Dottore, posso venire da lei se ho l’osteoporosi?

L’Osteopatia non fa riferimento solo alle ossa o alle articolazioni, ma anche a tutti quei tessuti che attraverso le ossa trovano passaggio, inserzione e protezione

Corato - domenica 04 ottobre 2015
Osteopatia
Osteopatia © n.c.

Signora, la risposta è sì, ma le dico anche che questo è l’errore più frequente in cui si cade, parlando di Osteopatia, ossia quello di riferirsi a “òsteon” (osso) e “pathos” (sofferenza), pensando quindi che l’Osteopatia si occupi solo delle “patologie dell’osso”.

L’Osteopatia - che nasce in America nell’800 grazie alle intuizioni del suo padre fondatore, il medico Andrew Taylor Still e, da allora, vive di continue ricerche ed evoluzioni - non fa riferimento solo alle ossa o alle articolazioni, ma si occupa anche di tutti quei tessuti che attraverso le ossa trovano passaggio, inserzione e protezione: connettivo, legamenti, tendini, muscoli, ma soprattutto, nervi, arterie e vene e visceri.

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Salute, l’Osteopatia è un sistema affermato e riconosciuto di prevenzione sanitaria che si basa sulla lettura posturale e contatto manuale per il trattamento.

Attraverso manipolazioni e manovre specifiche si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano non solo l’apparato neuro-muscolo-scheletrico, ma anche cranio-sacrale (legame tra il cranio, la colonna vertebrale e l’osso sacro) e viscerale (azioni sulla mobilità dei visceri ed organi interni). Inoltre, a differenza della medicina tradizionale allopatica, che concentra i propri sforzi sulla ricerca ed eliminazione del sintomo, l’osteopatia considera il sintomo come campanello di allarme e mira all’individuazione della causa alla base della comparsa del sintomo stesso.

In Italia, purtroppo, l’Osteopatia non è ancora riconosciuta né regolamentata, per cui il cliente si trova spesso disorientato tra un mare di figure affini e di professionisti dal dubbio curriculum. L’osteopata non è un massaggiatore, non è un fisioterapista. L’unica linea guida che resta per orientarsi in questo vuoto normativo sono le direttive dell’Oms che impongono degli standard formativi alle scuole che, ad ora, non sono università ma enti privati.

Per cui, prima di affidarvi nelle mani di qualcuno a cui siete giunti per passaparola, controllate che abbia un D.O. (diploma di osteopatia) e che la scuola nella quale si è diplomato preveda almeno 5-6 anni di formazione e che sia iscritto al R.O.I. (Registro Osteopati d'Italia)

Nel prossimo mese risponderò ad altre domande…

A cura del Dottor Alessandro Cialdella, Osteopata
D.O. M. R.O.I

www.consulenzaosteopatia.it

alessandro.cialdella@alice.it

Tel.: 3495885072

Informazioni mediche a cura dell'autore.

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