Maculopatia, di che cosa si tratta? (parte II)

Prevenzione, diagnosi, guarigione e terapie

Corato - giovedì 09 giugno 2016
Il Dr. Italo Balducci
Il Dr. Italo Balducci © Italo Balducci

- Si può prevenire una maculopatia? E come si può diagnosticarla?

In termini di prevenzione possiamo intervenire sui fattori di rischio modificabili, quindi ad esempio invitare il paziente ad abolire il fumo, a ridurre l’esposizione protratta ai raggi UV nonché a stabilizzare il quadro cardiovascolare connesso alla patogenesi dell’AMD. Ma è altrettanto vero che esistono pure fattori di rischio non modificabili, pensiamo alla familiarità per AMD, ma anche all’età e alla miopia elevata, ed è proprio in questi pazienti che ancor di più acquista importanza la diagnosi precoce.

A tal proposito l’arma più efficace resta in primis la visita oculistica completa con esame del fondo oculare. Anche il paziente asintomatico, che non presenta cioè alcun sintomo di compromissione della visione centrale, potrebbe infatti presentare all’esame del fondo oculare segni retinici  maculari correlabili o predittivi di una AMD e l’importanza di riconoscerli precocemente è essenziale, in quanto aumenta notevolmente le probabilità di bloccare la patologia evitando che il paziente vada incontro ad una severa ed irrimediabile perdita della visione distinta.

In caso di lesioni maculari “sospette” per AMD il passo successivo per una diagnosi esaustiva  è senza dubbio l’OCT maculare, esame che ci consente di esaminare la parte centrale della retina in ogni suo dettaglio fornendo tutte le informazioni necessarie sulle caratteristiche della maculopatia.


- Si può guarire da una AMD? Quali sono le terapie?

No, non possiamo parlare di guarigione. L’AMD spesso segue cicli di remissione e riesacerbazione della sintomatologia, è una patologia cronica ed in quanto tale possiamo solo bloccarne l’evolutività e rallentarne la progressione proponendoci realisticamente di stabilizzarla, renderla quiescente in modo tale che il paziente mantenga la propria capacità visiva a lungo.
Si utilizzeranno terapie diverse a seconda che l’AMD sia in forma secca (integratori alimentari a base di sostanze ‘protettive’ per la retina) o umida (cicli di iniezioni intravitreali di farmaci in grado di bloccare i neovasi retinici).

In entrambi i casi il ruolo del paziente è decisivo, in quanto nell’AMD sono fondamentali sia l’aderenza alla terapia prescritta sia l’esecuzione di controlli oculistici ad intervalli regolari per monitorare l’andamento della patologia e la risposta al trattamento.

Il paziente andrà inoltre istruito sull’importanza di segnalare tempestivamente al proprio oculista improvvise variazioni qualitative e/o quantitative della visione centrale che potrebbero essere indicative di un peggioramento del quadro clinico di partenza.

A tal fine è utile che il paziente esegua periodicamente a casa il test di autodiagnosi di Amsler, che l’oculista provvederà a spiegargli e consegnargli una volta fatta diagnosi di AMD, un modo semplice ed efficace per tenere sempre sotto controllo la vista!

- Cos’è il test genetico per la AMD?
Si tratta di un test che ci permette di valutare qual è il rischio genetico di insorgenza e progressione di una AMD attraverso un semplice tampone orale  grazie al quale ottenere un numero di cellule contenenti il DNA del paziente che verrà poi estratto ed analizzato.

Nei soggetti esposti a fattori di rischio ed in quelli che fanno parte di famiglie affette da AMD la quantificazione del rischio genetico può consentire la pianificazione e la messa a punto di protocolli terapeutici atti a prevenire la compromissione della visione.
 

Contatti

Studio: Via Ponchielli, 46 - Corato
Telefono: 377 4424662
Mail: italo.balducci@gmail.com

Informazioni mediche a cura dell'autore.

Altri articoli
Gli articoli più letti