico chirurgo, odontoiatra, chirurgo maxillo-facciale, docente universitario nel master in chirurgia orale dell’Università di Foggia.

- Dott. Di Cosola, esistono alternative alla dentiera, per chi già la usa o per chi ne è prossimo utilizzatore?

-  «Certo! Le protesi orali sono soluzioni che vengono da lontano nella storia dell’odontostomatologia, esistono reperti risalenti agli egizi o etruschi, sono nei ricordi legati alle nostre nonne, ma oggi è ormai una soluzione che può essere indicata solo in alcuni casi. Gli impianti endossei che hanno rivoluzionato questo settore, consentono di sostenere in maniera stabile un dente singolo o un’arcata intera, liberando il paziente dalla schiavitù di dimenticare i denti a casa».

Tutti possono fare gli impianti?

- «L’implantologia è molto diffusa e quasi tutti possono fare gli impianti, ad eccezione di una piccola quota di persone con problemi di salute generale o che assumano alcune categorie di farmaci, ma un bravo medico o odontoiatra è in grado di fare diagnosi e di scegliere i candidati migliori alla chirurgia. Consiglio sempre ai miei pazienti di rivolgersi a professionisti noti e con una formazione specifica, che siano chirurghi esperti e non improvvisati. Bisogna tenere a mente che si tratta di un atto chirurgico e non è un prodotto da acquistare al ribasso. Per cui chiedetevi sempre: “Se Obama avesse il problema di doversi sottoporre ad implantologia, a chi si rivolgerebbe? Sicuramente cercherebbe il più titolato ed esperto a lui più vicino; fate la stessa cosa».

- E se c’è mancanza di osso?

- «Grazie alle possibilità offerte dalla moderna chirurgia orale e dai nuovi bio/materiali derivanti dall’ingegneria tissutale, è oggi possibile ricostruire l’osso e le strutture anatomiche che in questi pazienti sono spesso assenti. Tali ricostruzioni servono ad ospitare gli impianti  di lunghezza standard o zigomatici sui quali verranno ancorati i denti in maniera stabile e definitiva, restituendo la naturale sensazione di denti fissi, come se fossero propri».

- Cosa sono gli impianti zigomatici?

- «Sono degli impianti in titanio più lunghi di quelli convenzionali, che vengono inseriti nell’osso zigomatico, determinando un ancoraggio stabile ed immediato che consente di fissare i denti già subito dopo l’intervento, ottenendo un risultato estetico e funzionale strabiliante».

- Ringraziamo il Dott. Di Cosola per aver messo a nostra disposizione la sua professionalità e competenza e lo invitiamo ad un nuovo appuntamento.

- «Ringrazio la redazione ed i lettori che mi permettono di informarli con parole semplici su concetti complessi e tecnici che riguardano la loro salute. Voglio pazienti coscienti e preparati, che sappiano distinguere una vendita da una cura, anche in casi gravi. Questo è il dovere del medico. Fare divulgazione scientifica è per me parte integrante della mia professione. Per ringraziare i lettori della loro preziosa attenzione, propongo numerosi approfondimenti ed opportunità su www.micheledicosola.it».


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