Bambini e ragazzi, appuntamento con la prevenzione visiva

Può essere quindi seguire un semplice schema per non farsi trovare impreparati e per allacciare un filo diretto con il proprio oculista di fiducia

Corato - venerdì 02 ottobre 2015
Bambini e ragazzi, appuntamento con la prevenzione visiva
Bambini e ragazzi, appuntamento con la prevenzione visiva © n.c.

La maggior parte delle patologie oculari può essere prevenuta o, in alternativa, curata e seguita nella sua evoluzione, in modo da garantire una buona capacità visiva e quindi una migliore qualità di vita. Questo è possibile ad ogni età ma risulta particolarmente vero quando si parla di bambini nei quali i primi anni di vita sono fondamentali per il raggiungimento di una corretta stabilità visiva.

Esistono quindi dei momenti, soprattutto per i nostri bambini e ragazzi, nei quali sarebbe opportuno dedicare tempo ed attenzione alla salute degli occhi ed è dunque molto importante conoscere questi “appuntamenti” per monitorare il corretto sviluppo delle abilità visive e/o per correggere alterazioni che, se diagnosticate tempestivamente, possono essere trattate con successo grazie alla notevole plasticità che caratterizza il sistema visivo nei primi anni di vita.

In materia di prevenzione visiva e diagnosi precoce utile può essere quindi seguire un semplice schema per non farsi trovare impreparati e per allacciare un filo diretto con il proprio oculista di fiducia.

È pertanto consigliabile:

- una prima visita alla nascita o comunque entro i primi 6 mesi: essenziale per esaminare l’aspetto degli occhi e le risposte agli stimoli visivi al fine di escludere alterazioni malformative di orbita, palpebre, vie lacrimali e bulbo nonché malattie oculari congenite. Questo primo controllo diventa tassativamente necessario in presenza di neonati cosiddetti “a rischio”, cioè nati pre-termine che potrebbero andare incontro a retinopatia del prematuro, o neonati con storia familiare di patologie oculari (glaucoma congenito, retinoblastoma, cataratta congenita, malattie oculari ereditarie, malattie sistemiche potenzialmente associate a disturbi visivi) o qualora si osservi un riflesso bianco attraverso la pupilla o il bimbo presenti movimenti involontari e ritmici degli occhi;

- un controllo successivo intorno ai 3-4 anni: è utile per valutare simmetria, equilibrio ed armonia nello sviluppo anatomo-funzionale degli occhi e, se il bimbo è in grado di collaborare, per effettuare una prima valutazione della capacità visiva. In questa fase sarà altresì possibile diagnosticare eventuali difetti visivi quali strabismo ed ambliopia (il cosiddetto “occhio pigro”) e correggerli attraverso diverse tecniche che vanno dall’esecuzione di esercizi ortottici, al bendaggio occlusivo fino alla prescrizione di lenti specifiche;

- controlli in età prescolare e scolare: entro i 5-6 anni, aumentando la capacità del bambino di collaborare nell’esecuzione della visita, può essere eseguita una valutazione specialistica completa che comprenda non solo un esame approfondito dell’acuità visiva al fine di diagnosticare precocemente eventuali vizi di refrazione (ipermetropia, miopia, astigmatismo) o alterazioni della motilità oculare, ma anche un’analisi più fine ed accurata del segmento anteriore dell’occhio (cornea, camera anteriore, riflessi pupillari e cristallino), dei suoi annessi (palpebre, vie lacrimali e congiuntiva) e della retina.

Da questo periodo in poi, in assenza di problematiche specifiche, è raccomandabile valutare la condizione visiva con regolarità ogni anno, poiché durante la fase della crescita possono verificarsi cambiamenti nella refrazione legati proprio all’accrescimento e allo sviluppo anatomico del bulbo oculare.

In questo sistema di “prevenzione visiva” un ruolo importante spetta sicuramente ai genitori, che dovrebbero prestare attenzione ad eventuali disturbi e sintomi riferiti dai propri figli.

L’avvicinarsi molto alla tv, lo strizzare gli occhi nella visione da lontano, l’inclinazione o rotazione del capo, il riscontro di occhi frequentemente arrossati, fastidio alla luce, mal di testa, sensazione di pesantezza o stanchezza oculare, lacrimazione eccessiva sono solo alcuni dei segni e dei sintomi da tenere in considerazione. Disturbi che ad oggi appaiono purtroppo in aumento in quanto spesso correlabili all’utilizzo prolungato di cellulari, pc e tablet.

La formazione di un asse di collaborazione figli-genitori-oculista, insieme ad una corretta strategia di prevenzione e controlli periodici, potrebbe essere dunque in grado di evitare o porre rimedio a tutte queste problematiche.

A cura del Dr. Italo Balducci


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