Maculopatia, di che cosa si tratta? (Parte I)

Si tratta di un gruppo eterogeneo di patologie che colpiscono la parte centrale della retina.

Corato - lunedì 11 aprile 2016
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- Cosa sono le maculopatie?

Si tratta di un gruppo eterogeneo di patologie che colpiscono la regione maculare ossia la parte centrale della retina. La macula rappresenta la parte più nobile ed importante della retina stessa in quanto dalla sua integrità anatomica e funzionale dipende la visione distinta. La forma più frequente di maculopatia è senza dubbio la degenerazione maculare legata all’età nota anche come AMD (Age-related Macular Degeneration).

- L’ AMD è una patologia frequente?

Molto più frequente di quanto non si creda. L’ AMD infatti rappresenta la principale causa di deficit irreversibile della visione centrale nei paesi sviluppati, si pensi che negli Stati Uniti ed in Europa occidentale almeno il 10% dei soggetti di età compresa tra 60 e 75 anni presenta alterazioni, più o meno gravi, della funzione visiva centrale indotte proprio dall’ AMD.

- Quali sono le cause di questa patologia?

I meccanismi con cui l’AMD si sviluppa non sono noti nella loro totalità,ma oltre il fisiologico ‘invecchiamento’ della retina anche l’infiammazione locale e lo squilibrio nella produzione retinica di alcuni fattori di crescita potrebbero giocare un ruolo importante nella sua insorgenza. Senza dubbio esistono dei fattori di rischio ormai ben definiti che ne aumentano la probabilità di presentazione.
  Sicuramente  l’età superiore ai 60 anni rappresenta il fattore più significativo sebbene non siano rari i casi in cui alterazioni del fundus oculi connesse all’ AMD possano essere riscontrate anche in pazienti più giovani.
  Altro fattore importante è la familiarità per maculopatia, esistono infatti diversi fattori genetici ereditari di predisposizione alla sua insorgenza alcuni dei quali sono stati individuati con assoluta precisione.
  Non meno importanti i fattori di rischio cardiovascolare tra i quali obesità, ipertensione, fumo, elevati livelli ematici di colesterolo ed omocisteina.
Alcune forme di AMD inoltre sono correlate a vizi refrattivi, in particolare a miopia elevata.

- Esistono diverse forme di AMD?

Possiamo distinguere due forme principali a seconda delle alterazioni maculari che il paziente presenta.
   Nella AMD SECCA le modificazioni della parte centrale della retina  vanno progressivamente dall’accumulo di materiale giallastro non più adeguatamente smaltito (drusen) al progressivo assottigliamento della retina fino alla sua completa atrofia. Questa è di gran lunga la forma più frequente.
  Nella AMD UMIDA invece si realizza la comparsa di nuovi vasi sanguigni che sovvertono la normale architettura retinica determinando nel suo contesto accumulo di liquido e sangue. Questa forma, meno frequente, risulta spesso più invalidante della prima.

- Quali sono i sintomi di allarme?

In entrambe le forme di AMD i sintomi visivi sono sempre la diretta conseguenza dell’ampia serie di alterazioni e cambiamenti anatomici a carico della parte centrale della retina e non dovrebbero mai essere trascurati.  Il paziente generalmente accusa una compromissione della visione centrale sotto forma di calo/annebbiamento visivo o più frequentemente riferisce qualcosa che impedisce la visione centrale (scotoma positivo) o qualcosa che manca nel campo visivo centrale (scotoma negativo). Altrettanto caratteristica è la percezione di immagini distorte, curve, ondulate (metamorfopsia) di cui spesso il paziente si accorge casualmente allorchè, chiudendo l’occhio sano, si trovi costretto a guardare solo con l’occhio affetto.

Considerando il grande impatto che attualmente l’AMD  ha nella nostra società non solo in termini di disabilità visiva e  peggioramento della qualità di vita del paziente ma anche dal punto di vista economico, nella prossima rubrica parleremo di come diagnosticarla, monitorarla e soprattutto combatterla.

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