Glaucoma, un ladro silenzioso della vista

Nella maggior parte delle forme di glaucoma i sintomi all’esordio sono spesso assenti e la patologia può progredire in maniera subdola

Corato - lunedì 23 novembre 2015
© Italo Balducci

Il glaucoma è una malattia cronica caratterizzata da un progressivo danno a carico del nervo ottico con corrispondenti alterazioni della papilla e delle fibre nervose retiniche, quasi sempre associata ad un aumento della pressione oculare. Le cause di questa patologia sono molteplici e verosimilmente correlate tra loro. Oltre all’ipertensione oculare nella comparsa delle lesioni del nervo ottico giocano un ruolo anche fattori vascolari e neurodegenerativi (studi recenti evidenziano meccanismi di sviluppo ed insorgenza correlabili al Parkinson e all’Alzheimer). La patologia porta pertanto, se non adeguatamente monitorata e trattata, ad una progressiva sofferenza delle cellule ganglionari retiniche e delle fibre nervose del nervo ottico determinandone lentamente morte ed atrofia.

È innanzitutto necessario chiarire alcuni aspetti del glaucoma che spesso generano confusione:

- glaucoma non è sinonimo di elevata pressione oculare dato che sono necessari diversi esami per formulare una corretta diagnosi tanto più che in alcuni casi il glaucoma può associarsi a normali valori pressori;

- l’ipertensione oculare rappresenta solo un fattore di rischio per questa patologia, anche se sicuramente il più importante;

- i valori della pressione oculare non correlano con quelli della pressione sanguigna, quindi chi soffre di ipertensione arteriosa non per questo avrà un’ipertensione oculare.

Esistono invece dei fattori di rischio per questa patologia che andrebbero valutati con attenzione durante l’anamnesi: storia familiare di glaucoma, età oltre i 55 anni, vizi di refrazione quali miopia ed ipermetropia, diabete, patologie vascolari della retina, utilizzo prolungato di colliri cortisonici.

Fatta eccezione per il glaucoma acuto (che si presenta con sintomi drammatici come violento dolore oculare, annebbiamento visivo, cefalea, nausea e vomito), nella maggior parte delle forme di glaucoma i sintomi all’esordio sono spesso assenti e la patologia può progredire in maniera subdola, rendendosi clinicamente manifesta con un progressivo restringimento del campo visivo, quando i processi di morte cellulare ed atrofia delle fibre del nervo ottico si saranno ormai irrimediabilmente realizzati, fino a condurre a cecità nei casi più gravi.

È pertanto raccomandabile eseguire, a partire dai 40-45 anni, controlli specialistici mirati nei quali vengano innanzitutto valutati pressione oculare e fundus oculi. In presenza di valori pressori sospetti e/o di alterazioni della papilla ottica saranno necessari altri approfondimenti diagnostici (pachimetria, gonioscopia, campo visivo computerizzato, curva tonometrica e test di scatenamento) in modo da formulare una corretta diagnosi ed impostare la terapia più adeguata.

Ma sono soprattutto le moderne tecniche a nostra disposizione in grado di essere davvero decisive nella precoce diagnosi e nel successivo monitoraggio di questa patologia. L’esame OCT delle fibre nervose e delle cellule ganglionari retiniche, associato anche all’analisi OCT della papilla ottica,è un esame eseguito con fasci di luce, in modo rapido, indolore, senza anestesia, come una fotografia ed è senza dubbio la metodica più importante per evidenziare le più precoci alterazioni connesse al glaucoma. Le lesioni osservate con questa tecnica precedono di diversi anni le alterazioni del campo visivo e la compromissione della vista consentendoci la diagnosi preclinica della patologia e rendendo più facile capirne l’evoluzione e la migliore terapia, sia essa medica, chirurgica o parachirurgica, per ogni paziente.

Informazioni mediche a cura dell'autore.

Altri articoli
Gli articoli più letti